un brutto clima – 366

dal blog di Bortocal-15

l’azione dell’atmosfera terrestre nel trattenere il calore solare fu scoperta nel 1824 da Fourier, che calcolo` che, senza atmosfera la temperatura della Terra sarebbe 33 gradi piu` bassa.

e fu nel 1896 che Arrhenius calcolo` che un raddoppio della percentuale di anidride carbonica nell’aria avrebbe innalzato le temperature del pianeta in media di 3 gradi.

ma il dibattito scientifico moderno sugli effetti dell’aumento della concentrazione di gas serra nell’atmosfera e` iniziato soltanto attorno al 1990 e la discussione relativa e` diventata di massa dall’inizio del millennio.

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nel frattempo la concentrazione di CO2 nell’atosfera ha superato l’anno scorso le 412 parti per milione, rispetto ai valori di 280 esistenti prima della rivoluzione industriale, quandogli esseri umani nel pianeta erano 15 volte meno numerosi di oggi.

quindi abbiamo gia` realizzato il 50% dell’aumento ipotizzato da Arrhenius, come se qualcuno in questi 120 anni avesse deciso un enorme esperimento planetario per verificare se davvero aveva ragione.

e dunque abbiamo anche realizzato il 50% dell’aumento delle temperature che aveva previsto lui: 1 grado e mezzo di aumento, in media.

del resto il 2018 finora è l’anno più caldo in Italia dal 1800, proprio 1,5° oltre la media.

per inciso, e` un valore che non si misura da almeno 800.000 anni.

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col protocollo di Kyoto del 1997 180 paesi si impegnarono a non far superare la concentrazione di 450 parti di CO2 per milione, ma oramai ci siamo quasi arrivati, mancano ancora pochi anni:

il 2030 potrebbe essere la data giusta, ma forse si potrebbero anche bruciare le tappe, e a quei livelli la temperatura media crescerebbe di piu` di 2 gradi.

e` poi venuto l’accordo di Parigi 2015, del tutto platonico e velleitario, NON VINCOLANTE, a limitare la crescita «ben al di sotto dei 2°»: impegno senza senso, dato che e` un limite che gli attuali livelli di CO2 danno addirittura per superato ed era del tutto improponibil, direi quasi provocatorio, tre anni fa.

in questi anni in cui stiamo sperimentando concretamente l’effetto serra ci stiamo pero` concretamente rendendo conto che quell’aumento di 2 gradi, che appare in astratto sopportabile, ha dei costi pesantissimi anche solo per la parte di aumento che abbiamo realizzato sinora.

e soprattutto e` in grado di innescare reazioni a catena che procedono ad innalzare ulteriormente le temperature anche senza intervento umano.

e in questo contesto ecco un nuovo appello di queste ore della 48° sessione plenaria dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), l’istituzione ONU che studia il clima della Terra, a non superare l’aumento di 1,5 gradi.

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anni fa la presa di coscienza di questa situazione gravissima mi emozionava fortemente, mi creava addirittura un senso di disperazione e nello stesso tempo ero convinto che una una forte diffusione dell’allarme necessario, potessero avere un effetto e salvarci dalla catastrofe planetaria.

mi resi conto quasi subito, proprio attraverso il blog, quanto fosse illusoria e ingenua questa prospettiva: persone anche intelligenti e preparate alzavano le spalle, quando non reagivano con ironia.

altri dedicavano un impegno appassionato, a volte in buonafede, a volte no, a criticare queste analisi.

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si osservava, che il rapporto tra aumento delle temperature e crescita della concentrazione della CO2 atmosferica poteva essere anche inverso: cioe` erano le temperature piu` alte che provocavano l’aumento dell’anindiride carbonica nell’aria.

e si metteva l’accento sulla crescita dell’attivita` solare dagli anni Sessanta in poi, con esempi di aumenti delle temperature su diversi pianeti del sistema solare.

e insomma i moderni climatologi assomiglierebbero ai moderni econoisti, di cui condividono del tutto i metodi di analisi: isolando qualche fattore dal contesto globale…

probabile e anche ragionevole: ma come se questo potesse smentire il resto dell’analisi e soprattutto rendere inutili gli interventi.

