“la ditta”, anzi le ditte, e il disastro globale

Dal blog https://corpus15.wordpress.com/

Postato il 12 agosto 2019 di bortocal15

una cara amica di blog mi stuzzica: 
Brexit, la Regina Elisabetta rompe il protocollo e esprime “delusione per l’attuale classe politica incapace di governare”.
Parla di noooi?

🙂

– aspetta, devo informarmi meglio

Un piccolo post (ino)?

. . .

che bello ricevere un invito a nozze, anzi a post.

in realtà è il titolo di un articolo del Fattoquotidiano, e leggendo si scopre che la regina si è guardata bene, ovviamente, da fare dichiarazioni pubbliche di questo tipo; e però ha lasciato filtrare sulla stampa questo suo privato sfogo di 93enne: che qualcuno capisca in tempo, prima di costringerla ad intervenire…

pare dunque che il male sia diffuso anche fuori d’Italia.

forse l’idea che abbiamo di essere indiscutibilmente la capitale mondiale della politica senza senso, delle risse da cortile, della miopia dei leader politici è soltanto una esagerazione egocentrica?

ma come si fa a non pensarlo? non faccio neppure esempi, la confusione universale di politici miopi, attenti soltanto al loro interesse particolare ce l’abbiamo sotto gli occhi da troppo tempo.

e nello stesso tempo è il pubblico politico stesso che chiede ai politici di essere così: narcisisti come sono anche loro, gli elettori…

. . .

ma ci dev’essere pure una spiegazione…

da qualche giorno pensavo ad un post sui partiti politici concepiti come ditte, che guardano il loro fatturato, che consiste nel numero degli elettori, ma ancor di più nel numero dei seggi: sono questi che si trasformano in potere, in condizionamento delle scelte politiche, in adesione ai gruppi di pressione e di finanziamento, e dunque anche in tangenti, a volte destinate al partito, ma a volte confluenti in canali privati e in forme di arricchimento personale.

in Italia le degenerazioni peggiori si vedono a livello regionale, anche se incomprensibilmente l’istituzione Regione rimane fuori dalle polemiche, anche se avrebbe urgentissimo bisogno di un radicale restyling.

credo che tutti ricordiamo quando Bersani per primo parlò del Partito Democratico come della “ditta” di cui lui curava gli interessi: pareva una metafora, ironica, ma non troppo spiritosa come altre sue (la mucca nel corridoio, e il pettinare le bambole).

images

col tempo mi sono reso conto però che con questo modo di dire Bersani rivelava, forse involontariamente, che cosa tendono a diventare i partiti politici della democrazia rappresentativa nel sistema economico iper-capitalistico, che è la nuova forma dell’organizzazione sociale nella quale viviamo oggi.

. . .

come le ditte vere si preoccupano soltanto, ciecamente, dei loro profitti, e questo atteggiamento egoisticamente demenziale viene celebrato da secoli di propaganda filo-capitalistica, come il vertice della sapienza umana, così i partiti politici, in regime di elezioni solo apparentemente libere, si devono occupare, e in effetti diligentemente si occupano, soltanto del loro particolare mercato elettorale e di farne cresce il fatturato (la percentuale di voti) e il profitto ( il numero dei seggi e i conseguenti affari).

e quindi se qualcuno di loro volesse occuparsi dell’effettivo benessere umano collettivo, uscirebbe dal mercato politico: in poche parole fallirebbe come una qualunque altra ditta che facesse la stessa cosa.

se qualche moderno partito dei parlamenti dell’iper-capitalismo dichiara di occuparsi del benessere politico collettivo, questa è soltanto una finzione per catturare quella fetta minoritaria di clientela politica votante che ci crede. 

. . .

l’amica mi chiedeva un post(ino) ed ama la brevità; questo è già diventato un post con qualche pretesa.

fuori diluvia e i miei figli mi mandano foto e messaggi allarmati annunciandomi l’apocalisse in corso a Brescia e sul lago di Garda: venti a 150 km orari, ha calcolato il genero ingegnere.

devo dire che il cuore mi trema e mi interessa un po’ poco la politica in questo momento.

ne parlo solo per ricordare che QUESTA politica ci sta portando qui, alla catastrofe climatica, agli uragani, alle cinque grandinate che hanno distrutto l’agricoltura su questi monti, e non solo, quest’estate…

una cara amica di blog mi stuzzica: 
Brexit, la Regina Elisabetta rompe il protocollo e esprime “delusione per l’attuale classe politica incapace di governare”.
Parla di noooi?

