La neolingua della sinistra e l’inganno nel dibattito politico.

di Politica e Società

Una delle armi maggiormente utilizzate nel dibattito politico è l’uso a sproposito di termini dispregiativi all’indirizzo degli avversari. Il fenomeno è tanto più frequente quanto più chi utilizza questa tecnica è a corto di idee e preferisce perciò non ricorrere alla logica per sostenere i propri ragionamenti perché sa che la logica – se usata a dovere – gli si ritorcerebbe contro. Le parole utilizzate sono quindi definitive e non ammettono replica. Sono come un marchio a fuoco. Rimangono impresse nella memoria collettiva. La forma tende a divenire sostanza.

Gran parte di questi termini vengono utilizzati, guarda caso, proprio da quella sinistra ormai senza argomenti (e destinata ad una lenta ma inesorabile decomposizione) per gettare facile discredito sui propri competitors. Basterebbe solo un’analisi poco più attenta per comprendere tutta l’ipocrisia sottostante a questo meccanismo. Qualche esempio può chiarire meglio il concetto.

Denunci il tuo malessere nei confronti di bande tribali africane che hanno colonizzato il tuo quartiere rendendo la vita difficile ai residenti e pensi che in fin dei conti sarebbe stato meglio fossero rimasti a casa loro? Non sei amante della pace sociale, della sicurezza pubblica e del decoro. No: sei razzista.

Pensi che sia giusto sostenere politiche che diano priorità alla gente e alle categorie più disagiate, dare voce alla gente comune, far campagna elettorale in mezzo alla gente comune, dare ascolto alle paure e alle aspettative della gente comune anzichè pensare alle prerogative di chi ha interessi contrapposti alla gente comune? Non sei dalla parte della gente comune. No: sei un populista.

Ritieni che il problema della criminalità vada affrontato con leggi più severe e con maggiore autonomia delle forze di Polizia per tutelare la popolazione e le sue fasce più deboli? Non sei amante dell’ordine pubblico. No: sei un fascista.

Credi che i valori condivisi da una Nazione, la sua storia, le sue tradizioni debbano essere conservati per essere trasmessi alle nuove generazioni? Non sei geloso della tua terra e del tuo futuro. No: sei uno xenofobo.

Pensi che sarebbe opportuno incentivare i supporti economici alle famiglie per consentire loro di crescere mettendo al mondo più figli? Non sei un sostenitore della famiglia tradizionale. No: sei omofobo.

Vorresti che le tradizioni religiose del tuo Paese venissero liberamente celebrate e continuassero a far parte del nostro modo di essere e delle nostre libertà senza tante interferenze esterne di chi con noi non ha nulla a che vedere per visione della società e idea di libertà? Non sei cristiano. No: sei islamofobo.

Sei stato licenziato a 50 anni e non sai come tirare avanti, la tua azienda ha chiuso, accetteresti qualsiasi lavoro ma non lo trovi, sei un giovane disoccupato con poche speranze di costruirti una vita e una famiglia? Non sei vittima involontaria della crisi economica. No: sei un fannullone.

Pensi che i valori nazionali, la nostra bandiera, il ricordo dei morti per la libertà della Patria, il nostro orgoglio di appartenere a questa comunità non siano concetti sterili ma sono ciò che contraddistingue il nostro modo di essere, noi stessi e vadano preservati e tutelati? Non sei un patriota. No: sei un volgare nazionalista.

Sei convinto che il nostro Paese dovrebbe mantenere le proprie prerogative in tema di spesa pubblica, di politiche pubbliche, di destinazione della ricchezza nazionale? Non sei il portatore degli interessi del tuo popolo. No: sei un sovranista antieuropeo.

Hai regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi personale ed aziendale ma poi la crisi, i mancati pagamenti dei crediti dello Stato, la mancanza di politiche pubbliche di incentivo dell’economia, una malattia improvvisa ti hanno impedito di saldare il conto cosicché la tua cartella esattoriale tra spese ed interessi si è decuplicata e non sei in grado di pagarla? Oppure nel frattempo hai preferito pagare i tuoi dipendenti e dar da mangiare ai tuoi figli piuttosto che versarli all’Erario perché entrambe le cose non si potevano fare? Non sei un cittadino onesto ma molto sfortunato. No: sei un evasore.

La neolingua ha il vantaggio di essere immediatamente compresa e non richiede giri di parole. E’ subdola perché costringe i destinatari, paradossalmente , ad argomentazioni più elaborate per controbattere, specie nei dibattiti televisivi (e sul web).

Tuttavia, miracolosamente, i risultati delle urne ed i sondaggi elettorali dimostrano che un numero incredibilmente alto di elettori sembra aver scoperto il trucco e la differenza tra forma e sostanza, ma soprattutto ha compreso come la neolingua, demonizzando ad arte l’avversario, serva solo ad occultare i fallimenti dei precedenti governi, delle loro ideologie e delle conseguenti politiche pubbliche.

L’imbroglio è finito ma gli unici a non essersene accorti sono proprio i suoi fautori i quali, imperterriti, proseguono verso l’auspicabile autodistruzione.

Potrete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potrete ingannare tutti per sempre” (Abramo Lincoln – Discorso a Clinton, 1858).

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...