Leipzig

dal blog Wanderlust  Flavia Matys

Ho fatto un viaggio bellissimo, non solo per la meta, per le persone, per quello che ho visto, ma è stato così bello perché c’è stato qualcosa in più. Ho visitato Lipsia con persone del posto, che amano la propria città e la conoscono meglio di qualunque guida.
È una città viva adesso, piena di verde e ci sono i laghi, negozi e persone ma prima non era così; è stata quasi completamente distrutta dalla guerra e molte cose sono state ricostruite, ma delle ferite sono ancora aperte. Sotto la DDR molti palazzi enormi con tantissimi appartamenti sono stati costruiti e ancora oggi ci vivono famiglie, questi palazzi sono caratteristici e il più lungo è di circa 1 km.

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Il centro è meraviglioso, pieno di negozi, chiese in stile gotico, case tipiche tedesche con questi tetti a punta e le finestre con le tendine ricamate che fanno pensare un po’ a Heidi. Poi è pieno di queste passeggiate per attraversare la città e statue che continuamente ti riaprono le ferite. Molte sono le statue che riportano alla guerra, alla paura, al silenzio e stonano un po’ con questa città adesso piena di vita.

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Tante persone importanti hanno vissuto a Lepzig per esempio Bach o Goethe e del loro operato ne è rimasta traccia. Infatti si può fare un percorso musicale della città, ovvero ci sono 23 tappe dove se sintonizzati con un’app si possono ascoltare delle sinfonie tipiche.

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Ho visitato poi il Völkerschlachtdenkmal ovvero il monumento alla Battaglia delle Nazioni (l’omonima battaglia segnò la disfatta di Napoleone). È stato edificato proprio dove Napoleone aveva il suo comando. È il monumento più grande d’Europa, e dalla foto si deduce il perché. È davvero imponente e fa quasi un po’ paura, si può salire fino in cima e si ha una splendida visuale della città. All’interno ci sono queste statue enormi che incutono timore ma si respira la storia e il passato. È stato utilizzato sempre dalle forze politiche come luogo per propaganda o per esaltazione della patria, proprio lì dove nel 1813 Napoleone fu sconfitto. È difficile descrivere cosa si prova a starci dentro, senti nella pelle scorrerti anni di storia e di insensate guerre e di dolore, perché questo riporta alla mente ai cittadini di Lipsia, tutto quello che hanno subito. È la cosa più caratteristica della città ed è una tappa obbligatoria.

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Curiosità:
La stazione è lo stop finale, si può solo partire o arrivare ma mai proseguire.
C’è anche una bellissima chiesa russa di cui vanno fieri.
L’università è molto rinomata e davvero bella, si trova piuttosto centrale e all’interno sembra quasi un museo.
Tirando le somme è una città tedesca che vale davvero la pena visitare, perché trasmette una voglia di vivere e di combattere per la pace. Questo è quello che vogliono davvero i cittadini; si vede che in un posto come questo, che è stato continuamente intrecciato con guerre, si ricerca la pace e la quotidianità che più volte è stata interrotta.

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