🙂

– aspetta, devo informarmi meglio

Un piccolo post (ino)?

. . .

che bello ricevere un invito a nozze, anzi a post.

in realtà è il titolo di un articolo del Fattoquotidiano, e leggendo si scopre che la regina si è guardata bene, ovviamente, da fare dichiarazioni pubbliche di questo tipo; e però ha lasciato filtrare sulla stampa questo suo privato sfogo di 93enne: che qualcuno capisca in tempo, prima di costringerla ad intervenire…

pare dunque che il male sia diffuso anche fuori d’Italia.

forse l’idea che abbiamo di essere indiscutibilmente la capitale mondiale della politica senza senso, delle risse da cortile, della miopia dei leader politici è soltanto una esagerazione egocentrica?

ma come si fa a non pensarlo? non faccio neppure esempi, la confusione universale di politici miopi, attenti soltanto al loro interesse particolare ce l’abbiamo sotto gli occhi da troppo tempo.

e nello stesso tempo è il pubblico politico stesso che chiede ai politici di essere così: narcisisti come sono anche loro, gli elettori…

. . .

ma ci dev’essere pure una spiegazione…

da qualche giorno pensavo ad un post sui partiti politici concepiti come ditte, che guardano il loro fatturato, che consiste nel numero degli elettori, ma ancor di più nel numero dei seggi: sono questi che si trasformano in potere, in condizionamento delle scelte politiche, in adesione ai gruppi di pressione e di finanziamento, e dunque anche in tangenti, a volte destinate al partito, ma a volte confluenti in canali privati e in forme di arricchimento personale.

in Italia le degenerazioni peggiori si vedono a livello regionale, anche se incomprensibilmente l’istituzione Regione rimane fuori dalle polemiche, anche se avrebbe urgentissimo bisogno di un radicale restyling.

credo che tutti ricordiamo quando Bersani per primo parlò del Partito Democratico come della “ditta” di cui lui curava gli interessi: pareva una metafora, ironica, ma non troppo spiritosa come altre sue (la mucca nel corridoio, e il pettinare le bambole).

images

col tempo mi sono reso conto però che con questo modo di dire Bersani rivelava, forse involontariamente, che cosa tendono a diventare i partiti politici della democrazia rappresentativa nel sistema economico iper-capitalistico, che è la nuova forma dell’organizzazione sociale nella quale viviamo oggi.

. . .

come le ditte vere si preoccupano soltanto, ciecamente, dei loro profitti, e questo atteggiamento egoisticamente demenziale viene celebrato da secoli di propaganda filo-capitalistica, come il vertice della sapienza umana, così i partiti politici, in regime di elezioni solo apparentemente libere, si devono occupare, e in effetti diligentemente si occupano, soltanto del loro particolare mercato elettorale e di farne cresce il fatturato (la percentuale di voti) e il profitto ( il numero dei seggi e i conseguenti affari).

e quindi se qualcuno di loro volesse occuparsi dell’effettivo benessere umano collettivo, uscirebbe dal mercato politico: in poche parole fallirebbe come una qualunque altra ditta che facesse la stessa cosa.

se qualche moderno partito dei parlamenti dell’iper-capitalismo dichiara di occuparsi del benessere politico collettivo, questa è soltanto una finzione per catturare quella fetta minoritaria di clientela politica votante che ci crede. 

. . .

l’amica mi chiedeva un post(ino) ed ama la brevità; questo è già diventato un post con qualche pretesa.

fuori diluvia e i miei figli mi mandano foto e messaggi allarmati annunciandomi l’apocalisse in corso a Brescia e sul lago di Garda: venti a 150 km orari, ha calcolato il genero ingegnere.

devo dire che il cuore mi trema e mi interessa un po’ poco la politica in questo momento.

ne parlo solo per ricordare che QUESTA politica ci sta portando qui, alla catastrofe climatica, agli uragani, alle cinque grandinate che hanno distrutto l’agricoltura su questi monti, e non solo, quest’estate…

ops: possiamo chiamarla ancora estate?

ops: possiamo chiamarla ancora estate?

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