Reggio Emilia: Conad denuncia i cittadini che difendono Bosco Ospizio dalla speculazione

Dal blog https://www.lindipendente.online

17 Agosto 2026 Valeria Casolaro

Dopo dodici giorni di presidio cittadino, gli attivisti reggiani che stanno difendendo il Bosco Ospizio dall’abbattimento sono stati denunciati. A sporgere querela è stata la stessa Conad, azienda a capo del progetto che prevede l’abbattimento del bosco per fare spazio a un supermercato.

Insieme alla denuncia, Conad ha depositato in Prefettura un’istanza per chiedere lo scioglimento del presidio, che è stato autorizzato fino al 31 agosto. La Digos si è schierata dalla parte del supermercato, imponendo una limitazione alle proteste degli attivisti e consentendo loro di manifestare soltanto su un lato dell’area.

Dal canto loro, gli attivisti hanno deciso di non cedere e hanno diramato una chiamata pubblica per un nuovo presidio a partire dalle ore 5 di stamattina, lunedì 17 agosto, rivendicando la natura «pacifica» della propria protesta. È attesa per oggi, infatti, la ripresa dei lavori da parte dell’azienda.

A seguito dell’azione di Conad, la Digos ha imposto limiti estesi per quanto riguarda l’area intorno al bosco nella quale gli attivisti possono portare avanti il proprio presidio di protesta, rendendo di fatto inaccessibile l’intero perimetro dell’area.

Dopo la denuncia di Conad è giunto anche un comunicato del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, il quale si è detto disponibile al dialogo, sostenendo di comprendere le «ragioni ideali» dietro la protesta ma specificando che «il progetto attuale» non va letto nell’ottica di una «espansione di una città che consuma territorio», ma come un intervento volto a restituire al quartiere «servizi, funzioni pubbliche e vita collettiva».

Nel suo appello pubblico, Massari ha specificato che nel progetto per il bosco vi sono anche «una nuova Casa della Comunità con servizi sociosanitari, il ritorno della biblioteca di quartiere e il Polo dei servizi territoriali comunali, con edifici destinati a essere ceduti gratuitamente al Comune», cui si aggiungono «opere pubbliche, nuovi spazi verdi, un parco pubblico di 23 mila mq e piantumazioni compensative di oltre 1500 alberi». Alle preoccupazioni rispetto la ulteriore cementificazione di suolo e il collegamento con la crisi climatica, il sindaco risponde che l’amministrazione «ha già avviato interventi» in questo senso in altre zone della città.

La risposta degli attivisti non si è fatta attendere: in un comunicato, questi hanno ricordato al sindaco che il dialogo sul progetto viene richiesto da due anni e che non può prescindere dalla «sospensione immediata» dei lavori. Contestate anche le affermazioni secondo le quali il bosco sarebbe un luogo degradato: si tratta, scrivono, di un «meraviglioso spazio di natura rigogliosa» che non ha bisogno di cementificazione.

Il presidio presso il Bosco Ospizio di Reggio Emilia è stato inaugurato lo scorso 3 agosto, quando decine di cittadini si sono presentati ai cancelli per impedire fisicamente l’inizio dei lavori. L’azione è di fatto riuscita e, fino ad oggi, le ruspe non sono ancora state messe in moto. Il progetto interessa i 45.000 metri quadrati di bosco urbano nella zona orientale della città ed è sostenuto dall’amministrazione comunale. Tuttavia, i comitati insistono nel dare battaglia, chiedendo che l’area sia riconosciuta come microforesta urbana.

Avatar photo

Valeria Casolaro

Classe 1991, prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Collabora con L’Indipendente dal 2021, occupandosi di diritti, migrazioni e movimenti sociali.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.