Elogio dell’ascolto.

dal blog https://vscarfia.com/

valter scarfia  23/01/2019

Persevero con gli elogi, è divertente trattarne. Ho già elogiato: 
diversità, https://vscarfia.com/2019/01/16/elogio-della-diversita/
noia https://vscarfia.com/2018/12/20/elogio-della-noia/
letteratura https://vscarfia.com/2019/01/19/elogio-della-letteratura/
Ora è la volta dell’ascolto, da tutti elogiato, appunto, ma poco praticato: eppure la pratica dell’ascolto talvolta, anzi spesso, può fare miracoli, certamente più dell’aggressività. Mi hanno, per così dire, ispirato per questo articolo, 2 video del solito youtube: il primo di Giovanni Benvenuto https://www.youtube.com/watch?v=hdz9ZsJVH_o e il secondo di Roberto Mercadini https://www.youtube.com/watch?v=VHlBt6uaz4M Nel primo, possiamo apprezzare il racconto della miracolosa esperienza di Jeffrey Brown, un noto predicatore statunitense; mentre nel secondo, ci viene raccontata l’originale esperienza di John Cage, musicista contemporaneo. Cominciamo dal secondo, giusto per fare diverso. J. Cage è stato un musicista di musica contemporanea, quel tipo di musica che non scalerebbe di certo le classifiche di gradimento, affascinato dall’ascolto di tutti i rumori possibili al punto che ha sperimentato la camera anecoica per sentire i rumori creati dal suo corpo. Conosciuto anche per alcune performances dove faceva minuti di silenzio per far emergere i rumori del pubblico: i colpettti di tosse, le caramelle scartate ecc. L’ascolto come esperienza anche artistica può diventare motivo di approfondimento.
Passiamo a J. Brown: lo vediamo testimone nell’attentato a Martin Luther King e alle prese con una violenza giovanile fuori controllo in quei tempi a Boston. Predica la pace, e lo fa bene, è un predicatore battista, ma nessuno va ad ascoltare le sue omelie. Decide allora di andare per strada per incontrare quei ragazzi di notte ma, anche cosI, non accade praticcamente nulla. E allora lui fa una cosa che i predicatori non sono soliti fare: va ad ascoltare le loro rimostranze. Finalmente accade il miracolo: i casi di violenza diminuiscono drasticamente del 79%. Raccontando questo episodio, Emil Calvi nel suo libro (il potere emotivo dei gesti), elenca 5 modalità dalle quali si evince che nella gestione dei conflitti l’ascolto è vincente. 
1 – l’ascolto genera fiducia: nei conflitti, cerchiamo di detenere il potere, argomentando, interrompendo gridando più forte; mentre se ascoltiamo, apparentemente cediamo potere ma acquistiamo potenza.
2 – ascoltando, acquisiamo elementi che ci aiuteranno a trovare la soluzione del conflitto. Spesso siamo prevenuti, crediamo di sapere dove si vuole arrivare e come si dovrà fare quando ancora non abbiamo capito le ragioni dell’aggressività dell’altro. 
3 – ascoltando smetteremo di vedere l’altro come un probblema per noi. Potremo passare finalmente dall’Io contro di Te, al Noi che insieme troviamo una via.
4 – Chi si sente ascoltato, è più incline ad ascoltare a sua volta. 
5 – Ascoltando, insieme si cercherà di trovare una soluzione condivisa e l’altro sarà in grado di accettare un compromesso che prima non avrebbe accettato. Se l’atro percepirà il fatto che ha preso parte alla soluzione, si sentirà valorizzato e responsabile di un eventuale fallimento. 
L’ascolto dunque è un grande valore: beato chi lo saprà utilizzare. Noi sappiamo ascoltare?
https://vscarfia.com/2018/11/17/non-sappiamo-ascoltare/

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