Progetto Banca & Territorio

Ho deciso di pubblicare questa idea  diversa e per certi versi strana che mi ha inviato un amico anche se mi lascia con parecchi dubbi , in quanto la politica che qui si vorrebbe tenere fuori è assolutamente il raccordo territoriale e generale dei movimenti finanziari da cui dipende tutta l’economia . Però ha il pregio del coraggio  e dato che non è il caso di essere superficiali (ci pensano già altri) chi ha da dire qualcosa in merito eccolo accontentato . Conoscere per scegliere è utile, siamo un popolo fantasioso…

(Elementi generali per un Business Plan)
Garantire i depositi dei cittadini, salvare le banche dei territori

Allargare l’accesso al credito, calmierare gli interessi, garantire alle banche il ritorno di interessi e capitale,incrementare la redditività e il collocamento delle produzioni locali, fidelizzare i consumi ai negozi locali, aumentare i posti di lavoro, migliorare la
capacità di spesa e la qualità dei prodotti per i cittadini, assicurare mediante iniziative associative di rete ampia, e strumenti diversi, la sostenibilità dell’iniziativa.
Progetto a cura del Centro Studi Circolo Osservatorio
Divulgazione: Associazione Azione Territoriale
Responsabile del progetto: Dr. Oronzo Turi
Collaborazione : Dr. Paolo Tanga (già ispettore e direttore regionale di Banca d’Italia)              Copyright riservato © Centro Studi Circolo Osservatorio

ABSTRACT
Oggigiorno le piccole banche territoriali con la crisi e con l’introduzione delle direttive
Basilea II e Basilea III, sono state messe violentemente di fronte al dilemma di Scilla e Cariddi cioè tra il rischio del fornire credito e non ottenerlo indietro e il rischio di fallire per mancanza di impieghi.
L’analisi delle strade per uscire da questo dilemma ha portato il Centro Studi Circolo
Osservatorio a verificare la possibilità di avviare un progetto che incrementi le garanzie e faccia diminuire i rischi, con iniziative di rete ampia a livello territoriale e con il coinvolgimento di più soggetti, anche operatori, ed attivi strumenti in grado di stornare risorse monetarie a favore dei produttori, per la copertura di alcune spese, oltre che per fidelizzare i consumatori del territorio, garantendo anche una base di sbocco per le produzioni, ma soprattutto per garantire ai partecipanti al progetto la fattibilità, la sostenibilità e la redditività dell’iniziativa.
Questo primo elaborato è solo una traccia generale propedeutica alla redazione di un vero Business Plan, dove però non si trascurerà la giusta attenzione per le dinamiche del sistema testé accennato, E in tale ambito la redazione appunto di un piano di fattibilità e sostenibilità definitivo (una volta che si conosceranno tutti i dati relativi al territorio e all’orientamento della banca, nella raccolta e negli impieghi ed i relativi costi, ai soggetti aderenti, all’iniziativa di sostegno) sarà lo strumento programmatico per la realizzazione di questa iniziativa, a cui seguiranno una serie di ulteriori piani più particolareggiati, in un’ottica appunto di programmazione a tutto campo, e non solo finanziaria.
L’analisi dei risultati ed il loro confronto con gli obiettivi prefissati costituisce il punto di
arrivo per la gestione monetaria e, nel contempo, sarà il punto di partenza su cui strutturare le scelte future organizzative, imprenditoriali e finanziarie che l’insieme dei soci e partner vorranno porre in essere per realizzare il progetto, e costituirà inoltre una configurazione di nuove sfide per cominciare a premunirsi rispetto alle maggiori garanzie richieste dalla ormai prossima direttiva di Basilea IV1, che addirittura potrebbe arrivare già a cavallo tra il 2017 – 2018 e delle nuove normative della BcE in materia di ammortizzazione degli NPL (crediti deteriorati)2 senza dimenticare tutto il quandro di poteri politici e monetari e di impegni (ERF a altri impegni), già firmati dal governo italiano che non ci fanno prevedere un facile futuro.
Sommario:

