L’ENI a fare ispezioni sismiche anche in Montenegro, nel silenzio generale

dal blog https://dorsogna.blogspot.com

E’ una specie di onta italica nel mondo, ed una vergogna che di questa nazione cosi ricca di cultura e bellezza la sua prima ditta nazionale debba essere una compagine di petrolieri senza scrupoli con l’ansia di trivellare ogni angolo d’Italia, d’Europa e del mondo, costi quel che costi, facendo ricorso a tangenti, condonando inquinamento, e distruggendo democrazie dovunque sia andata.

Si parla dell’ENI, a me ripugnante per tutto quello che hanno fatto all’Italia e al pianeta, e che volevano fare alla mia regione, e per quel che hanno fatto a me personalmente.

Ed eccoci qui, a portar puzza pure in Montenegro.

I preparativi sono durati a lungo, ma il consorzio Eni-Novatek sta finalmente iniziando ad esplorare le coste del vicino Montenegro alla ricerca di petrolio.

Dicono che hanno avviato i lavori ai primi di Novembre del 2018. Nessuno in Italia ne ha parlato per quel che ne so.

I nostri eroi dicono pure che … fra il 62 e il 68% del ricavato se si trivellera’ alla fine di tutto questo processo, andra’ …. al Montenegro! Il tutto sara’ a beneficio delle generazioni future e sul modello Norvegese. Ha ha ha.

Questi evidentemente credono ancora a Babbo Natale, e sono rimasti al paradigma petrolio=ricchezza, oppure l’ENI e’ stata cosi brava a raccontargli le solite favole che loro ci hanno creduto.

Per l’occasione Agostino Maccagni, rappresentante dell’ENI va a dare interviste per la stampa e la TV locale dicendo che c’e’ molto potenziale nei mari del Montenegro e che decideranno alla fine dei 45 giorni di ricerche petrolifere, cioe’ a meta’ dicembre 2018,  se andare avanti con il buco e le vere trivelle. 

“We’re here because we had already analyzed the data that existed in Montenegro and we believe that there’s potential but we’ll decide as soon as we see the most recent data. Our research will begin on 1st of November and they will last 45 days. The ship will move slowly, 4-6 nautical miles speed, and it will draw the device for the emission of sound impulses. The sound will bounce off the seabed and the computers on the ship will process the seismic data. That signal will be analyzed by the super computer and we’ll get the clearer picture of everything that’s down there.

Come sempre la raccontano giusta, e non dicono mica niente dei loro impatti delle ispezioni sismiche o di quel che accadra’ *dopo* quando arriveranno le vere trivelle.  Sono venditori di morte a puntate, piano piano. Un po alla volta. 

Intanto, un altro compare nella faccenda, il direttore greco della “Energean Oil and Gas”, Antonios Nikolopulos, pure lui interessato alla trivelle dice che la ricerca di giacimenti usando ispezioni sismiche durera’ per loro fino a gennaio 2019.

Intanto il primo pozzo montenegrino sara’ trivellato a 23 chilometri dalla costa fra le citta’ di bar ed Ulcinj, tuttapposto, eh?

E il popolo del Montenegro? Nessuno gli ha davvero spiegato cosa si cela dietro il petrol-miraggio; ci sono delle piccole NGO, come il gruppo detto Green Home che cercano di ricordare quanta bellezza andra’ persa con le trivelle.

Dicono giustamente: che bellezza c’e’ dietro i pozzi di petrolio?

Fra l’altro, il primo articolo della costituzione del Montenegro definisce la nazione un paese ecologico. Sono queste trivelle compatibili con questo concetto? E’ accettabile?

Ovviamente Maccagni e compari dicono che gli impatti sono minimi, che i rischi sono.. lievi trascurabili e nulli, secondo le cantilene che da anni ci hanno raccontato in Italia e che sono solo enormi bugie! Dicono di usare le migliori tecniche mai ideate e che loro saranno dei santi.

Ma quando mai.
Ma dove.

E poi alla fine raddrizzano il tiro e ci rammentano che sebbene ci siano tanti incidenti e tante perdite di petrolio targate ENI “la situazione adesso e’ diversa” e che hanno trivellato .. centinaia di pozzi e non c’e’ stata neppure una goccia di petrolio riversato in mare. La loro tecnologia e’ cosi’ safe che addirituttura gli hanno concesso di trievellare in Norvegia, nei mari piu’ sensibili del mondo.

Che facciatosta, eh?

Dimenticano di dire che intanto in Norvegia hanno enti severissimi che stanno alle calcagna di ENI e di ogni altra petrolditta. Che ogni tanto da Oslo arrivano all’ENI fermi, richiami e multe, perche’ non stanno alle regole del gioco, non seguono protocolli di sicurezza, o di cura ambientale. Dimenticano che a suo tempo addirittura loro stessi ammisero di “non avere sufficente competenza per trivellare nei mari del nord”. Dimenticano di dire che sono coinvolti in processi per inquinamento e corruzione in tutto il mondo e che non e’ assolutamente vero che non ci sono rischi o che turismo e trivelle si puo’.

Sono la peggior faccia che l’Italia possa mostrare al mondo, e mi auguro con tutto il cuore che dal Montenegro arrivi un forte no, deciso e maturo. Questi vogliono solo speculare con il vostro mare, quel 60% di profitti e’ solo per sceneggiatura e del Montenegro, del Sud Africa, dell’Italia, vi assicuro, non gliene importa un fico secco.

Intanto qui c’e’ una petizione, in italiano, per chiedere al governo del Montenegro di non accordare permessi trivellanti.

Quello che mi chiedo e’: perche’ il M5S non ha cercato di fare fronte comune con tutti i paesi che si affacciano sull’Adriatico per chiudere il mare nostrum alle trivelle? La politica e’ guardare lontano, voler fare le cose buone, e non ripiegarsi su se stessi.

Per anni i nostri amici cinquestellati hanno usato/copiato/preso ispirazione da questo blog per attaccare la classe politica renziana o berulsconiana, ed ora che hanno il potere sono timidi, mancano di iniziative, e dimenticano che l’ambiente e’ di tutti, e che abbiamo una responsabilita’ grave in questa faccenda delle trivelle in Adriatico.

L’Italia e’ stata quella che ha trivellato per prima in Adriatico, e’ quella che vede la sua partecipazione in ENI al 30%.  Quelle trivelle e quell’airgun montenegrino sono al 30% roba nostra.

Perche’ nessuno degli altisonanti ministri a cinquestelle ha teso una mano al Montenegro? O alla Croazia o all’Albania o alla Grecia per dire: facciamo una cosa buona per il turismo, per l’ambiente, per il clima e per le generazioni future: niente piu’ trivelle in mare.  

E’ cosi difficile?

O erano solo concetti buoni finche si trattava di trivellare le coste sotto casa? O per accontentare l’elettrorato? Oppure ora che si e’ al potere dire qualsiasi cosa contro l’ENI e’ taboo? 

Non so che dire.

Ma se i nostri cari ministri leggono ancora questo blog, il mio suggerimento e’ semplice: dopo aver tanto copiato, copiate ora queste cose di cui sopra.

Osate. Pensate. Studiate. Fate. Voletelo.

POSTED BY MARIA RITA AT 12:34 PM

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