Germania e un mare d’oro/ Record di lingotti: “E’ un miracolo tedesco, come il Maggiolino”

6 aprile 2018 di paolopolitiblog

MATTEO FANTOZZI ilsussidiario.net 5 aprile 2017
Germania e un mare d’oro, record di lingotti accumulati negli ultimi 70 anni: il paese pronto ad uscire fuori dall’Euro per far valere il dominio economico. Ripercussioni per l’Italia?

Ha fatto letteralmente il giro del web la notizia circa le esagerate riserve auree della Germania. Come vi abbiamo già spiegato, la nazione tedesca gode di 3.374 tonnellate d’oro, seconda solamente agli Stati Uniti che guardano tutti dall’alto con 8.133 tonnellate. Un ingente quantità d’oro che è stata accumulata dalla fine della seconda guerra mondiale. A spiegare in sintesi cosa accaduto, è Jens Weidmann, il presidente della Buba, la banca centrale tedesca, che ammette: «Le nostre riserve auree sono anche un segno del miracolo economico tedesco dopo la seconda guerra mondiale, come lo sono stati il marco tedesco e il Maggiolino della Volkswagen». La cosa bella è che l’oro della Germania non si trova tutto all’interno della nazione teutonica, ma solo il 50% è nella Bundesbank: il 37% è infatti nella Federal Reserve degli Stati Uniti, mentre il restante 13% nella Bank of England. Inoltre, la Germania non dispone di soli lingotti, ma anche di monete che sono considerate fra le più rare al mondo come ad esempio una risalente addirittura all’85 avanti Cristo, raffigurante il senatore Marco Giunio Bruto della Repubblica romana, unico esemplare in circolazione nel mondo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)
GERMANIA PRONTA AD USCIRE DALL’EURO?
Germania, il record di lingotti d’oro accumulato potrebbe portare a una clamorosa decisione: sull’onda della Gran Bretagna, la fuoriuscita dall’Unione Europea. Soltanto una indiscrezione per il momento, che non ha trovato alcun tipo di conferma, ma che potrebbe ben presto prendere forma come vi abbiamo raccontato. E, in caso di addio all’Europa da parte dei teutonici, l’Italia rischierebbe grosso: l’UE non sta vivendo un periodo positivo al contrario della Germania, con la crescita del PIL al 3 per cento e la disoccupazione a circa il 3,6 per cento. Il debito pubblico nostrano continua ad aumentare nonostante le politiche di austerity e il piano di tagli agli sprechi degli ultimi anni. Lo stato di crisi è generale e sembra sempre più complicato uscirne, in particolare in un periodo di formazione del governo e di equilibrio precario. (Agg. Massimo Balsamo)
GERMANIA, RECORD DI LINGOTTI D’ORO
La Germania sembra pronta ad uscire dall’Unione Europea, abbandonando di conseguenza l’Euro. Una scelta fatta per salvare economicamente il paese che naviga nell’oro e potrebbe diventare presto tra i più forti a livello monetario dell’intero mondo. Si parla di circa 3374 tonnellate di oro che rendono la Germania il paese più ricco d’Europa e il secondo al mondo per quanto riguarda le riserve. Nella Seconda Guerra Mondiale i forzieri della Germania erano stati svuotati e la nazione in pochissimo tempo è riuscita a ricostruire ricchezza, andando ad accumularla in un surplus incredibile di guadagni. Tutto è stato portato avanti poi senza nessun losco movimento, ma grazie allo studio di specialisti che hanno agito completamente in maniera legale. La crescita proporzionale e straordinaria si può leggere nel trattato di 160 pagine ”Das Gold der Deutschen” che spiega tutto piuttosto bene.
UN POTERE ECONOMICO CHE VIENE DA LONTANO
Il potere economico della Germania, letteralmente sommersa da un mare di oro, viaggia su cifre altissime e si attesta sul passato. Infatti il successo viene da molto lontano e dagli ultimi settanta anni in cui si sono accumulate ricchezze. Una situazione che dovrebbe avere una ripercussione diretta sulla qualità della vita degli abitanti della nazione, pronti a guadagnare di più lavorando paradossalmente di meno. Una crescita costante che la Germania ha portato avanti a lungo per arrivare in una posizione di vantaggio che sembra definitiva e pronta a creare dei danni alle altre nazioni che fanno parte dell’Unione Europea, Italia compresa. Ripercussioni che non si dovrebbero vedere nell’immediato, ma che nei prossimi anni potrebbero portare a conseguenze davvero difficili poi a cui porre rimedio. Ovviamente l’economia è soggetta anche a rapidi cambiamenti e non è da escludere che l’evoluzione possa essere, almeno per noi, meno tragica di come si configura adesso.

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