A. Situazione esistente generale B. Analisi delle necessità, C. Elenco dei partecipanti
D. Mercato a cui rivolgersi e Azioni da compiere E. modalità di sostegno ai produttori e Conclusioni
1 Il Comitato di Basilea ha avanzato proposte iniziali su modelli più semplici, come parte del completamento del quadro di Basilea III, quindi l’avvio di una Basilea IV è più che probabile (ci sono notizie che la Banca d’Italia si è impegnata a introdurre Basilea IV
una normativa che includerà la richiesta alle banche di:
a) Soddisfare rapporti di leva massimi più elevati quindi di garantire una capitalizzazione maggiore rispetto agli impieghi ;
b) Garantire modelli più semplici o standardizzati per il calcolo dei requisiti patrimoniali e non prendendo in considerazione i modelli interni delle banche;
c) Realizzare una più ampia descrizione delle riserve e di altre statistiche finanziarie.
A mo’ di esempio, applicando le direttive di Basilea IV alle banche britanniche, è necessario che le Banche anzidette mettano da parte 50 miliardi di sterline di riserve aggiuntive (giusto per fare un esempio) una cifra forse un po’ minore ma non molto, potrebbe essere richiesta anche per le banche Italiane.
2 L’Ufficio di vigilanza della BcE ha emanato le nuove norme in merito ai crediti deteriorati o NPL(No in tale ambito quelli non garantiti dovranno essere assorbiti in due anni, quelli garantiti in sette anni, questo metterà in difficoltà una serie di banche che
avevano fin’ora più tempo per ammortizzare detti crediti, anche perchè si cumulano quelli degli anni precedenti. Inoltre viene avviata in contemporanea la vigilanza diretta da parte della BcE

A) SITUAZIONE ESISTENTE
La crisi iniziata nel 2008 ha visto gradualmente finire sotto schiaffo le banche italiane,
malgrado che dette banche soprattutto le piccole e medie fossero esterne a tale crisi, in quanto originata nel sistema finanziario internazionale.
Esula da questa trattazione l’analisi delle ragioni e gli eventuali errori commessi dalla classe dirigente italiana, che hanno determinato l’entrata ed il perdurare di tale crisi che ha trasformato una crisi finanziaria, di soggetti lontanissimi dalla realtà Italiana in una crisi produttiva, industriale, commerciale, finanziaria e bancaria che inevitabilmente ha avuto un impatto disastroso non solo sul PIL nazionale, sul bilancio degli enti pubblici ma, soprattutto, sull’offerta di lavoro, sul reddito delle famiglie, con strati di popolazione abbandonati all’indigenza, ma in particolare sul sistema bancario nazionale piccolo e medio, in particolare, che se dovesse collassare polverizzerebbe le residue ricchezze liquide delle famiglie e delle imprese, amplificando a dismisura una crisi che non si è
ancora minimamente interrotta.
A questa situazione di difficoltà indotta dalla crisi, si sono aggiunte le norme sulla vigilanza previste dagli accordi passati da Basilea II a Basilea III, proprio per questa crisi che hanno profondamente innovato e modificato la disciplina del sistema creditizio, ridefinendo i meccanismi sia dal lato dell’offerta del credito sia dal lato della domanda e sarebbe buona previdenza cominciare ad attrezzarsi per essere in grado di garantire i nuovi parametri previsti dalla cosiddetta Basilea IV e superare gli stress test con le nuove normative di ammortizzaizone degli NPL.
Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia e riferiti al primo semestre del 2014, dal lato dell’offerta si registra un minore irrigidimento da parte dei grandi istituti nella concessione del credito, rispetto alle piccole banche locali, malgrado una maggiore valutazione del rischio specifico delle imprese;
Ma questo non ha di certo ridotto le sofferenze che ad oggi rimangono esplosive, malgrado l’opera di sostegno reali da parte della BCE mediante il Q.E. che però ha agevolato prevalentemente le grandi imprese creditizie (il costo per gli stati ed i rischi per tutti di tale pratica non è oggetto di questa trattazione) .
Le piccole banche dei territori invece sono state lasciate sole in questa tempesta, e molte si trovano in difficoltà o in grande difficoltà; e non è casuale che per tali banche (emerge sempre dal rapporto del 2014 della Banca d’Italia) una minore tendenza all’offerta di credito, a cui probabilmente corrisponde anche una minore domanda a seguito di una oggettiva stagnazione della domanda di beni, per la diminuzione dei redditi, e l’insicurezza degli imprenditori di un ritorno positivo degli investimenti.
Non vogliamo qui dilungarci sulla sotto-capitalizzazione delle imprese Italiane e sulla
scarsità strutturale del circolante tra le stesse, come c’è da aggiungere che spesso dette imprese fanno ricorso a finanziamenti a breve e brevissimo termine con oneri notevolissimi rispetto a finanziamenti strutturali a più lunga scadenza che migliorerebbero redditività ed efficienza.
Da ciò emerge in tutta la sua importanza il bisogno che quanto prima le banche dei territori riprendano a fornire il credito ma in un quadro di garanzie nella fornitura del credito. Uno scenario di sostenibilità impossibile da realizzare se non si ripristina la sostenibilità dell’impresa e della produzione e se non ripartono i consumi locali.
B) ANALISI DELLE NECESSITÀ:
Da quanto anzidetto come constatazione della situazione esistente, ed analizzando alcune realtà che stanno cercando di ripartire, si evidenzia la necessità di :
1. Fornire credito abbondante alle iniziative produttive esistenti: agricole, artigianali e PMI, stimolando la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e la riattivazione di quelle
dismesse;
2. Calmierare detto credito al costo minore possibile;

