3,44%: il nostro problema si chiama Trump, non spread – 369

Dal blog Bortocal-15

3,44% rendimento dei titoli decennali italiani, oggi in calo del 3% rispetto a ieri.

0,56% rendimento dei titoli decennali tedeschi, oggi in aumento del 2%  rispetto a ieri.

continuare a guardare soltanto lo spread fra titoli di stato italiani e tedeschi e` sbagliato, se nel frattempo anche il rendimento dei titoli tedeschi cresce, sia pure di poco.

in poche parole, questo significa che l’aumento dei tassi reali che paghiamo e` ancora piu` alto dello spread.

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l’Italia e la Germania hanno la stessa moneta ed un collasso dell’Italia trascinerebbe con se` evidentemente l’intera Unione Europea.

e se i tassi di interesse dei titoli di stato di un paese ne misurano l’affidabilita`, cioe` la speranza che chi ci investe ha di avere indietro i soldi, allora e` chiaro che per capire che cosa ci costa l’indebitamento voluto dal governo giallo-verde dobbiamo guardare anche all’andamento dei titoli tedeschi.

che ovviamente sta leggermente aumentando, dato che anche chi investe nei titoli tedeschi non si sente piu` cosi` sicuri dell’euro.

e quindi anche i tassi di quesi titoli tendono leggermente a crescere.

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ma il vero problema che in Italia non viene considerato, dato che il nostro pensiero economico ufficiale e` in preda al delirio monetarista, si chiama Trump ed e` la sua politica protezionistica.

il WTO, l’organizzazione mondiale del commercio, mette in guardia che, se la guerra commerciale attuale tra USA e Cina, aperta da Trump, dovesse proseguire, ci dobbiamo attendere una diinuzione degli scambi comerciali mondiali del 17,5%.

per avere un termine di paragone, a seguito della crisi del 2008 la diminuzione fu del 12%.

questo portera` ad una riduzione del PIL degli USA dello 0,9% e di quello cinese dello 0,6%.

questo non e` un problema per nessuno dei due paesi, dato che hanno tassi di crescita ben piu` alti.

ma una riduzione di questa portata sara` certamente un problema per un paese come l’Italia, dove la crescita economica si aggira attorno all’1%.

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pensare ad una crescita del PIL italiano l’anno prossimo addirittura superiore all’attuale e` dunque una scommessa folle.

potrebbe apparire sensato, invece, cercare di attrezzarsi potenziando il mercato interno, considerando che quello estero subira` certamente una contrazione.

problema che i grandi media tacciono, per non creare allarme sociale, che tanto e` meglio che il decantato popolo o popolino sappia poco o niente.

ma quello che non torna e` farlo in deficit, in un momento in cui sei tremendamente indebitato e la situazione generale volge al peggio, aumentando i dubbi sulla tua solvibilita`.

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a questo punto due domande.

la prima: perche` Trump ha deciso di pagare comunque questo prezzo e di indebolire un poco l’economia americana pur di indebolire, anche soltanto un poco di meno, l’economia cinese?

perche` la guerra e` guerra e mantenere l’impero americano sul mondo vuole i suoi costi: per ora e` guerra soltanto economica, ma Trump ha deciso di non restare a guardare senza reagire una Cina che pian piano prende il posto degli USA come leader economico globale.

e` guerra vera, anche se soltanto economica, e vuole le sue vittime; e il vantaggio di una guerra economica e` che puoi farla senza che nessuno ci capisca niente.

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la seconda: ma che rapporto ha questo con la situazione climatica del pianeta?

Trump ha deciso di rallentare la crescita economica mondiale e anche quella americana pur di colpire economicamente in qualche modo la Cina.

naturalmente riuscira` certamente nel primo obiettivo, e` incerto se riuscira` nel secondo: secondo i calcoli del WTO il danno che procurera` a se stesso sono maggiori di quelli che procurera` alla Cina che considera avversaria.

ma la guerra e` per definizione incerta e Trump ha deciso comunque di lanciare la sfida; naturalmente alla fine potrebbe anche accontentarsi di qualche successo locale: il personaggio e` fatto cosi`, oramai lo abbiamo capito.

e tuttavia frenando la corsa alla crescita mondiale Trump, senza volerlo, sta agendo a favore della riduzione di CO2 nell’atmosfera ben piu` che con le misure palliativo che provengono dall’accordo di Parigi.

insoma, Trump rischi di essere un presidente ecologista senza saperlo e senza volerlo: l’aumento delle emissioni deciso negli USA sara` piu` che compensato dalla diminuzione delle emissioni provocato a livello mondiale.

in fondo Trump sta facendo una guerra anche qui: per il diritto americano imperiale di inquinare limitando il potere di farlo degli altri.

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naturalmente l’azione di Trump e` spericolata ed il gioco potrebbe sfuggirgli di mano.

in questo caso aspettiamoci pure che la grande crisi economica mondiale apertasi nel 2008 e fortunosamente arginata sino ad oggi riprenda il suo sopravvento distruttivo e dispieghi fino in fondo la sua potenza.

il pianeta tirera` un sospiro di sollievo ecologico; l’umanita` un po’ meno.

ma e` da un po’ che ho il sospetto che le due cose non vadano d’accordo: l’essere umano e l’ecologia, intendo.

che e` come dire che l’essere umano e` diventato nemico di se stesso…

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e qui mi scuso, se qualcuno davvero mi ha letto, per l’andamento certamente poco coerente di questo post, che tuttavia non mi pare che segua una linea illogica.

non e` l’ultimo dei paradossi attuali se, seguendo la logica, si diventa incoerenti.

cioe` al di fuori degli schieramenti.

purtroppo sono proprio gli schieramenti, oggi, che impediscono di orientarsi anche soltanto un poco nella nebbia.

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