Pasqua senza resurrezione

Dal blog https://comedonchisciotte.org/

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Sette anni dopo il suicidio in Piazza Syntagma di Dimítris Christoúlas – primo martire della crisi – la Grecia – a dispetto di quello che dicono i media, non “va meglio” e lo dimostrano proprio i suicidi, in crescita esponenziale, ma riportati solo dalla stampa locale. La società si sta disfacendo, poiché la maggior parte delle persone non sono più dove si produce reddito, e non sanno più come sopravvivere. Si moltiplicano allora gli atti di auto-punizione o di disperazione tout-court con uccisione di familiari e famiglie intere.
I pensionati del resto d’Europa scelgono a volte la Grecia come luogo per trascorrere il loro tempo, a costi inferiori e compatibili con le loro sempre più magre pensioni, e i giornali strombazzano questo turismo come “la vera industria pesante della Grecia”. Il cui mare, però, sembra promettere estrazioni di gran quantità di risorse, come gas, petrolio e idrocarburi in genere. La Grecia sarebbe salva, allora? Non proprio: la cessione della gestione per 99 anni di tutti i beni pubblici alla Troika – avvenuta negli scorsi anni – assume allora una connotazione diversa e ben più grave di quanto potesse apparire in un primo momento, soprattutto se si pensa che tali prospezioni nel mare Egeo erano note da molto tempo in certi ambienti.
I greci ordinari, intanto, riempiono le chiese e vedono nell’incendio di Notre Dame e negli attentati in Sri Lanka nient’altro che manifestazioni (dolose) delle stesse forze che stanno annientando loro. E allora – non potendo per ora influire sul destino che incombe su di loro – i greci si godono la Pasqua e la primavera, le giornate terse ed il momento di festa. Pasqua, ma senza resurrezione.

Da: “Rifare Società” – Domenica, aprile 7 2019

http://www.greekcrisis.fr/2019/04/Fr0718.html#deb

Il suicidio di Dimitris Christoùlas. Atene, 4 aprile 2012

Momenti seri, situazione grave, politici anche peggio. Una volta di attualità, la memoria di Dimítris Christoúlas nell’anniversario della sua scomparsa, il 4 aprile, è stato completamente dimenticato, o meglio occultato dai Media, Internet incluso. Dimítris Christoúlas era un farmacista in pensione, che il 4 aprile 2012 si è sparato in testa in Piazza Sýntagma, davanti al “Parlamento”.

Nella sua ultima lettera, aveva paragonato i politici sotto il controllo della troika, al governo di pro-nazi collaborazionista di Georgios Tsolákoglou: “Il governo di Tsolákoglou aveva distrutto ogni possibilità di sopravvivenza per me, io che vivevo con una pensione dignitosa per la quale avevo pagato tutti i contributi senza alcuna sovvenzione da parte dello stato per 35 anni. La mia età avanzata non mi permette di reagire diversamente (…) Non vedo alternative, se non terminare la mia vita in modo dignitoso e non finire frugando tra i bidoni della spazzatura per sopravvivere. Penso che un giorno i giovani senza un futuro useranno le loro braccia per impiccare i traditori nel nostro paese (…) “.

(…) Solo fino al 2015 i giornali vicini a SYRIZA, come il “Quotidiano dei redattori”, hanno ricordato la memoria di Dimitris il 4 aprile. Dopo, più niente. (…)  Nel 2019, i manifestanti del passato hanno lasciato le strade, e a volte anche il paese.

Abbandoni. Atene, aprile 2019

La Grecia sta migliorando! Le prove? I suicidi, che si moltiplicano, sempre più spesso ignorati dalla stampa nazionale. (…) Attraverso la stampa regionale, si viene a sapere che un uomo di 80 anni si è impiccato a Andritsaina nel Peloponneso, (stampa locale di Patrasso). O ad Elatia in Grecia centrale, un uomo di 35 anni si è impiccato, poi il 31 marzo un uomo di 54 anni si è sparato con il suo fucile sull’isola di Zante, o il 21 marzo, un uomo si è suicidato nello stesso modo a Kenourgio nella Grecia occidentale, poi un adolescente di 16 anni che si è suicidato a Siteía a Creta, infine, una donna di 52 anni si è suicidata gettandosi dal suo balcone al 5 ° piano a Patrasso.

(…) [Secondo] l’analisi di Christophe Guilluy (…) “Per la prima volta nella storia, le categorie meno abbienti non vivono più dove vengono creati i posti di lavoro. (…)  Le conseguenze culturali e politiche sono gigantesche. Il nostro modello non fa più parte della società, non integra la maggioranza (…) da un punto di vista culturale, cambia tutto. C’è una distanza palese con l’élite, accoppiata con un disprezzo di classe “(stampa belga).

(…)

Airbnb farà il resto, e già “lo stato greco” svende più di un migliaio di immobili per trasformarli in alloggi Airbnb, (stampa greca). (…) Eppure la memoria collettiva e popolare resiste ancora. I librai espongono vecchie riviste sulle elezioni legislative del 1974, i politici messi in caricatura sulla copertina non sono più di questo mondo, e in questo mondo non decidono più niente.

Rivista del 1974 in edicola. Atene, aprile 2019

(…)

Il nostro modello non fa più Società, non integra i più, dice Christophe Guilluy ; tranne che alle élite non interessa più, definitivamente a quanto sembra, rifare la società. (…) Dobbiamo continuare a fare Società, ma senza di loro!


Da “Glorioso futuro!” – Martedì Aprile 9, 2019

http://www.greekcrisis.fr/2019/04/Fr0719.html#deb

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