QUALCOSA DEVE CAMBIARE NELLA SOCIETA’ MA PARTE DAL SINGOLO INDIVIDUO

Ahh …le certezze sicure di chi ha fede, sono davvero coinvolgenti !
Come un mantello gettato a coperta sulla testa, che protegge da pensieri difficili, da domande non semplici, da interrogativi sulle ragioni di fondo, sui comportamenti sociali. Per cambiare il mondo ci va una visione d’insieme e serve capacità e metodo . Non lo può fare il singolo, neppure un gruppo , forse lo può fare una pluralità di persone che con un processo di crescita, di analisi e sperimentazione collettiva trasforma le forme fin qui usate , ormai corrose , rugginose e non utili .
Lo so sono generico , ma cerco di non urtare spiegando un idea di fondo .
Tutti leggiamo sui social e vediamo la cronaca e la politica quotidiana come si dipanano .
La cultura li seppellirà dicevano gli intellettuali negli anni 60/70 !
Ma non è stato così , questo effetto non si è verificato . La società “coriandolizzata” ed individualista basata su una economia liberista di mercato ha reso le masse…persone e ne ha cancellato le spinte rivoluzionarie presenti.
Cosa si può fare è la domanda che da Lenin fino al movimento attuale ha fatto passare notti bianche, per pensare a migliaia di persone ancora attente, con una coscienza sociale. Ma i sogni sono bastonati giorno per giorno nella propria città deprivata di ogni bellezza e senza servizi, nello stato nemico che si accanisce a tassarci, a spendere quote importanti dei nostri soldi in opere inutili ed in corruzione, piuttosto che ad immolarci come vestali sacrificali all’Europa dei mercati finanziari attraverso vincoli appositi e regolamenti ad hoc.
Tutte banalità, serve dirlo ?
La disperazione di chi pensa di avere autonomia di ragionamento è totale, non ci sono più “piazze di confronto” . Si chiudono chiese ideologiche per non far fuggire militanti annoiati e dei mille problemi dei cittadini se ne parla solo nei consigli comunali dove ogni alternativa è regolarmente stracciata a pezzetti e buttata in un angolo, vincono le lobby di pressione e potere, si urla al vento.
L’Italia non ha mai fatto i conti con una eredità ideologica pesante : il fascismo. Dal dopoguerra, dove la chiesa funzionava come la mano delle nazioni emergenti per portare al centro il potere delle nuove figure sociali scampate al fascismo , voluto dall’imperialismo del momento, vedi la battaglia apparentemente ideologica fra De Gasperi e Pio XII culminata con l’eliminazione di De Gasperi . Abbiamo avuto decenni di storia in cui hanno contato le contaminazione decisive fra prefetture, questori, gerarchie ecclesiastiche colluse e le parrocchie disponibili, associazioni di enti, la Pubblica Amministrazione, chi lavorava nella casta universitaria baronale, grandi proprietari terrieri organizzati, le gerarchie bancarie e di grandi aziende . Decenni di attentati, ricatti, eversivi alla popolazione che passavano direttamente dentro lo stato stesso, le sue istituzioni diverse il cui fine era il ricatto della paura e la giustificazione a sopportare le condizioni sociali correnti .
Questo ha creato in una quota di oppositori, l’ idea che bastava dirsi di sinistra per avere la patente di giusti, di essere puri e forti . Le cronache incrociate di partiti e movimenti popolari dicono che il cambiamento dei modi c’è stato, ma dalla DC siamo passati al PD e tutto quanto ne consegue .
Il PD è un mostro che non è morto affatto anche se in affanno e sfruttando le elezioni con strategie a pagamento di esperti, comprando anche i voti, come numerosi recenti episodi dimostrano,con tecniche moderne di persuasione e comunicazione ha creato un consenso attorno a sè.
Renzi non è arrivato dal nulla, ma è la più moderna macchina del capitalismo finanziario internazionale .
Si è costruito un cerchio magico importante che ancora in queste ore governa, ha predato posti importanti di aziende di stato, di università, di istituti bancari e di ricerca, fondazioni, cooperative,associazioni professionali, petrolieri, tutto l’armamentario mettendo in mezzo alle necessità sociali una massa enorme di volontariato inconsapevole (dalla protezione civile, alle associazioni di welfare,alla gestione di aspetti della sanità, ecc ) sottraendo ribellione e funzionando assieme alle sue propaggini sindacali da pompieri sociali. Per assurdo ogni terremoto e alluvione per chi ha il potere è solo vantaggio economico e distrazione della massa dalla realtà
Questa realtà la vediamo tutti, sull’interpretazione ….non è chiaro !
Così si costruiscono circoli chiusi, comunità che non dialogano e mi piace la definizione di un cinese che scrive di psicologia comportamentale che sostiene che internet e le sue propaggini social ci rendono tutti ipoteticamente collegati ma con i corpi fisici separati e quindi il mondo, l’universo in cui ruotiamo pare grande come un fazzoletto. E i social sono l’occasione di sfogo (dopo lo sport, in Italia il calcio) delle frustrazioni .
Chi oggi nelle università da alcune riviste si sforza di portare contributi è settato e resettato in continuo. Il tempo breve,il non è mai il momento giusto, la memoria corta funzionano da nascondiglio alla ribellione, per mascherare l’insofferenza con l’insulto o l’esercizio di fede fra morali difese a spada tratta .
Non ho una soluzione e alla fine mi sovviene di aver scritto anche io banalità, proprio perchè non ho soluzioni , se non la voglia di sovvertire culturalmente e politicamente lo stato delle cose presenti
Allora scrivere di poesia e bellezza, di psico-sociologia, di economia, di tecniche o di metodi innovativi per provocare discussione e alzare il tiro, consapevoli che i fatti si rappresentano in un modo in cui l’equilibrio va spostato, non accettato passivamente .
Non ci sono certezze , ma cominciate a guardarvi in giro, a considerare gruppi, associazioni, comitati, persone di cultura o del lavoro, della politica per le cose utili comuni che possono mettere sul tavolo e continuiamo a SPERIMENTARE , stando nell’ottica di essere veloci a cambiare modi , idee, collettivi perchè nei legami vecchi qualcosa che non va c’è di sicuro visto lo stato delle cose presenti
Non abbiamo che provare a cambiare il nostro approccio con la realtà quotidiana, lavorare per una migliore qualità di vita, per una politica condivisa davvero e non elitaria, ritrovare il piacere della corporeità sociale, della bellezza della comunicazione invasiva e di indagine che non è mai sufficiente, della democrazia che nessuno ti regala e devi costruirla possibile , serve rinascere individualmente per un sociale possibile
Gianni Gatti
02/05/2018 – Savona

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