Ma il “piano B” non puo’ funzionare

di paolopolitiblog
comedonchisciotte.org 14.8.18

FONTE: KEINPFUSCH.NET

In questa vigilia di crisi finanziaria, osservare il dibattito politico (sia quello tra politici che quello tra sostenitori ) e’ esilarante. E’ esilarante perche’ quando le persone cercano di costruirsi un’idea della realta’ dopo averla rinnegata ed aver abbracciato qualche narrativa, non possono che farmi ridere. La realta’, signori, non si spiega. Non esistono teorie che spiegano la realta’. Esistono teorie che la descrivono, esistono racconti che ne fanno la cronaca, ma la realta’ non si spiega. La realta’ si osserva e basta, per la semplice ragione che non esistono altre alternative.

E’ assolutamente chiaro, ad una prima osservazione, che il mondo finanziario si comporta secondo uno schema “Seed and Harvest”. Significa che ci sono due fasi: la prima e’ quella in cui un paese e’ riempito di soldi da spendere, la seconda e’ quella , detta crisi, nella quale gli investimenti devono “ritornare”.

Significa che investono 100 nel vostro paese, e dopo qualche anno vogliono prendere 120. Se hanno costruito , per esempio, una fabbrica che rimane in piedi anche dopo il “raccolto”, siete fortunati e finisce a pareggio. Se invece non hanno costruito, allora si chiama speculazione e la partita finisce a -20 per voi.

Questo e’ quello che si osserva. Non sara’ canonico , non sara’ formalmente corretto, ma il fenomeno e’ questo. Ed e’ quello che e’ successo in Turchia. Per anni hanno investito soldi, e soldi, e soldi, ma non hanno costruito impianti produttivi che rimarranno. Quei soldi sono andati in consumi (prevalentemente prodotti stranieri) e immobili. Per rimanere nel mio esempio, adesso e’ arrivato il momento del raccolto, e quindi si riprendono i 100 che hanno investito piu’ i 20 di guadagno, e per la Turchia finisce a -20.

Non c’e’ nulla che ci si possa fare, Erdogan o no, banca centrale turca o no, perche’ si tratta di fenomeni che sono sin troppo frequenti: sicuramente esisteranno teorie che spiegano questo fenomeno meglio di cosi’. Ma per la precisione di cui ho bisogno, un modello semplice ed empiricamente consistente mi basta e mi avanza. E’ gia’ successo, e succede ad intervalli abbastanza regolari.

E non mi si puo’ dire che per anni ed anni gli investitori non si accorgono che stanno buttando via soldi e poi, improvvisamente, un bell’agosto di accorgano che il debitore non e’ degno di fiducia. Cosa e’ cambiato, che so, rispetto a sei mesi fa? E che cos’e’ cambiato improvvisamente all’esplodere della crisi greca rispetto, che so io, a sei mesi prima?

Detto questo, andiamo ad osservare l’ Italia. O meglio, l’Europa. Ci sono stati anni di QE che hanno tenuto artificialmente basso lo spread e il costo del debito, a spese dell’industria italiana. O meglio: a favore dei competitors dell’industria italiana, principalmente francesi e tedeschi.

In che modo? Il meccanismo del QE dice che la BCE puo’ comprare debito dei paesi, in proporzione alla quota societaria che i paesi hanno presso la BCE stessa. Significa che per 100 euro di debito italiano devono comprarne 100 francese e 140 tedesco, diciamo. Adesso il problema e’: ma se quei governi non emettono altro debito, come fa la BCE?

Trovatasi a corto di assets disponibili all’acquisto in base al rating, questa ha cominciato ad acquistare anche bond corporate e con valutazione sempre più bassa, in modo tale da garantire il mantenimento di un controvalore sufficiente a calmierare i rendimenti: a marzo del 2015, quindi, l’Eurotower ha stravolto il mandato statutario del Quantitative Easing, dando vita al programma Pspp, di fatto ampliando la platea del debito monetizzabile mensilmente anche a bond aziendali.

In parole povere, ha finanziato aziende decotte. Di quali paesi?

