Nuova legge elettorale, la maggioranza vuole il proporzionale corretto: come funziona e cosa cambia

Dal blog https://www.money.it/N

 Isabella Policarpio

 5 Dicembre 2019 

I partiti di maggioranza vogliono il sistema proporzionale corretto. Scartato il maggioritario e il proporzionale puro. Il testo definitivo entro la fine dell’anno. Cosa cambia e nuove soglie di sbarramento.

Il vertice di maggioranza di ieri sulla nuova legge elettorale si è concluso con la scelta del sistema proporzionale corretto, finalizzato ad evitare un’eccessiva frammentazione dei partiti e assicurare la governabilità del Paese.

Sul tavolo di discussione sono passati al vaglio anche il sistema proporzionale puro, e quello maggioritario, che invece piace alla minoranza, soprattutto alla Lega.

La decisione verso il proporzionale corretto sembra definitiva, mentre deve essere ancora limata la soglia di sbarramento: le proposte in ballo sono il 4% o il 5% ed è ancora da stabilire se si tratterà di una soglia nazionale o circoscrizionale.

La decisione è stata comunicata dal Ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Inca che ha confermato l’impegno della maggioranza a presentare il testo definito entro la fine di dicembre.

Cerchiamo di capire come funziona il sistema proporzionale puro, cosa cambia e quali potrebbero essere gli scenari futuri.

Sistema proporzionale corretto: la legge elettorale che piace alla maggioranza

La nuova maggioranza di coalizione giallo-verde ha espresso la preferenza sulla futura legge elettorale: il sistema prescelto è il proporzionale corretto. Questo sistema, infatti, permette di valorizzare la volontà popolare ma scongiura il rischio di una eccessiva frammentazione poiché “corretto”, vuol dire che prevede una soglia di sbarramento che assicura l’eleggibilità solo ai partiti e alle coalizioni che hanno ottenuto più voti.

La maggioranza ha scartato l’ipotesi di un sistema proporzionale puro, poiché non assicura la governabilità del Paese e del sistema maggioritario, che invece è sostenuto dall’opposizione.

Il testo della legge non è stato ancora definito; entro la prossima settimana la maggioranza dovrà decidere sugli altri punti, che sono il voto di preferenza, le liste bloccate e i collegi uninominali. La versione completa della nuova legge elettorale è prevista entro la fine dell’anno.

Proporzionale corretto, nuove soglie di sbarramento

La maggioranza deve ancora stabilire quale sarà la soglia di sbarramento del nuovo sistema elettorale. Tra le opzioni possibili ci sono il 4% o il 5% ma si deve ancora decidere se si tratterà di una soglia nazionale oppure circoscrizionale, ricalcando il sistema spagnolo.

La soglia di sbarramento circoscrizionale avrebbe notevoli risvolti soprattutto sull’elezione del Senato, perché permette ai partiti/coalizioni che non raggiungono di poco la soglia nazionale di ottenere dei seggi nelle grandi circoscrizioni urbane.

Nuova legge elettorale, quando?

Come abbiamo anticipato, secondo il Ministro D’Inca il testo definitivo dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, precisamente entro il 20 di dicembre. Ma il vero dubbio resta quando la nuova legge elettorale andrebbe ai voti. Infatti le tempistiche potrebbero portare a scenari politici diversi: si ricorda, infatti, che la Lega spinta da Salvini ha già presentato in Cassazione il testo del referendum per introdurre il maggioritario e se anche la Consulta dovesse dare il suo via libera si potrebbe andare alle urne la prossima primavera.

Invece se per qualche ragione il Governo dovesse cadere prima della fine della legislatura si andrebbe ai voti con il vecchio sistema elettorale, il Rosatellum, che è un sistema elettorale misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario. Se ciò accadesse e se PD e M5S non riuscissero a trovare un accordo, la Legge Rosato potrebbe rivelarsi vantaggiosa per la Lega di Salvini, che stando agli ultimi sondaggi riuscirebbe ad aggiudicarsi tutti i collegi uninominali. Il proporzionale corretto, invece, costringerebbe la Lega ad implementare l’alleanza con Fratelli d’Italia e Forza Italia per ottenere più seggi.

A queste considerazioni deve poi aggiungersi la questione sul taglio dei Parlamentari: infatti il termine per presentare una eventuale richiesta di referendum scadrà a metà gennaio e, se venissero raccolte le firme necessarie, si andrebbe a votare in primavera, sempre che il Governo non cada prima di quella data e vanifichi la riforma.

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