Sperando in fantasie si disgrega la coscienza

Leggo pubblicato da un amico un articolo del blog http://www.lintellettualedissidente.it/

Si intitola “Nuovo trattato del (falso) ribelle” che in pratica è un analisi che parte dal tema “Sardine in piazza “ che in breve con poche indagini fatte verso chi ha iniziato la storia a Bologna dimostra che dei quatto giovani amici che hanno iniziato a battere il tam tam almeno due erano

legati a società di comunicazione legate a Prodi e con referenti di sinistra. Via via risalendo movimenti “inventati dalla comunicazione” che tengono banco sui media e nei talk in tv , da FFF a Carola (la tedesca capitana eroina delle ONG) c’è un filo appunto che vale la pena conoscere per capire . Io le mie ricerche le ho fatte .

La sarPDina pilota, che dice che “è assurdo parlare ancora di Bibbiano”, si chiama Mattia Sartori, ha trent’anni ed è uno dei sette ricercatori del RIE che si occupano di comunicazione sociale.
Il RIE è una società privata di consulenza, fondata da Romano Prodi e Alberto Clo’.

Alberto Clo’ è tutt’oggi membro del CdA della GeDi, cioè della società di De Benedetti, tessera PD n°1, e degli Agnelli che edita quei capolavori di informazione chiamati Espresso, Repubblica, Stampa, Secolo XIX.

Non vado avanti perché il motivo, anche per altri (citati)su cui ho già espresso opinioni chiare, non è se fanno bene o male a fingersi “movimenti spontanei”, ma perché lo fanno.

Premesso che parlare di emigranti o del clima alterato o dell’antisalvinismo è una operazione a cui ,chi come me che si rabatta un po nella comunicazione, non può che applaudire, perché riuscita.

Attirata attenzione, sardine in tutta Italia in diverse città, pure a Savona , anche dove non ci sono elezioni a breve regionali, media che pompano e battono sul tema.

Individuata la matrice di fondo di chi ha iniziato l’operazione che si può dire?

Salvini e la Lega meritano questo antagonismo “gentile “? Direi di SI !

Ma andiamo a fondo sinteticamente per non annoiare.

Chi può permettersi di fare una cosa così, ben studiata e vasta e che ha un certo riferimento di continuità e per alcuni anche con mezzi economici (l’operazione Carola è costata qualche milione di euro in totale) anche a seconda dei momenti politici in generale ?

La cosìdetta sinistra che parte dall’anima del PD e si estende a variegate figure o organizzazioni di quell’area, dimostra di avere ancora legami e idee anche innovative di farsi sentire sui territori.

Dimostra che i programmi sono parole e nell’incertezza decisionale attuale e nelle difficoltà di questa santa alleanza di governo, è meglio rimanere nel vago e con poche parole d’ordine o simboli o ..logo come le sardine ma dentro una massa emotiva.

Tenere impegnate le menti soprattutto di giovani usando sistemi di passa parola o di algoritmi di convocazione rapida, come si fa per i RAVE, per i gruppi ultrà nel calcio.

Persino evitando di dare troppe spiegazioni se no è evidente la trappola mediatica , vaghi e concreti allo stesso tempo..

Ma questo ci riconduce ad una storia di decenni, perché questi sono la generazione dopo il disastro PCI/ PDS/ PD che probabilmente vedono spazi e si buttano . Applausi.

Una cosa così il M5S non può permettersela, sia perché è un movimento giovane nato da circa 10 anni con poca storia , ma nel momento, è alla frutta dato che applica un metodo di far politica che non paga, senza radicamento sui territori, senza strumenti di comunicazione e quindi senza capacità di infiammare folle operando sui comuni.

Di Maio se avesse potuto sponsorizzato da Grillo non si sarebbe neppure presentato ad elezioni in Emilia e in Calabria perchè cosa succederà è evidente anche ai meno attenti, ma anche come grande assist in cambio della convivenza dell’alleanza di governo

Chi ha filo tesse e questo movimento non ha più spazio in questo, con tutti i gruppi di resistenza civile esistenti che lo tengono alla larga, nel più completo isolamento sociale e un gruppo verticistico decisionale che non si schioda.

Quindi il problema dal mio punto di vista non è tanto quale giudizio dare ideologicamente su questi aggregati moderni di massa, ma cosa ne nascerà e come la comunicazione scrive nuove pg di storia dalla fake news delle armi di distruzione di Saddam ad oggi)

C’è uno strato culturale attenzionato su questi esperimenti sociali e vedremo come si svilupperà, in generale ben vengano, perché mantengono attiva una coscienza anche se molto imprecisa su cui può innestarsi il peggio o migliorare a seconda dei “gestori latenti”

Ma chi parla di politica da decenni ed ha avuto molti passaggi dentro queste evoluzioni non può nascondersi che:

– di spontaneo c’è solo il desiderio di opporsi ad una politica orribile

– chi agita questi movimenti con tecnologie moderne è decifrabile

– chi ha più da guadagnare(cui prodest) da questi sviluppi

– non ci sono dettagli di programmi proprio per lasciare porte aperte a chi può sfruttare quell’aria che tira nel momento in cui lo potrà fare.

Anche il PD come terminale di una involuzione politica ha perso capacità organizzativa e i suoi temi sono spesso straordinariamente quelli anche di confindustria, della finanza, delle banche e dei partiti dal cdx a Renzi .

Però ha ancora una autonomia non tanto di positività di proposta, perché navigano nel “miglioriamo questo mercato, il capitalismo, ecc . Ha una rete di popolazione con un rapporto di amore storico per le radici e di odio concreto per la politica espressa quotidianamente .

Vorrei chiedere a chi ancora oggi vota PD e crede sia suo dovere “fare “ la sardina quale aspetto di programma, quale discorso concreto lo ha folgorato, magari in modo un po’ critico ma rimane in quell’area incapace di chiudere quella porta nonostante le leaderchips da anni li hanno portati hai minimi termini elettorali e anche di visibilità.

Hanno cambiato pelle ! Mentre operai contadini, artigiani, pescatori hanno lasciato il posto ad una realtà fatta di impiegati nelle stesse istituzioni, insegnanti, piccola industria, e associazioni varie come le cooperative che ora non lavorano per il mutuo soccorso, ma per la finanza europeista, è cambiato lo strato culturale di riferimento, sono cambiati i temi dentro un mercato globale.

Zingaretti è senza carisma e non ha una linea profonda, preveggente di prospettiva, ne è passata di acqua sotto i ponti da Togliatti a Berlinguer, sono saltimbanchi istituzionali del giorno per giorno.

Quindi un gigante d’argilla ,ma ancora gigante che basa le sue vittorie sugli errori che fanno gli altri (in questo con perfetta armonia rispetto al M5S di oggi) o sugli assist, magari indiretti, che gli offrono i vari Grillo e dintorni ormai decisamente cambiati e orgogliosi di esserlo.

Di Gianni Gatti

Sv 26/11/2019

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