In definitiva, questo significa che il comodo ombrello della BCE vi e’ costato parecchio. Vi e’ costato parecchio perche’ aziende e banche apparentemente decotte, site in gran parte in Francia , anziche’ essere preda di acquisizioni da altri, anche italiani, sono diventati immeritatamente forti e hanno potuto far concorrenza alle aziende di tutta Europa, a spese di tutti, e tutto per merito degli italiani e del loro bisogno di salvataggi.Cosa significa questo? Significa che , anche se qualcuno convincesse la BCE a riaprire il QE, la situazione industriale italiana non migliorerebbe: per comprare ancora piu’ debito la BCE dovrebbe comprare asset BBB a mezza Francia e mezza Germania. State offrendo il salvataggio di Deutsche Bank su un piatto d’argento. Del resto, Kommerzbank si e’ gia’ salvata proprio grazie a questo meccanismo.

Vi trovereste con concorrenti sempre piu’ forti. I vostri industriali soccomberebbero di fronte ad una inspiegabile forza finanziaria dei concorrenti europei, senza potersela spiegare con il ricavo.

E qui c’e’ il primo principio degno di osservazione:

Osserviamo che l’architettura dell’euro e’ concepita in modo da bilanciare le crisi periferiche a vantaggio del centro

Immagino esisteranno moltissimi tecnicismi per spiegare tutto questo, ma il punto e’ che per come e’ costruita la moneta, ogni crisi della periferia va a beneficio del centro, in un modo o nell’altro. E non c’e’ motivo per pensare che non sia cosi’ anche per la futura crisi italiana. Del resto , della scorsa crisi italiana hanno beneficiato le aziende francesi, quindi sicuramente non troverete MAI una Francia contraria alla ripresa del QE: un rinnovo del debito alle aziende decotte francesi e’ tutto quello che Macron spera.

In ogni caso, siccome non esiste il pasto gratis, notiamo anche una cosa diversa: la scorsa crisi greca ha richiesto ben 22 summit europei. Durante questo periodo interminabile lungo piu’ di due anni, l’ Euro e’ stato molto sottoprezzato. Significa che la crisi della periferia ha abbassato il valore dell’Euro SENZA intaccare le altre economie: risultato, con un euro debole tutti hanno venduto di piu’.

Non c’e’ da stupirsi, quindi, che nessuno si sia mosso in fretta per risolvere la crisi greca (nonostante il piccolo ammontare del debito rispetto all’economia dell’eurozona).Ci hanno messo tutti gli anni che potevano, per la semplice ragione che piu’ tempo passava e piu’ l’ Euro rimaneva ad un valore basso, o piu’ basso del dovuto, e rendeva competitivi gli esportatori europei.

Ance in questo caso,

Osserviamo che l’architettura dell’euro e’ concepita in modo da bilanciare le crisi periferiche a vantaggio del centro

Mi ripeto: immagino esisteranno moltissimi tecnicismi per spiegare tutto questo, ma il punto e’ che per come e’ costruita la moneta, ogni crisi della periferia va a beneficio del centro, in un modo o nell’altro. E non c’e’ motivo per pensare che non sia cosi’ anche per la futura crisi italiana. Del resto , della scorsa crisi greca hanno beneficiato le aziende esportatrici di tutta Europa, quindi sicuramente non troverete MAI qualcuno che voglia terminare una crisi in fretta.

Detto questo, andiamo al punto del “piano B dei sovranisti”. Si vocifera (non vedo fonti attendibili a riguardo se non documenti vecchissimi, onestamente) che l’idea sarebbe quella di “inguaiare l’Italia” facendola finire in una situazione di costo insostenibile del debito (ed eventuale declassamento del rating) , mentre il governo impassibile starebbe alla finestra a guardare. E questo “costringerebbe” (secondo la teoria greca che lo stesso autore, Varoufakis, ha dovuto rimangiarsi) l’Europa a salvare l’Italia per salvare l’euro.

Se questo e’ il “piano”, e’ un piano fascista, cioe’ un piano destinato al fallimento. E ha tutti i classici difetti dei piani fascisti.

  • Sottovaluta la durata della guerra.