invece non dimostrava altro che un’azione di feedback positiva tra inquinamento e clima, che rende la situazione ancora piu` drammatica e non ci esime dal cercare di agire.

io stesso del resto sono arrivato a pensare che questi allarmi ricorrenti dei climatologi hanno una funzione rassicurante: sembrano appartenere alla certezza del fumatore con un cancro al polmone o del tossicodipendente che proclamano ad alta voce: posso smettere quando voglio…

convincono che in fondo il clima dipende da noi, nuovi prometei che abbiao rubato il fuoco agli dei, e dunque possiamo anche spegnerlo.

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ma ecco un ultio aspetto, che purtroppo i ricorrenti appelli climatologici non prendono mai in considerazione: i cicli solari all’incirca undecennali che vedono l’attivita` della nostra stella variare dentro ogni ciclo e tra un ciclo e l’altro.

sole

in questo momento siamo nella fase di passaggio dal ciclo 24, iniziato nel 2008, al 25, in un momento in cui l’attivita` solare e` sempre particolarmente bassa, per un ciclo, il 24, che e` gia` stato il piu` debole da un secolo a questa parte.

e tra l’altro questo minimo e` arrivato con un anno e mezzo di anticipo, come avvenuto in precedenza soltanto al tempo della piccola glaciazione del Seicento…

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insomma, il ciclo 24, dal quale stiamo uscendo, ha visto un sole poco attivo come nella fase precedente del cosiddetto minimo di Dalton, di inizio Ottocento, o nella fase del minimo di Maunder che ha preceduto la piccola glaciazione del Seicento.

ma in questo periodo di bassa attivita` solare la temperatura della Terra ha continuato ad aumentare e questa sembra una dimostrazione quasi definitiva del carattere decisivo dei gas serra nel riscaldamento globale.

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ma lo scenario climatico del nostro prossimo futuro allora qual’e`?

naturalmente nessuno puo` dire con certezza quale potra` essere, anche se tra gli studiosi del Sole i piu` prevedono un altro ciclo piuttosto debole.

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naturalmente questo non potrebbe mancare di avere le sue conseguenze sulle temperature globali, anche se indubbiamente negli ultimi dieci anni non ne abbiamo visto traccia.

ma se cosi` dovesse essere, potremmo assistere (chi ci sara`) allo spettacolo inedito e indubbiamente molto turbolento di un riscaldamento globale di origine terrestre concomitante con una piccola glaciazione di origine solare…

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in ogni caso i climatologi possono smetterla di rivolgere i loro appelli agli stati.

se c’e` una cosa certa, in tutta questa problematica dell’indubitabile riscaldamento globale di origine umana, e` che la crisi ecologica attuale dimostra chiaramente come la democrazia sia un buon sistema di governo unicamente nelle fasi di optimum climatico.

anche la tolleranza, i diritti umani, il pensiero solidaristico e lo sviluppo della ragionevolezza hanno bisogno di una umanita` prospera e felice per manifestarsi e sopravvivere.

ma appena si manifesta una crisi delle temperature del pianeta (sia verso il basso sia verso l’alto), la democrazia dimostra proprio di essere la peggiore forma di governo possibile, come disse Churchill nel suo celebre aforisma:la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme di governo sperimentate finora.

per dare piena ragione a Churchill nelle epoche di brutto clima, basta togliere l’inciso…

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qualcuno deve ancora dimostrare come si possa convincere un popolo a votare per una qualunque forma di sacrificio necessario anche soltanto di autocontrollo.

del resto le precedenti fasi climatiche difficili hanno coinciso con guerre ed epidemie scatenate dalle carestie provocate dal clima.

sembra che l’epoca attuale non faccia eccezione e politicamente vediamo gia` che si preparano nuovi scenari dello stesso tipo e un futuro decisamente poco invidiabile.

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e comunque la cosa che piu` mi dispiace in tutto questo, sapete qual’e`?

che arrivo a dire queste cose terribili senza emozione, con la saggezza egoista di chi si prepara, di necessita`, ad abbandonare la scena.

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