Banche commerciali: ABC della creazione di euro e depositi di Marco Saba.

di paolopolitiblog

scenarieconomici.it 15.7.18

 

Premessa: il denaro bancario (elettronico) è tutto creato dalle banche, unici soggetti che hanno accesso ai circuiti di movimentazione dello stesso (MOTI, SWIFT, CLEARSTREAM, EUROCLEAR, RTGSS, etc.).

Le banche utilizzano un proprio unico conto di cassa per tutte le operazioni dei flussi del denaro bancario chiamato normalmente CONTO ACCENTRATO. Le posizioni dei singoli clienti sono collegate alle operazioni sul conto accentrato. Le banche registrano contabilmente la movimentazione del denaro elettronico.

Le banche creao depositi e creano moneta (ammissione di Bankitalia con risposta scritta del 23 gennaio 2017 alla commissione finanze riunita Camera e Senato nel 2017, audizione dell’ispettore capo Carmelo Barbagallo. Testualmente: “creazione di depositi (che rappresentano la quasi totalità del denaro bancario).” e “strumenti monetari creati dal sistema bancario, denominati anche moneta bancaria e costituiti in larga parte dai conti di deposito.”).

https://app.publitas.com/groups/41971/publications/344208/editor/hotspots/1

Domanda: quando e come le banche commerciali creano “euro”?

Risposta: le banche commerciali creano euro scritturali, creando depositi intestati alla clientela denominati in euro, in tre modi principali:

1 – quando la banca effettua prestiti o aperture di credito (crea un deposito a nome del cliente registrando un’uscita di cassa di denaro bancario della banca)

2 – quando la banca accetta depositi di contante materiale allo sportello (crea un deposito a nome del cliente registrando un’uscita di cassa di denaro bancario della banca, trattiene il contante versato senza annullarlo. Si tratta di clonazione, ovvero dematerializzazione del contante materiale senza distruzione o annullamento dell’originale)

3 – quando la banca paga forniture di merci, servizi o stipendi (crea un deposito a nome del cliente registrando una uscita di cassa di denaro bancario corrispondente. La passività corrisponderebbe ai beni e servizi acquistati, andando in pareggio…)

Domanda: cosa c’è che non va nella contabilizzazione della creazione?

Risposta: il denaro viene creato effettivamente direttamente nel conto del cliente simulando una uscita di cassa senza corrispettiva previa entrata, dovuta alla creazione, nella cassa stessa della banca.

Esempio del primo caso sopra: la banca ha cassa zero. Crea cento euro nel conto del cliente (crea un deposito) e registra la corrispondente uscita di cassa. Ma, nella realtà, il deposito è creato ex novo senza che la cifra creata sia apparsa prima, ALLA CREAZIONE, come entrata nella cassa della banca (come se la banca avesse speso disponibilità preesistenti – o fosse andata sotto zero – invece di aver creato il denaro).

Risultato contabile: cassa della banca, meno cento euro (- 100), deposito del cliente: + 100. La banca lavora con flussi negativi di cassa (va sotto zero) che compensa, a fine giornata, col deposito del cliente CREATO DOPO l’uscita di cassa.

La banca è contabilmente a zero, anche se sono stati creati ex novo cento euro. La creazione del capitale è nascosta al pubblico contabilmente.

Il cliente ha cento euro sul conto che prima non c’erano, ma la banca è in pari, tra depositi e cassa.

Il cliente spende i 100 euro. La banca è a meno 100. Il cliente restituisce i cento euro piu’ gli interessi. La banca ora è a cassa zero (piu’ gli interessi) e il conto del cliente è a zero. Appaiono solo gli interessi pagati che risulteranno nel Conto economico della banca (ma il capitale sarà sparito contabilmente, mentre si troverà nel conto accentrato della banca dove è stato registrato quando il cliente ha ripagato il debito alla banca).

Quindi la banca, sostanzialmente, crea denaro fuori bilancio senza registrarselo, lo spende registrandone l’uscita, e “soffre” se non viene restituito interamente perchè rimane un falso buco di cassa dopo la creazione del deposito. Piu’ una banca è grande e piu’ sono le transazioni registrate quotidianamente nel conto accentrato della banca e piu’ sarà complesso ricostruirne tutti i movimenti.

Domanda: cosa non si legge nel bilancio finale della banca?

Risposta: Nel bilancio finale della banca non si legge la creazione del denaro a favore della banca stessa che ne ha poi disposto con gli impieghi. La banca sfrutta, con un gioco scorretto di prestidigitazione contabile, l’art.1834 del codice civile. La banca pretende di finanziarsi – non causa pro causa, ex post factum – con gli stessi depositi che ha creato facendoli sembrare disponibili prima che li avesse utilizzati.

Domanda: perchè non si legge la creazione di denaro nei flussi di cassa o rendiconto finanziario della banca?