L’idea che gia’ dopo pochi mesi la BCE (o l’ “Europa”) sia costretta a salvare l’Italia e’ del tutto illusoria. Poiche’ l’ Euro perdera’ quotazione immediatamente, a vantaggio dei paesi esportatori, la crisi verra’ protratta il piu’ possibile. E siccome l’Italia e’ un paese piuttosto robusto, potete tranquillamente aspettarvi 2-3 anni di crisi del debito con lo spread alle stelle. Anni fatti di continui summit europei, ove gli italiani vanno a mendicare lo zero virgola qualcosa di flessibilita’, e poi vanno a mendicare tolleranza per le banche stracolme di btp ormai tossici, e di attese snervanti per il rating delle agenzie.

Il piano “B” e’ destinato alla disfatta perche’ sottovaluta la durata della battaglia. Non mette in conto che una crisi italiana farebbe ponti d’oro alle industrie esportatrici europee, ed in particolare ai paesi esportatori. Qualcuno ha detto Germania? Appunto.

  • Sopravvaluta la resistenza politica del paese.

Esaminiamo solo i primi sei mesi della crisi, diciamo sino ad aprile del 2019. Davvero con lo spread a 400 un governo durerebbe tanto? Avrebbe contro tutti gli industriali, tutte le banche, tutte le associazioni di categoria. Con lo spread a 400 le banche italiane , anche le migliori, andrebbero decotte e faticherebbero a finanziare gli imprenditori italiani , che si rivolterebbero contro il governo stesso. Chi detiene il debito italiano, per il 60% in mano a risparmiatori (sotto mentite spoglie, ma vabe’) finirebbe al macello, quindi anche i risparmiatori italiani finirebbero col detestare il governo.

Esistono governi in grado di resistere sei mesi a questo? L’osservazione del passato mostra che in media la vita di un governo italiano in queste condizioni di mancanza di consenso e’ di 3-4 mesi, al piu’.

Il piano “B” e’ destinato alla disfatta perche’ basterebbe che l’ avversario da battere (nella mente dei sovranisti la BCE o la UE) prolungasse lo scontro anche solo di sei mesi, il governo non esisterebbe piu’.

  • Sopravvaluta gli alleati.

La vulgata sovranista vuole che nel caso l’italia fosse davvero in una seria crisi del debito, arriverebbero i paesi amici a tirarla fuori dai guai. Anche in questo caso, la strategia fascista non sembra razionale. La Russia non ha dato una lira alla Grecia , che pure ha legami culturali forti con Mosca per via della comune religione. Gli USA di Trump viaggiano sulla linea del deficit provvisorio da anni, e devono per forza mendicare di volta in volta il bilancio per non finire in “shutdown”. La Fed ha smesso di stampare dollari da anni, e come se non bastasse la sua direttrice non sembra tanto prona al Presidente. I cinesi, come tutti gli orientali, non danno niente a nessuno, e tendono a prendere senza dare niente in cambio.

Il piano B fallira’ perche’ e’ del tutto improbabile che arrivi il soccorso americano, russo o di altre potenze. E ad avere centinaia di miliardi da buttare sul tavolo non sono tanti.

  • Sottovaluta l’avversario.

Nei piani fascisti l’alleato ha sempre una volonta’ debole, punti fragili a iosa e pochissimo coraggio, tantomeno la voglia di arrivare allo scontro. Ed e’ sempre diviso o fagile alle divisioni, mentre nella mente dei fascisti l’ Italia e’ monolitica e unita. Alla prova dei fatti, Angela Merkel ha sempre spezzato le ossa a chiunque le si sia parato di fronte, anche ai piu’ baldanzosi. E’ nota per la durezza con cui tratta gli avversari. E alla prova dei fatti, ogni volta che qualcuno si e’ parato di fronte alla UE come avversaro dichiarato, vedasi il caso Brexit, gli europei hanno dato mostra di una sorprendente unita’. Gli inglesi sono noti per essere dei bulldog, ma stranamente non sono riusciti ad incrinare di una virgola la UE, per tutta la durata della trattativa, e sono ormai due anni. Semmai nello scontro sono andati in pezzi loro, con tanto di dimissioni del negoziatore in capo.