3. Garantire il pagamento degli interessi, come la restituzione del capitale, da parte dei
produttori locali.
Ma per realizzare ciò diviene necessario far ritornare sostenibile la produzione sul territorio mediante la:
4. Riduzione dei costi di produzione per agricoltori, artigiani e piccole imprese del
territorio,
5. Garantire uno sbocco privilegiato per le merci ed i servizi prodotti sul territorio,
aumentando con strumenti diversi l’orientamento del consumo ai prodotti locali nel
territorio, nonché la capacità di penetrazione di detti prodotti fuori del territorio.
Magari collegandosi o creando ex novo una associazione dei produttori che orienti sia
le produzioni da realizzare sia la fidelizzazione dei commercianti (l’ottimo naturalmente
si realizzerebbe con l’introduzione di un discorso sistematico per realizzare colture in
grado di portare sulle tavole locali cibo locale di qualità),
6. Ed infine, per rendere sicura detta garanzia, obiettivo di questo progetto è anche quello di realizzare un soggetto associativo tra tutte le componenti sociali, cioè produttori commercianti e Lavoratori/consumatori, rendendo capace tale associazione di essere il collettore che:
a) agevola il circuito locale di produzione, lavoro, redditi e consumo
b) sposta risorse dal consumo verso la produzione, e l’insieme delle due azioni renderà
sostenibile la produzione, il pagamento di interessi e capitale, nonché la sostenibilità di
tutto il progetto.
Pertanto, qualora si realizzano queste sei condizioni, pensiamo che si siamo costruite le basi sia per salvare le banche, SIA per far ripartire la produzione, il lavoro e lo sviluppo, impedendo il fallimento di imprese e banche, garantire i depositi ma soprattutto di far uscire i territori dalla crisi.
C) ELENCO DEI PARTECIPANTI
I partecipanti funzionali e strutturali a detto progetto sono :
1. Una Banca Locale;
2. Un Finanziatore esterno (fondo d’investimento);
3. Enti di consulenza e/o professionisti di supporto;
4. Una associazione tra produttori, commercianti e lavoratori consumatori, come soggetto
agevolatore del progetto ed interlocutore principe tra territorio e banca;
5. I Cittadini o imprese, soci e non soci, titolari di depositi, conto corrente ecc.;
6. I Produttori destinatari privilegiati dei finanziamenti, e delle agevolazioni (a cui potrebbe
seguire la ristrutturazione delle case per l’efficienza energetica).
Ma affinché l’iniziativa possa realizzare velocemente i suoi effetti sul territorio,
nonché per raggiungere la massa critica, in grado di mettere tutto il progetto su un binario di
funzionamento a regime e di garanzia di sostenibilità, è importante che, anche SE come
soggetti esterni, si trovi la forma di collaborazione O di coinvolgimento di:
7. L’Ente Locale o meglio gli Enti locali (comprese le ASL e la Camera di Commercio)
8. Le associazioni di categoria produttive, commerciali, sindacali e dei consumatori.
D) AZIONI DA COMPIERE
d1) Mercato attuale della Banca e orientamento futuro in base alle caratteristiche del
territorio e alla tradizione della banca (paragrafo da realizzare non appena si possiedono gli elementi), da parte nostra ci sentiamo di spezzare una lancia nel potenziare (nel caso esista già) o avviare ex novo, una associazione in grado di fare da collettore delle produzioni del territorio, a cominciare da quelle agricole (orientando dette produzioni verso il Biologico) per poi proseguire con quelle artigianali ecc.
d2) La Banca
Al fine di strutturare una offerta del credito funzionale a riavviare le iniziative produttive e far ripartire il territorio, la modalità ottimale di attivazione da parte della banca, insieme al fondo d’investimento, si articola lungo tre modalità:
1) Credito ad iniziative finanziabili secondo i parametri di Basilea III,
