Reddito di cittadinanza, paragoni con la Germania e considerazioni

Qualche domanda mi pare necessaria su un tema a me caro : Il reddito di cittadinanza o come variamente chiamato .
Non è affatto scontata una serie di contraddizioni dure e vessatorie se lo si paragona a quelle in vigore in Germania dove è da tempo in funzione per alleviare strati sociali disagiati, perchè sono poi i dettagli concreti che danno la bontà di un idea .
Come funziona lì di fatto ?
In Germania il reddito di cittadinanza – o, meglio, assegno di assistenza sociale – ha un nome poco rassicurante, ma un contenuto piuttosto bonario. L’Hartz IV ha un importo di 399 euro al mese oltre al contributo per l’alloggio ed eventualmente delle bollette ad esso legato e viene erogato nei confronti di tutti, anche a coloro che non hanno lavorato neppure un giorno.
Quanto spende lo Stato tedesco?
Attraverso l’Hartz IV lo Stato tedesco eroga assegni nei confronti di 3,4 milioni di famiglie o, se preferite, 7 milioni di assistiti. Spendendo, in totale, oltre 50 miliardi di euro l’anno. Insomma, una cifra non facilmente sostenibile.
Controlli severi
Alla spesa legata all’assegno di assistenza sociale occorre altresì aggiungere le spese legate ai controlli, piuttosto severi, finalizzati a comprendere se si ha veramente diritto al reddito di cittadinanza, o meno. I controllori hanno la facoltà di arrivare direttamente a casa dei beneficiari e controllare con chi si dorme: si può coabitare con un partner (naturalmente), ma a patto che costui non riceva nessun assegno.
Importo variabile a seconda delle esigenze
Non solo. In aggiunta a quanto sopra, si tenga conto come l’Hartz IV sia, in realtà, un assegno particolarmente flessibile, visto e considerato che il suo importo effettivamente erogato dipende dalle proprie necessità. Se ad esempio si ha necessità di un boiler supplementare per assicurarsi la fornitura di acqua calda, si ha diritto a un surplus di oltre 9 euro. Se invece si dimostra di aver bisogno di un paio di scapre nuove, si può ottenere un buono da 40 euro.
Sopravvivenza e umiliazione
In Italia c’è chi ritiene che erogare un reddito di cittadinanza nei confronti di milioni di persone disagiate sia un mantenimento “comodo”, che potrebbe indurre i beneficiari a rinunciare direttamente alla ricerca di un posto di lavoro, nella convinzione che lo Stato possa comunque “pensarci”. In realtà, l’esperienza tedesca dimostra che potrebbe non essere così.
Chi usufruisce dell’Hartz IV, sottolineano diversi opinionisti indipendenti, cadono in uno stato emotivo spesso negativo, di costante tutela, di impressione di irresponsabilità. Le osservazioni effettuate nei confronti dei beneficiari sono particolarmente invasive e – sottolineava un recente approfondimento condotto da Italia Oggi – il singolo dossier per un assistito raggiunge e supera spesso le 600 pagine.
Insomma, con l’Hartz IV si sopravvive, ma si vive spesso in una condizione di sostanziale umiliazione. Un marchio negativo, con il quale – tuttavia – si scende sempre a compromessi.
In pratica significa che puoi averlo solo se non hai entrate e neppure il patner, se non hai proprietà e neppure il patner (devi vendere eventualmente prima !) .
La lista dei lavori utili a cui vieni iscritto non tiene conto della tua eventuale qualifica precedente , ma diventa automatica random .
Ogni volta che sei iscritto ad una lista speciale non puoi rifiutare lavoro se non con particolari condizioni fisiche e di salute dimostrabili .
Devi sempre essere a disposizione notte e giorno e stare sul territorio della città di residenza perchè se ti chiamano e non ci sei o non rispondi entro due ore  viene bloccato l’assegno. Dato che spesso vengono proposti lavori limitati e precari anche a ore devi vivere accanto al tel in attesa !
Questi i dati essenziali oggettivi di questa funzionalità !
A mio giudizio l’utilità c’è, perchè lo starto sociale di povertà è reale e consistente , ma, in Italia va attuato in modo diverso e con un sistema complessivo di riforma della fiscalità e delle regole del lavoro , dove il contributo assistenziale è dato contro un valore di lavoro utile e sociale ad es. nel terzo settore (volontariato attivo e sociale), quindi controllato e diretto dalle istituzioni .
Istituzioni che devono anche investire per dotarsi territorialmente di formazione specifica per attuare organizzazione di controllo e gestione , cosa che oggi gli uffici del lavoro non sono assolutamente in grado di fare .
Quindi la morale è …non bastano le buone idee per avere buoni risultati In avvicinamento alla tornata elettorale il dibattito globale” inesistente di fatto” che c’è attorno a questo discorso vedo una superficialità assoluta e una reiterata ideologia che può solo creare danni se applicata pedestremente , mentre viene data per scontata l’applicazione come fede mantrica in questo moloc propositivo della rete.
La stessa investitura di 15.000 persone nel solo M5S che come una chiamata biblica si auto candidano ad essere eletti , potrebbe subire tagli con la scure solo rispondendo ad alcuni appunti qui evidenziati perché il collettivo non è stato messo in grado di approfondire e nessuno ha davvero un progetto strutturato di attuazione concreto.

Gianni Gatti  12/1/ 2018

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