Come proteggere la privacy del cellulare

Dal blog https://antograssi.home.blog/

Di Antonio Grassi

Il legame che una persona ha oggi con uno smartphone va ben oltre il normale utilizzo: il dispositivo racchiude all’interno tutta la nostra vita, lavorativa e personale, foto, video, informazioni sulla localizzazione, agenda, attività social e molto altro ancora. Questo significa che chiunque riuscisse ad accedere al vostro device potrebbe avere molte chances di violare la vostra vita privata su molti aspetti o addirittura di sfruttare tali informazioni per arrecarvi qualche danno, ad esempio rubando la vostra identità. Ecco come proteggere la privacy del cellulare.

Come proteggere la privacy sui cellulari

Una situazione che non tutti hanno bene a mente quando utilizzano quotidianamente i telefonini. Come proteggere la privacy del cellulare, quindi? Il tema è tornato prepotentemente in primo piano soprattutto dopo le rivelazioni dell’ex contractor dell’NSA, Edward Snowden, sulle attività di controllo e le intercettazioni ad ampio raggio degli utenti statunitensi e stranieri da parte dell’agenzia della sicurezza nazionale statunitense, con una scia di polemiche che continua ancora oggi, a distanza di due anni dallo scandalo.
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Ma prima di preoccuparci degli innumerevoli problemi derivanti dalle inquietanti attività di spionaggio da parte di governi e di altri enti, statali e non (un tema sicuramente da non sottovalutare, soprattutto nel mondo di oggi, connesso praticamente in ogni istante), vediamo com’è possibile imparare a difendere la privacy su cellulari, smartphone e tablet già nel nostro “piccolo”. Ecco alcuni punti importanti da tenere sempre a mente e mettere in pratica:

Qualità del suono superiore: Prova un suono nitido e fedele all’originale, mentre il Bluetooth 5 offre un accoppiamento più veloce e una connessione wireless stabile ed efficiente
Riconnessione in un unico passaggio: Basta estrarre gli auricolari dal case di ricarica e si collegheranno automaticamente al tuo telefono (dopo il primo accoppiamento)
Comodo controllo touch: Gestisci senza sforzo la riproduzione audio e le chiamate con il pannello tattile multifunzione e il microfono su ogni auricolare. Gli auricolari possono anche essere utilizzati da soli come un auricolare Bluetooth
Ottima durata della batteria: Gli auricolari da soli forniscono fino a 5 ore di uscita audio di alta qualità con una singola carica, e il case di ricarica inclusa fornisce altre 4 ricariche, per un totale di 25 ore di riproduzione
La confezione include: AUKEY Auricolari True Wireless EP-T21, Cavo Micro-USB, Tre paia di gommini, sacchetto per il trasporto, manuale d’uso, garanzia di 45 giorni per il rimborso e garanzia di 24 mesi per la sostituzione del prodottohttps://amzn.to/2SAmCu2

1. Non registrare informazioni troppo personali sul cellulare

Oggi, grazie ad applicazioni dedicate, come ad esempio KeyChain di Apple o i portafogli digitali offerti da Microsoft, Google e la stessa Mela morsicata, ci è possibile registrare tutta una serie di informazioni relative alle carte di credito, all’home banking e ad altri documenti strettamente personali (patente, carta d’identità, tesserino sanitario, etc…). Ovviamente questo tipo di sistemi offre un’adeguata sicurezza dei dati se usati correttamente.

Se, tuttavia, non siete sicuri di poter utilizzare al meglio queste app o potete farne a meno, o ancora non siete certi del livello di sicurezza pubblicizzato dalle società, tanto meglio: lo smarrimento o il furto del cellulare contenente tali informazioni non protette correttamente vi esporrebbero a rischi enormi. Furto di identità, clonazione delle carte e truffe digitali sono dietro l’angolo.

Lo stesso discorso vale anche se deciderete di vendere o buttare lo smartphone o il tablet: ripristinate il device alle impostazioni di fabbrica, eliminate tutti i backup presenti e le informazioni personali prima di disfarvene.

2. Proteggi il cellulare con password e codici

Per proteggere il device vi sono varie possibilità messe a disposizione sia dalla stessa casa produttrice, sia da applicazioni terze e dalla stessa compagnia telefonica. Citiamone alcuni:

  • il codice PIN della SIM, per fare in modo che spegnendo il telefono non sia più possibile accedervi con la scheda inserita e non sia possibile accedere alle info racchiuse nella SIM stessa;
  • il codice di sblocco dello schermo: una funzione presente praticamente su tutti gli smartphone e tablet, che consente all’utente di impostare un codice o anche “lucchetti grafici” per evitare l’accesso al telefono dopo il blocco display;
  • utilizzate app terze sviluppate da aziende credibili e attendibili, che permettono di proteggere il telefono ma anche singoli servizi, ad esempio criptando o bloccando con password la galleria delle foto, la cronologia chiamate, i messaggi o la rubrica telefonica;
  • attivate i servizi di protezione a distanza del vostro dispositivo, se presenti: ad esempio con iPhone è possibile attivare tramite iCloud “Trova il mio iPhone”, che riesce a localizzare il telefono nel caso in cui venga smarrito o rubato, ma che permette anche di cancellare i dati contenuti nell’iDevice a distanza o di farlo suonare. Ci sono servizi simili anche sulle piattaforme concorrenti Android e Windows Phone.