2) Credito ad iniziative che non sono in grado di rispondere ai parametri di Basilea III, ma di imprese che comunque sono ancora sul mercato di produzione e riescono a bilanciare i costi con i ricavi (mediante modalità e strumentazione apposita).
3) Investimenti a fondo perduto in iniziative che non garantiscono al momento una
redditività (mediante modalità e strumentazione apposita).
d3) L’Associazione del Territorio
Schema sintetico delle azioni da attivare da parte dell’associazione dei cittadini del
Territorio:
1) Costituzione di un circuito di fidelizzazione dei negozi, che garantiscono uno sconto
minimo del 10 % agli associati, e storno del 50 % degli sconti, a favore dei produttori
locali.
2) Aggregazione della compagine sociale mediante la garanzia di un mezzo di pagamento
semplice, che nel contempo fornisca anche un risparmio negli acquisti (e nel caso,
garantisca anche dei vantaggi fiscali tipo buoni pasto, buoni acquisto).
3) Convenzione con la banca al fine di formalizzare lo scambio di impegni e garanzie,
insieme a un quadro di riferimento sicuro sui costi.
4) Richiesta di un rapporto di impegni reciproci con gli enti locali (Camera di commercio e ASL compresi),
5) Verifica della possibilità di finanziamenti sul progetto, e per i propri soci, da parte della UE, Stato, Regione o Comune.
Allegato:
E) PRIMA FORMULAZIONE SINTETICA DEL FONDO DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE
PRODUTTIVE E CONCLUSIONI
Se ogni associato, rispetto alla sua spesa mensile di 1.000-1.500 euro al mese, spende in beni e servizi nei negozi convenzionati intorno al 30 % dell’importo mensile, calcolando intorno al 5% di tali importi, significa che mensilmente al fondo di sostegno della produzione arrivano tra i 15 e i 20 euro al mese per associato che, moltiplicati per le migliaia di associati determinano l’incasso mensile;
Ammettendo a mo’ di esempio, che il bacino territoriale comprenda una popolazione
dai 100 mila ai 300 mila abitanti e che, visto il valore di rilancio del territorio dell’iniziativa, sia i Comuni, sia la Provincia e sia le ASL siano stati coinvolti nella promozione, ed abbiano (oltre a dichiarare le felicitazioni) sollecitato, anche con incentivi, i loro dipendenti ad aderire al circuito di fidelizzazione degli acquisti; Ed inoltre anche la Banca abbia perorato l’adesione dei propri soci al nuovo organismo (che permette di usufruire di sconti per la partecipazione al circuito di fidelizzazione ai negozi locali). ed infine che all’Iniziativa aderiscano sia singoli prodUtturi, commercianti e consumatori ma anche le associazioni di categoria, i sindacati e le associazioni dei consumatori, E pertanto il verificarsi di questo tipo di convergenza, con migliaia di famiglie che aderiscono al circuito, determinerà il versamento nel fondo di sostegno alla produzione, di diverse centinaia di migliaia di Euro ogni mese, un punto di partenza altamente significativo per avviare, su basi sicure, l’iniziativa di FORNITURA DEL CREDITO in sicurezza per riavviare la produzione, garantire il pagamento degli interessi, e garantire il depositi dei correntisti l’occupazione e lo sviluppo e far uscire il territorio dalla crisi .
e1) Per la Banca associata la strutturazione di un simile sistema significa appunto:
1. Avere una garanzia supplementare che i crediti concessi non andranno persi, e che gli
interessi, ancorché calmierati, fluiranno con continuità nelle proprie casse.
2. Incrementare il bacino di utenza la diversificazione della clientela e la raccolta.
3. Poter incrementare maggiormente gli impieghi e poterli diversificare.
4. Aver messo le basi per affrontare in sicurezza le sfide future poste dagli imprevisti e da
Basilea IV, ed inoltre affrontare anche la variazione dei criteri di valutazione del credito
e di criteri di ammortamento dei crediti inesigibili da parte della BcE che sono ormai
alle porte.
Il Presidente
Dr. Oronzo Turi

 

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