La spiaggia si salva con l’eco-dragaggio

dal blog http://spiagge.corriere.it/

29 DICEMBRE 2018| di Max Holder

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Lunedì 29 ottobre 2018 è stato per il nostro paese un vero e proprio “Black Monday”, con tutta la penisola flagellata da veri e propri uragani con venti di punta oltre i 170 chilometri orari, come a La Spezia e Follonica. Un autunno caratterizzato dal riscaldamento globale che anche in Italia ha causato morti e danni ingenti, con interi tratti dei nostri litorali letteralmente spazzati via. Da questi eventi catastrofici si può tuttavia imparare come insegna la vicenda di Marina di Massa dove la spiaggia della Marina di Ponente, nei pressi della celebre Torre Fiat, non ha avuto durante le ultime violente mareggiate alcun danno, a differenza delle zone limitrofe andate più o meno distrutte. Il segreto? L’intervento fatto nel febbraio 2018 dall’azienda toscana Decomar, il cui progettista e Ceo Davide Benedetti è riuscito, dragando e selezionando con la sua innovativa eco-tecnologia, a ripascere l’arenile con sedimenti dalla granulometria adatta alle caratteristiche del luogo. Un vero toccasana per gli operatori balneari, da anni alle prese con costi insostenibili per interventi provvisori e non risolutivi.

Di questa tecnologia tutta italiana e validata dal ministero dell’Ambiente si è discusso a lungo anche nel consiglio regionale della Toscana che a inizio dicembre ha approvato a larga maggioranza una mozione proprio sulla diffusione dell’utilizzo degli ecodragaggi e sulla creazione di una ‘Banca delle Sabbie’. “Un segnale forte – commenta il professor Giuliano Gabbani, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze – per porre fine all’epoca di tecnologie antiquate e inquinanti, come il dragaggio a benna bivalve o aspirante-refluente, che producono inquinamento ambientale nell’acqua e a terra con le vasche di colmata”. “Così com’è una vera follia –continua Gabbani- sprecare in discarica i sedimenti dei bacini portuali, vere risorse per il ripascimento costiero e l’edilizia”.

Sempre a dicembre il presidente della Toscana Enrico Rossi sul tema dell’erosione costiera ha annunciato uno stanziamento immediato di 13 milioni, auspicando interventi risolutivi e non emergenziali, coordinati tra i territori e le istituzioni. Sarà la volta buona? Un primo suggerimento per una road map realmente innovativa arriva da Fabio Roggiolani, imprenditore e vice presidente di Giga, un’associazione che si occupa di energie rinnovabili: “Proprio alla luce della mozione approvata in Consiglio Regionale si dichiarino ormai obsolete le due gare in itinere di Talamone e di Viareggio. Con gli ecodragaggi e gli ecoripascimenti, Talamone non avrà più bisogno di consumare mare e territorio per la realizzazione delle casse di colmata e Viareggio potrà finalmente scongiurare la diffusione dell’alga tossica, entrambi effetti collaterali dell’uso delle vecchie benne bivalve”

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