3. Come proteggere la privacy del cellulare con l’antivirus

Questo tema è abbastanza controverso e non tutti, quindi, hanno lo stesso parere. Android è senza dubbio la piattaforma più diffusa del pianeta e di conseguenza anche la più soggetta a virus e minacce. Il nostro consiglio è di tenere sempre gli occhi aperti, di scaricare applicazioni o altri contenuti solo da fonti attendibili (preferibilmente solo dagli store ufficiali) e sicure e di evitare l’accesso a siti di dubbia provenienza. Con questo comportamento non avrete bisogno di un software antivirus sul vostro smartphone o tablet.

Se, invece, preferite proteggervi perché non siete sicuri di poter riconoscere effettivamente le minacce, nessun problema: sul Play Store troverete molte soluzioni valide sviluppate dalle più note aziende informatiche. Affidatevi solo ed esclusivamente a società credibili. Dispositivi come iPhone e Windows Phone hanno decisamente meno minacce da cui difendersi rispetto ad Android, quindi il buon senso e una sufficiente attenzione sono già un’ottima protezione.

4. Occhio al Wi-fi pubblico

Se avete l’abitudine di connettervi su tipi di reti senza fili che non sia la vostra, fate attenzione: quando vi connettete ad una rete pubblica siate sicuri che navigando su Internet stiate utilizzando un protocollo criptato (https anziché http). Inoltre, diffidate da connessioni Wi-fi non protette: potrebbero essere degli inganni digitali aperti ad hoc che permetterebbero a malintenzionati di accedere ai dati del vostro telefono.

5. Attenzione allo spam

Link pubblicitari che vi rimandano a servizi non richiesti, pubblicità che se cliccate vi faranno attivare inconsapevolmente abbonamenti da diversi euro a settimana: lo spam è sempre in agguato, non solo nei pc, quindi attenzione a link o a banner condivisi su WhatsApp, su applicazioni non proprio attendibili, su apps social o via mail. Basterà evitare di accedervi cliccandovi sopra e sarete al sicuro.

6. Evita la localizzazione continua

E’ necessario dover tenere il GPS attivo anche quando non si utilizza un servizio di navigazione satellitare o mappe che necessitano della localizzazione? E’ necessario far sapere a tutti su Facebook o Twitter dove vi trovate in qualsiasi momento, tracciando continuamente i vostri spostamenti e rendendo pubbliche le tue abitudini quotidiane?

Questo è senza dubbio uno dei comportamenti più rischiosi che vi potrebbero esporre anche a situazioni ben più gravi (non mancano, ad esempio, casi di furti in casa organizzati da malviventi che tenevano sotto controllo i movimenti delle vittime via social network). Quando non è necessario, quindi, disattivate il GPS, il Wi-fi e altri sistemi di localizzazione: anche la batteria ve ne sarà grata!

I social network ci fanno davvero sentire meno soli?

Cosa dice la ricerca riguardo agli effetti dei social network sulle nostre relazioni e capacità sociali.

I social sono ormai parte integrante dei nostri rapporti umani ed è difficile immaginare la nostra quotidianità senza. Ma come influenzano davvero le nostre relazioni? Ci fanno sentire più o meno soli? La ricerca non dà ancora risposte chiare: da una parte si sottolinea la cattiva qualità delle relazioni virtuali, dall’altra si valorizza l’utilità dello strumento per arricchire le modalità di connessione con gli altri.  

A fronte della pervasività con cui i social sono entrati a far parte della nostra vita (cosa faremmo alla fermata dell’autobus nell’attesa? come potremmo condividere le foto delle vacanze con i nostri amici? come essere informati degli eventi presenti nella nostra città?) viene spontaneo interrogarsi su come abbiano modificato il nostro modo di pensare, di sentire e di stare con l’altro. Cosa dice la ricerca a questo riguardo? 

Perché utilizziamo i social network?

Nel 2017, i dati parlano di un uso dei social network in Italia da parte del 52 per cento della popolazione e, a livello globale, da parte di 2,8 miliardi di utenti (più di un terzo della popolazione mondiale).

La ricerca ha evidenziato cinque motivazioni principali che ci spingono all’uso della comunicazione online:

  1. mantenere relazioni e rimanere sempre in contatto con i propri amici e familiari
  2. incontrare e conoscere persone nuove
  3. compensare eventuali difficoltà di relazione e comunicazione presenti nei rapporti offline
  4. essere parte di un gruppo sociale e di una comunità
  5. divertirsi.

Quattro motivazioni su cinque hanno una natura strettamente relazionale e interpersonale. Le relazioni sono sempre state e si confermano una delle principali spinte che sorreggono le nostre scelte e le nostre azioni, incluso l’uso dei social network.

