32 casseforti custodivano i documenti sul nucleare iraniano che hanno portato gli USA a ritirarsi dall’accordo.

dal blog GeopoliticalMind

I documenti che hanno consetito al presidente Trump di raccogliere elementi sufficienti per decretare il ritiro dall’accordo sul nucleare Iraniano sono stati forniti dal Mossad che li avrebbe reperiti nel corso di un’operazione svoltasi lo scorso 31 gennaio in una imprecisata località della Repubblica Islamica.
I documenti erano contenuti in 32 casseforti che sono state aperte utilizzando lance termiche capaci di raggiungere i 3.600 gradi, opportunamente protette da sofisticati sistemi d’allarme e svariati congegni di sicurezza.
Si tratterebbe di circa mezza tonnellata di documenti segreti che conterrebbero informazioni preziose sul programma atomico iraniano.
Anche sulla base di tali documenti è stata assunta da parte del Presidente USA la scelta di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano. Il governo di Israele ha invitato i media ad un’attenta disamina dei documenti diffusi, tra l’altro già giudicati autentici dalle intelligence USA e Britannica. Alcuni media hanno bollato tali documenti come datati antecedentemente alla sottoscrizione degli accordi del 2015 a Vienna. Tuttavia tali considerazioni non sono unanimi e come al solito ci sono molteplici dichiarazioni discordanti che continuano ad evidenziare tra l’altro l’inaffidabilità della carta stampata.

L’accordo era stato orginariamente sottoscritto da Stati UnitiFranciaRegno UnitoRussiaCina e Germania.

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Cosa prevede l’accordo, in 6 punti

– L’Iran ha accettato di ridurre di circa due terzi il numero delle sue centrifughe: dalle 19mila attuali ne rimarranno 6.104, di cui solo 5.060 adibite ad arricchire l’uranio per i prossimi 10 anni (l’arricchimento dell’uranio è un passaggio necessario per la costruzione della bomba atomica).

– L’Iran ha accettato di non arricchire l’uranio al di là della soglia del 3,67 per cento per almeno 15 anni (semplificando molto: la soglia indicata per delimitare gli usi civili da quelli militari è del 5 per cento). Ha inoltre accettato di non costruire altre istallazioni adibite all’arricchimento dell’uranio per i prossimi 15 anni.

– L’Iran ha accettato di non arricchire l’uranio nella sua istallazione sotterranea a Fordow – che si trova vicino alla città di Qom e che è stata scoperta dell’intelligence occidentale pochi anni fa – per almeno 15 anni. La centrale di Fordow sarà convertita e usata come centro nucleare, fisico, tecnologico e di ricerca, esclusivamente per fini pacifici.

– L’Iran arricchirà l’uranio solo nella centrale di Natanz, nella provincia di Isfahan, usando esclusivamente le centrifughe IR-1 di prima generazione: quelle più sofisticate verranno rimosse oppure non usate per almeno 10 anni.

– L’Iran ha accettato di ricevere ispezioni regolari in tutte le sue centrali nucleari dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Le ispezioni riguarderanno anche le miniere di uranio e le yellowcake (scorte di uranio concentrato, sostanza che può essere usata nella preparazione di combustibili per i reattori nucleari). Inoltre il reattore di acqua pesante di Arak sarà ricostruito per non produrre plutonio sufficientemente puro da poter essere usato per usi militari.

– Le sanzioni imposte sull’Iran da Stati Uniti e Unione Europea saranno rimosse dopo che la IAEA avrà verificato che il governo iraniano ha preso tutte le misure necessarie per rispettare i parametri di Losanna. Nel caso di violazione dell’accordo, verranno reintrodotte. Non sono ancora chiari i tempi relativi alla sospensione delle sanzioni.

“Trump ravvisa tre difetti nell’accordo: l’incapacità di affrontare la questione del programma sui missili balistici dell’Iran; i termini in base ai quali gli ispettori delle Nazioni Unite possono visitare i siti nucleati iraniani considerati sospetti; e le cosiddette “sunset clauses”, le clausole che prevedono che i vincoli imposti al programma nucleare iraniano dall’accordo scadano dopo 10 anni. Trump vuole che le tre condizioni siano inasprite, se gli Stati Uniti non usciranno dall’accordo”.

Il colpo del Mossad ha trasformato le tre proposte di Trumpin tre imperativi, non solo per gli europei, ma anche per i due paesi coinvolti nell’accordo: la Russia e la Cina. (La Russia, in particolare, deve capire che le grandi città russe sono nel raggio d’azione dei missili iraniani.) In altre parole, se l’accordo dovesse sopravvivere, le “sunset clauses” dovranno essere cancellate, l’Aiea dovrà avere la libertà di ispezionare qualsiasi cosa desideri e la capacità dei missili a lungo raggio dovrà essere ridotta. E questo perché il Mossad ci ha fornito un centinaio di migliaia di confessioni firmate che il regime iraniano riprenderà e completerà i piani per dotarsi di missili in grado di trasportare testate nucleari non appena l’accordo glielo consentirà – anzi, lo autorizzerà – a farlo.

Source here.

N.di R. – Ecco una incredibile costruzione di amenità a supporto di una tesi ….Il Mossad in una notte apre 32 casseforti e ha i documenti giusti , gli Iraniani noti cretini dormivano . La disinformazione è credibile , il resto ….

 

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