Vacanze, se il Sud non può più permettersele

Dal blog https://qds.it/

A causa della crisi economica, secondo Eurostat, in Italia il 43% della popolazione non può consentirsi nemmeno una settimana di villeggiatura. E a essere colpite massicciamente sono le famiglie meridionali. L’allarme dei lidi balneari

Estate, tempo di vacanze, ma non per tutti.

Specialmente in Italia dove, rileva Eurostat, più del 40% della popolazione non può permettersi nemmeno una settimana di villeggiatura all’anno.

Il problema non è dei single e del Nord, che mediamente hanno mezzi e risorse per partire in vacanza senza pensarci troppo, bensì delle famiglie, soprattutto quelle con uno o più figli a carico, e in massima parte nelle regioni dell’Italia meridionale, sopraffatte da una crisi economica senza precedenti che nessun reddito di cittadinanza può sanare, ma soltanto seri investimenti.

Guardando ai dati del 2018, l’ufficio europeo di statistica ha sostanzialmente fatto i conti in tasca ai cittadini di ogni Stato membro, per capire se avessero le possibilità economiche di fare un viaggio di piacere di una settimana.

In Italia si è registrato uno dei dati peggiori: il 43,7% degli italiani – e come detto tutto è concentrato al Sud – non può permetterselo. Peggio, in Europa sono messe soltanto Romania (58,9%), Croazia (51,3%), Grecia e Cipro ( 51%).

Dall’altro capo della classifica, cioè tra i Paesi dove in pochi hanno problemi a sbarcare il lunario e dunque non devono rinunciare alle vacanze, ci sono la Svezia (solo il 9,7% non può permettersi spiagge e svaghi), il Lussemburgo (10,9%), la Danimarca (12,2%), l’Austria (12,4%), la Finlandia (13,3%), l’Olanda (14,2%) e la Germania (14,5%).

E intanto il bilancio di metà stagione del Sindacato italiano balneari è pesantissimo: dopo un “maggio disastroso”, in giugno e luglio le presenze in spiaggia sono calate in molte regioni, con punte del 25%, fatta eccezione per poche località.

In giugno, in particolare, spiccano le percentuali negative nel Lazio e in Abruzzo (-20%), ma i clienti sono diminuiti anche negli stabilimenti di Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise e Toscana (-10%).

In terreno positivo il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (+20%), seguiti dalle Marche (+15%) e da Puglia, Sardegna e Sicilia (+10%).

Nel mese di luglio a registrare il segno più sono soltanto la Campania (+15%) e e la Sicilia (+5%), con record negativo, invece, per le spiagge d’Abruzzo (-25%).

“La causa principale – ha spiegato Antonio Capacchione, presidente del Sib, che associa circa 10mila imprese ed aderisce alla Fipe Confcommercio – oltre alla situazione economica delle famiglie, è stato il maltempo che ha condizionato molte località in questi due primi mesi estivi, tanto che diversi stabilimenti hanno subìto danni rilevanti alle strutture e attrezzature”.

Si conferma la tendenza degli ultimi anni con i week end da tutto esaurito e i giorni feriali con la maggior parte degli ombrelloni chiusi.

E poi “è sufficiente una previsione meteorologica errata per convincere i turisti a rimanere a casa o decidere di andare altrove”.

La concentrazione delle presenze solo in pochi giorni, inoltre, “rende il settore estremamente vulnerabile alle condizioni climatiche, aumentando notevolmente al tempo stesso il rischio d’impresa”.

Occhi puntati, dunque, su agosto, che resta il mese preferito dai nostri connazionali per le vacanze: gli imprenditori sperano che “saranno in tanti a scegliere i litorali italiani, complice il bel tempo, e, soprattutto, i nostri servizi di spiaggia, da sempre punto di forza del turismo nel nostro Paese”.

Tra le iniziative che quest’anno il Sib ha riservato ai propri clienti, domenica 25 agosto la seconda giornata nazionale dei balneari italiani, il 31 agosto la terza giornata di ‘TipiCI da spiaggia’, la manifestazione – con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura e del Turismo – che mette le imprese balneari al servizio della nostra agricoltura promuovendo le eccellenze enogastronomiche italiane.

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