Risposta: La banca commerciale sfrutta una eccezione contabile per le società d’intermediazione che le permette di riportare AL NETTO i flussi di cassa, senza indicarli in maniera progressiva. In questo modo è piu’ difficile ricostruire la mancata registrazione del nuovo denaro creato nella parte attiva (ENTRATE) dei flussi di cassa alla creazione. Le banche centrali, dal canto loro, non pubblicano nemmeno il Rendiconto Finanziario talché diventa impossibile ricostruire la creazione del denaro.

Domanda: Esiste un registro, tipo catasto, usato dalle banche per riportare la creazione di denaro bancario e dove i notai, ad esempio, possano controllare la provenienza del denaro usato dalle banche nei contratti (antiriciclaggio)?

Risposta: No.

Domanda: Esiste o è mai esistito uno STUDIO DI SETTORE per le banche commerciali o la banca centrale ?

Risposta: No, per i codici ATECO 64.11.00 (Attività della Banca Centrale) e 64.19.10 (Intermediazione monetaria di istituti monetari diverse dalle Banche centrali) non esistono studi di settore.

Domanda: in sostanza, in parole semplici, cosa si vede nel bilancio annuale di una banca?

Risposta: Un banchiere svizzero, Francois De Siebenthal, ha riassunto la situazione cosi’: “Analizzare il bilancio di una banca è inutile, è come guardare a una vasca da bagno per stabilire quanta acqua è rimasta. Senza un contatore dell’acqua a monte, non possiamo sapere quante volte la vasca è stata riempita e svuotata precedentemente. E, soprattutto, dov’è finita l’acqua che è passata nella vasca (il denaro non contabilizzato alla creazione, una volta che viene restituito alla banca)”.

In sostanza, l’enormità della situazione è visibile controntando il conto economico e lo stato patrimoniale. Le cifre enormi dello stato patrimoniale non trovano corrispondenza nemmeno nel rendiconto finanziario, che dovrebbe rivelare le fonti di finanziamento dell’azienda.

Domanda: che strumenti avrebbe il magistrato che volesse approfondire la situazione per la singola banca?

Risposta: il magistrato puo’ avvalersi d’ufficio dello strumento dell’accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza acquisendo dalla banca tutti i documenti contabili necessari ad appurare e ricostruire quanto sopra.

Domanda: cosa dicono le banche in merito?

Risposta: recentemente un legale di una banca ha commentato cosi’ a proposito di un mutuo:

“Il mutuo erogato dalla banca con denaro da essa creato contabilmente come “euro”, anche se la medesima non ne ha la facoltà, è pertanto valido perché il mutuatario lo ha comunque utilizzato…”.

Domanda: cosa vuol dire dunque “euro scritturali”?

Risposta: “Si potrebbe quindi sostenere che il denaro è sempre scritturale e che il denaro è intrinsecamente una unità di conto. La valuta, sotto forma di monete, banconote o altri oggetti fisici, può essere vista come manifestazione fisica dell’unità di conto. La valuta fisica sarebbe quindi solo un’altro modo per mantenere i conti, una forma più tangibile di contabilità.”

– Banca centrale della Finlandia, The Great Illusion of Cryptocurrencies, 2018, pag.6

https://helda.helsinki.fi/bof/bitstream/handle/123456789/15564/BoFER_1_2018.pdf?

sequence=1&isAllowed=y

Domanda: dove trovare altra documentazione autorevole in italiano?

Risposta:

– Falsità nei bilanci delle banche – in: “False attestazioni del credito bancario”, di G.B. Frescura, 2018

https://falsobancario.it/

– “Il Non-Mutuo Bancario”, Avv. Silvio Orlandi, ed. Sindimedia, 2018

https://www.mondadoristore.it/Il-non-mutuo-bancario-Silvio-Orlandi/eai978883199402/

– Monete – antiche e nuove – sotto le lenti della contabilità moderna, di Biagio Bossone, Massimo Costa, 2018 (documento originale pubblicato in inglese nel sito della Banca Mondiale “The “accounting view” of money: money as equity” e qui tradotto):

https://scenarieconomici.it/monete-antiche-e-nuove-attraverso-le-lenti-della-contabilita-moderna-di-biagio-bossone-massimo-costa/

– L’iniziativa del pubblico ministero e i poteri officiosi del Tribunale – in: “L’accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza delle banche alla luce della riforma della legge fallimentare” – Prof. Emma Sabatelli, 2012

http://www.dirittobancario.it/rivista/fallimento/accertamento-giudiziario-stato-insolvenza-delle-banche-alla-luce-della-riforma-della-legge-fallimentare

– “Note per uno studio di settore sull’attività bancaria”, di Marco Saba, 2014

http://centralerischibanche.blogspot.com/2014/05/note-per-uno-studio-di-settore.html

CODICE CIVILE
TITOLO V
Delle Società
CAPO V — Società per azioni
Sezione IX. — Del bilancio
Art. 2423

Redazione del bilancio

– [1] Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.

– [2] Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.

– [3] Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.

– [4] Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato.

– [5] Il bilancio deve essere redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro

Marco Saba

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