Un film da raccontare: VAJONT

Ho visto alla Ubik di Savona , libreria attiva culturalmente il film: Vajont .
In realtà non parla solo di quella strage , ma di una “serie” di stragi italiane, dall’amianto a Broni e all’Eternit di Casale Mto, dallo scoppio del treno di gas liquefatto a Viareggio alla torre crollata dei piloti del porto di Ge , ecc .
La novità del lavoro di questa giornalista coraggiosa (dott.ssa Lucia Vastano) mette in luce  la gestione del “dopo” le varie tragedie.
Quella su cui vale la pena soffermarsi in molta sintesi è appunto la principale: il Vajont
Una parte del monte Toc su in Cadore si è staccata precipitando nell’invaso della diga , provocando un onda di 250 mt che ha saltato ogni barriera e si è riversata su un paese (Longarone) provocando 1.910  morti  e la completa distruzione di ogni casa o capannone .
L’instabilità della terra di quel monte era nota a geologi e a chi la abitava , ma l’Enel avendone la proprietà ne aveva fatto il suo business assoluto, affidando ad una ditta (Same) di proprietà di un conte la sua costruzione , a quei tempi molto importante (1963) e mettendo a tacere le voci di dubbio col solito ricatto del lavoro in terre abbandonate di montagna all’epoca .
La maggioranza dei pochi superstiti e dei parenti dei morti fu oggetto di una delle prime guerre mediatiche depistando, non informando lasciando soli gli “eredi” . Concretamente venne offerto come risarcimento ad es. ad una persona, unica rimasta di una famiglia distrutta (circa 70 fra fratelli, cugini, ecc) 6.000.000 di lire dell’epoca da un pool di avvocati che per ogni accordo prendevano esattamente 6.000.000 come compenso.

Non servono parole di commento.
Il governo varò alcune normative per “aiutare i rimasti” che comprendevano specifiche possibilità di avere credito dalle banche , di usare le licenze per chi aveva una attività andata persa ( un officina, un negozio, ecc) per riaprirne un altra nell’ambito regionale anche cambiando tipologia di attività.
All’epoca molti emigrarono e vendettero a grandi società o ad imprenditori rampanti le loro licenze, le quali ne approfittarono per usare queste disposizioni a loro esclusivo favore, pagandole al prezzo di allora cento, centocinquanta mila lire l’una .
Per capirci la Zanussi , futura Elettrolux cominciò cosi con un prestito di 6 miliardi di lire l’attività di cui il 20 % era a fondo perduto ! Molte attività industriali seguirono lo stesso metodo e nacque così l’inizio del “grande Nord Est”
I parenti dei 2.000 morti oggi hanno solo un nuovo cimitero costruito in modo strano (orizzontale , non verticale ) così quando nevica e li siamo in montagna …non si trovano più nemmeno le tombe finte ( la maggioranza dei resti furono messi a dimora in modo casuale nelle bare , due teste, tre braccia, ecc) e chi aveva riconosciuto le vittime non ha potuto seppellire i corpi inspiegabilmente ancora in un sotterraneo del cimitero vecchio .
Questa storia di cinismo prima e dopo i fatti, spiega un sistema che negli anni sarà collaudato dove i colpevoli non pagano ne economicamente , ne socialmente . Lo STATO ITALIANO nella sentenza sui fatti venne riconosciuto colpevole con aggravante della consapevolezza ( del possibile smottamento) .
Era il periodo in cui l’Enel doveva essere nazionalizzata , niente doveva turbare questa “nascita sporca ” . Ci sono nel film alcuni del comitato Cittadini per la memoria del Vajont e persino un sindaco (all’epoca) di due piccoli frazioni Erto e Casso nei dintorni che spiega con lucidità tutto il sistema attorno cui ha ruotato questo tragico avvenimento .
E’ la storia di un epoca di grandi cambiamenti, di nascita del Nord-est industriale , dei politici che cavalcano il momento , dello smembramento della comunità che abitava la valle , la storia di 77 miliardi dati infine dallo stato al comune, che continuò con i sindaci di allora a spendere in opere inutili e di risanamento esteriore del paese, fondi che dovevano servire ai rimasti per ricreare un ambiente economicamente e socialmente vivibile e che nulla hanno visto . E’ la storia per molti, del momento in cui iniziò il pellegrinaggio all’estero(Germania, Austria, Svizzera), i famosi gelatai del Cadore e altro .
Fa impressione oggi vederne l’attualità proiettata in tante tragedie dove spesso per mancate manutenzioni o reali INsicurezze persone perdono la vita ( torre del porto di Genova , disastro ferroviario di Viareggio, terra dei fuochi) e cinicamente nessuna mano viene tesa da chi doveva garantire la vita in nome del business , oltre alla completa indifferenza ad ogni azione postuma di riparazione quantomeno morale .
Ognuno può costruirsi la propria opinione o semplicemente può acquistare questo libro sintetizzato nel film di Lucia Vastano che costa mi pare 15 euro , i cui proventi vanno tutti al Comitato per la memoria del Vajont per la loro attività politica .
Ognuno può smettere un attimo di pensare a se stesso per costruire memoria sociale e cambiare atteggiamento politico .

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