Il porno ascoltato

Dal blog https://www.ilpost.it/

 DOMENICA 1 DICEMBRE 2019

Ci sono sempre più app e siti che offrono racconti, guide alla masturbazione e suoni eccitanti, soprattutto per le donne

Negli ultimi anni sta nascendo un nuovo tipo di pornografia, fatto soprattutto da donne per le donne, e che anziché delle immagini come avviene da secoli (che si tratti di disegni, fotografie, riviste o video), si serve dell’audio: si va dalla lettura di storie erotiche alla masturbazione guidata, fino a semplici suoni eccitanti o evocativi. Il porno ascoltato è in giro da 15 anni ed è sempre più diffuso tra le donne, anche se capirne il motivo è meno immediato di quanto si pensi.

Un’ipotesi è che il porno fatto di immagini sia costruito a uso e consumo degli uomini e che sia più respingente per una donna; a questo si aggiunge la presenza di un corpo femminile – spesso perfetto – con cui confrontarsi. Alcuni studi sostengono invece che le donne siano meno eccitate dal guardare le cose rispetto agli uomini e che la loro sessualità sia più mentale. Secondo una recente ricerca dell’Istituto Kinsey insieme alla piattaforma OMGYes, che si occupa di sessualità femminile, le donne usano «le fantasie mentali» per allontanarsi dalle distrazioni esterne e concentrarsi sul piacere: un racconto, una storia, qualcosa su cui immaginare funzionerebbe di più. Da questo deriverebbe anche il successo della letteratura erotica, per esempio quello della trilogia di Cento sfumature.

Da tempo Tumblr, Reddit, YouTube e Literotica (un sito dove ognuno può pubblicare storie e audio erotici) ospitano versioni audio di racconti porno ma sono spesso amatoriali e di scarsa qualità. Ultimamente sono nate diverse app e piattaforme che producono audio pornografici curati e di qualità, e che cercano di trarne profitto. Secondo Forbes nel 2019 le startup di audio porno hanno raccolto complessivamente 8 milioni di dollari, più di 7 milioni di euro.

Tra queste il New York Times segnala Quinn, fondata da Caroline Spiegel e Jackie Hanley, che vivono a Williamsburg, una zona di New York. Il loro obiettivo è fare di Quinn la principale destinazione di pornografia non visiva e trasformarlo nell’equivalente audio di Pornhub. L’idea è mantenerlo gratuito ma prevedere che gli utenti possano pagare chi crea i contenuti, da cui Quinn tratterrà una percentuale; prossimamente verrà introdotta anche la pubblicità. Spiegel, che ha 22 anni, ebbe l’idea mentre seguiva una terapia contro i disordini alimentari che le aveva fatto sviluppare delle difficoltà sessuali. «Il porno visuale non funzionava per me, era troppo voyeuristico», mentre quello audio consente maggiore libertà e intimità; in più si può ascoltare ovunque.

Anche secondo Gina Gutierrez, 29enne fondatrice della app di audio porno Dipsea, «il porno visivo va bene per gli uomini». Dipsea è una delle app più note e consigliate su internet, costa di 8,99 dollari al mese o 47,99 dollari all’anno (cioè circa 8 e 40 euro) e consente l’accesso a 175 storie con aggiornamenti settimanali. Gutierrez, che ha fondato la app insieme a Faye Keegan, ha raccontato che non trovava video porno che la eccitassero e che un giorno ascoltando Headspace, una app di meditazione guidata, capì che gli audio potevano aumentare la concentrazione e la ricerca del piacere. Su Dipsea si possono selezionare storie con protagonisti donne, donne e uomini, o una donna e diversi partner; semplici suoni «che ti porteranno altrove»; racconti brevi da 5 a 20 minuti. C’è anche una organizzazione tematica, come “rimorchiare” o “gioco di ruolo”; le storie sono abbastanza plausibili così da favorire l’immedesimazione e l’immaginazione; la maggior parte delle ascoltatrici hanno tra i 25 e i 45 anni.

Forbes consiglia anche Voxxx, un sito di audio porno francese realizzato da Olympe de G., autrice porno femminista che collabora con Erika Lust (probabilmente la più famosa regista e produttrice di porno femminista del momento) e dalla pornostar Lélé O. È disponibile anche in inglese su Apple Podcasts o direttamente sul sito e ha una media di 100 mila ascoltatori al mese; in francese sono al momento disponibili 28 episodi. Sul sito si definisce «un programma audio che lascia spazio alle fantasie intime piuttosto che fornire immagini da consumare. […] A volte è un racconto, altre un modo per rilassarsi, altre pura eccitazione». È gratuito ma gli utenti possono fare donazioni e un’iscrizione mensile. Il sito femminile Refinery29 suggerisce anche Ferly, una app britannica che si definisce una audioguida al “mindful sex” (sesso fatto in modo consapevole), ed Emjoy, un’altra app erotica con le storie contrassegnate dall’immagine di un autobus o di un letto così da capire al volo quali ascoltare in giro e quali – sarebbe meglio – no. Entrambe prevedono una sottoscrizione: Emjoy di 29,99 dollari (27 euro) all’anno mentre per Ferly si può scegliere tra 12 dollari al mese o 78 all’anno (rispettivamente circa 11 e 70 euro).

Infine un formato un po’ diverso è quello del blog GirlOnTheNet, gestito da Sarah, una donna di 35 anni che vive a Londra. Inizialmente i suoi post erano solo storie erotiche scritte, poi un lettore si lamentò che lo screen reader le leggeva in modo troppo monotono e Sarah iniziò a registrarle; scoprì che molti preferivano questo formato.

Secondo il New York Times, questo tipo di porno – prodotto da donne, raccontato dal loro punto di vista e senza corpi con cui confrontarsi – potrebbe essere definito femminista e dal «formato dirompente». Ha una prospettiva etica e contemporanea anche perché parla apertamente di contraccezione e il consenso viene sempre accertato. Quinn per esempio, spiega Spiegel, esclude storie «con minorenni, incesto, brutalità e mancanza di consenso, anche se permettiamo il non consenso consensuale, specificando chiaramente che si tratti di questo». Il successo degli audio porno è aiutato dal proliferare dei podcast (soltanto negli Stati Uniti sei milioni di persone ne ascoltano uno almeno una volta a settimana) e si rivolge a un pubblico spesso trascurato dal porno tradizionale: chi ha problemi con il proprio corpo, le persone non vedenti, e buona parte delle donne.

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