Ma i social ci rendono davvero meno soli?

I social danno per definizione la sensazione di essere “in contatto” e di essere “sociali”. Sembrano, di fatto, inserirsi nei nostri spazi di solitudine, riducendola. Ma è davvero autentica questa percezione? O alla lunga, i social peggiorano la nostra capacità di creare legami intimi e autentici?

Durante il suo discorso per la vittoria del premio Hamingway 2014, Zygmunt Bauman, sociologo polacco, ha affermato “Mark Zuckerberg ha capitalizzato 50 miliardi di dollari puntando sulla nostra paura di essere da soli, ed ecco Facebook“. E ha aggiunto “usando questi social mi metto in una cassa di risonanza, dove mi aspetto che tutti mi diano ragione. È una sorta di stanza degli specchi in cui non ci si confronta, non ci si espone realmente al dialogo che, invece, presuppone che io voglia espormi a qualcuno che la pensa in modo diverso, correndo anche il rischio di essere messo in discussione e di avere torto”.

I pro dei social network

È innegabile che i social abbiano consentito un abbattimento dei confini spazio-temporali: grazie a Facebook è diventato possibile recuperare amicizie perdute da tempo o lontane, ricontattare vecchi compagni di scuola, conoscere persone nuove senza dover uscire di casa.

I social ci aiutano a rimanere costantemente in contatto con i nostri amici, a organizzare un evento, a condividere momenti della nostra vita e a essere sempre aggiornati sulla vita altrui. Ci sostengono nel portare avanti cause umanitarie o a diffondere una petizione, promuovere eventi sociali o la propria attività lavorativa, scambiare opinioni politiche, discutere di cronaca, sentirci parte di una comunità.

Per i più timidi, i social facilitano la rivelazione di aspetti intimi di sé e consentono di mostrarsi all’altro senza il timore, talvolta presente nelle interazioni faccia a faccia, di dire la cosa sbagliata, di non essere sufficientemente attraenti o di risultare goffi e impacciati. Ciò facilita gli approcci, le nuove conoscenze e offre occasioni che la vita reale non sempre garantisce.

I contro dei social network

Attraverso internet però i rapporti umani assumono inevitabilmente una nuova forma: più semplice e accessibile ma, allo stesso tempo, più indiretta e mediata di quella a cui erano abituati i nostri nonni. Il corpo e la comunicazione non verbale trovano minore spazio e se ciò, da un lato, semplifica le relazioni, dall’altro le priva di una dimensione fondamentale di vicinanza e contatto autentico.

Inoltre, osservare la vita altrui attraverso i social può generare distorsioni e farci sentire meno realizzati e felici degli altri. I social ci offrono tanto la possibilità di accedere in maniera semplice alla socialità quanto di averne una visione distorta, ostacolando quindi un successivo accesso ad una socialità “fisica” e la possibilità di presentarci agli altri con i nostri difetti, con le nostre difficoltà e con i nostri momenti bui.

Cosa dice la ricerca?

Una ricerca del 2011, trova le possibili risposte a queste domande in due teorie predominanti in letteratura sull’uso dei social nei giovani: la teoria del Disimpegno e la teoria della Stimolazione.

La teoria del Disimpegno si fa portavoce delle conseguenze negative che i mezzi di comunicazione online hanno sul benessere psicologico: da un lato, sottraggono tempo che potrebbe essere dedicato ad amicizie “reali”, dall’altro, stimolano la tendenza dei ragazzi a intrattenere relazioni con sconosciuti, di breve durata e non emotivamente significative.

La teoria della Stimolazione, al contrario, sostiene che la comunicazione online permetta di arricchire il contesto relazionale e rappresenti un’opportunità di crescita e adattamento sociale. Tale teoria è sostenuta da ricerche che mostrano come i social e le applicazioni di instant messaging come Messenger o WhatsApp favoriscano la qualità delle relazioni interpersonali dei giovani. Inoltre, ulteriori ricerche hanno messo in evidenza come il mondo online possa, talvolta, configurarsi come trampolino di lancio per il mondo offline e rappresentare uno strumento che consente di consolidare le relazioni amicali già esistenti. Nel 2006 Amichai-Hamburger e McKenna scrivevano “Internet ha un enorme potenziale per creare contatti sociali effettivi. Le sue caratteristiche uniche costituiscono un’ottima base: permette, per esempio, di creare un ambiente sicuro, diminuire l’ansia, ridurre le distanze geografiche, contenere notevolmente i costi e favorire il contatto intimo e la cooperazione“.

In generale, sembrerebbe che gli effetti dell’uso dei social dipendano da diversi fattori, fra cui le caratteristiche di personalità. Per esempio, sembrerebbe che le persone estroverse utilizzino i social network per migliorare ulteriormente la loro rete sociale, mentre gli introversi li utilizzino per compensare le loro difficoltà relazionali trovando supporto e compagnia.

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