Come ho detto sopra, il sistema europeo e’ costruito per trarre vantaggio dalle crisi periferiche. Il Piano B fallira’ perche’ come tutti i piani fascisti sottovaluta l’avversario.

In definitiva, il piano B puo’ solo fallire, E fallire a vantaggio dei concorrenti europei, che non staranno certo li’ a guardare e cercheranno di tirare fuori tutto il buono possibile da questa crisi.

  • Sopravvaluta la portata delle vittorie momentanee.

Se anche all’inizio si convincesse la BCE a ripescare il QE, dal momento che ne’ Francia ne’ Germania sarebbero pronte a stampare debito pubblico, la BCE sarebbe nuovamente costretta a comprare i bond delle aziende (e banche) tedesche e francesi. A fronte di banche italiane ancora piene di btp “che scottano” , le aziende di Francia e Germania riceverebbero fiumi di soldi freschi ad un prezzo impensabile prima. E se anche si producesse un cambiamento dei trattati, occorrerebbero due/tre anni perché si facciano i trattati ed entrino in vigore. In due o tre anni di crisi del debito l’Italia verrebbe spolpata dagli interessi.

Il piano B è destinato a fallire perché anche le sue tattiche, oltre alle strategie, sono fallimentari. I trattati europei sono stracolmi di clausole compensative, che farebbero guadagnare i paesi senza crisi qualsiasi cosa facciano quelli in crisi.

  • Si credono preziosi, unici quando non insostituibili.

Ci sono persone che ritengono l’Italia eterna , come se avesse un contratto con Dio, in quanto unica ed insostituibile. Credono cioè che per avere le preziosità assolute che l’economia italiana produce, gli altri sarebbero disposti a vendere l’ anima al diavolo. Eppure, le cose non stanno proprio così. Se i vostri pomodori costano così poco che sono sostenibili soltanto a patto di usare schiavi negri, è per una ragione molto semplice: l’ Olanda sta inondando di pomodoro i mercati europei. Voi direte: l’ Olanda? Si.

https://www.nationalgeographic.com/magazine/2017/09/holland-agriculture-sustainable-farming/

In questo senso, la storia si ripete. Così come Mussolini si credeva un drago nel fare a braccia le bonifiche per guadagnare pochi ettari di terreno mentre il resto del mondo scopriva l’uso della chimica e della meccanizzazione agricola, oggi come oggi l’italiano si crede furbo perché mette marchi DOCG qui e là, mentre il resto d’Europa avanza tecnologicamente. Questo succede in agricoltura come in tutti gli altri campi. Se qualcuno crede che ci sia qualcosa che rende la produzione italiana unica e insostituibile, non capisce in che direzione stia andando l’industria. Compresa quella italiana.

Il Piano B è destinato a fallire perché la “minaccia” dell’Italia di uscire dalla UE sarebbe considerata un bluff , o se volete uno di quei piani perfetti che poi non resistono al piano di battaglia. Per la precisione, nessun piano sopravvive al campo di battaglia.

Concludendo: il “piano B” , se esiste, e’ una boiata destinata al fallimento.

Perché è un piano fascista. E i fascisti fanno schifo in due cose: la tattica e la strategia. Hanno sempre fatto schifo, e l’osservazione mostra che fanno ancora schifo quanto prima. Credono che l’avversario stia fermo a farsi picchiare anziché reagire, credono che reagisca alla sconfitta subendo la sconfitta , credono che gli scontri dureranno poco, credono che gli avversari siano dei manichini immobili saliti non si sa come insieme ad un pugile.

Alla fine dei conti, i fascisti italiani rimangono quel che sono sempre stati: dei mediocri. Anche quando hanno gli strumenti, trovano il modo di farne un uso sciatto, sino a renderli inutili.

E questo per un motivo: il fascista è molto bravo a pensare cosa fare contro gli altri , ma non sa costruire nulla a proprio favore.

 

Fonte: https://keinpfusch.net

Link: https://keinpfusch.net/ma-il-piano-b-non-puo-funzionare/

13.08.2018

1 Comment

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...