Consumismo

Dal blog https://antograssi.home.blog/

Di Antonio Grassi


IL consumismo è uno degli aspetti più controversi delle moderne società occidentali poiché coniuga fattori positivi con altri negativi e un giudizio negativo globale non può comunque prescindere da un’analisi approfondita. Prima di esaminarlo, diamo la definizione classica: il consumismo consiste nell’aumento dei consumi, sostenuto in gran parte dalla pubblicità, con effetto espansivo sulla produzione e ulteriore bisogno indotto di nuovi consumi.
Gli aspetti positivi del consumismo
Il consumismo è sicuramente legato al fatto che la società in cui si diffonde è economicamente avanzata. Infatti, una caratteristica del consumismo è che tocca un ampio strato della popolazione e quindi è indice di ricchezza non marginale. Il consumismo è quindi tipico dei Paesi più ricchi. Questa affermazione può non essere condivisa da chi continua a vedere le difficoltà economiche di questi Paesi, ma è indubbio che parlare di consumismo in uno Stato del Terzo Mondo sarebbe abbastanza assurdo.

Sicuramente il consumismo sostiene una parte dell’economia di questi Paesi e va compreso quando e come promuoverlo. L’attuale eccessiva propensione a esso deve essere corretta in base a una valutazione razionale degli aspetti positivi.

Gli aspetti negativi del consumismo
Gli aspetti negativi sono essenzialmente di ordine economico e psicologico.

Dal punto di vista economico, già il marxismo metteva in guardia dal santificare i consumi, ma il fatto che il consumismo interessi ampi strati della popolazione lo rende un pericoloso fattore di instabilità sociale. Se da un lato dovrebbe sostenere la produzione, dall’altro, in momenti di crisi, può deprimere ulteriormente i ceti meno abbienti comunque entrati nella spirale consumistica. Non è difficile notare che molti degli intervistati sulle difficoltà economiche di un Paese sono vittime comunque di un consumismo ormai irrinunciabile, per esempio la persona che racconta come sia difficile arrivare a fine mese e poi nell’aspetto rivela un’attenzione a tante costose frivolezze.

Dal punto di vista psicologico, il consumismo amplifica la sindrome del compratore in colui che identifica la soddisfazione esistenziale nell’acquisto e nel consumo di beni materiali.

L’inclinazione allo shopping è l’esempio più classico di questa sindrome che è ampiamente diffusa nella popolazione. Chi, in giro per turismo o per semplice piacere, non prova il desiderio di acquistare comunque e sempre qualcosa, a prescindere dai propri bisogni reali? Chi non si circonda di cose del tutto inutili semplicemente perché “carine”? Chi non ha nel guardaroba abiti messi solo due o tre volte (con un “costo per occasione” stratosferico!)? Chi non ha nella biblioteca libri che non ha mai avuto il tempo di aprire? Sotto questa luce psicologica, il consumismo è l’acquisto di merci che poi non servono a nulla di concreto. Ed è sicuramente negativo.

La correzione di questi problemi consiste quindi nell’indirizzare verso i consumi veramente utili all’incremento della qualità della vita (consumismo qualitativo).

Consumismo
Una caratteristica del consumismo è che tocca un ampio strato della popolazione e quindi è indice di ricchezza non marginale.

Consumismo e personalità
Potrebbe sembrare che la personalità degli apparenti sia quella più interessata perché l’acquisto è il primo anello della catena che li fa apparire. Paradossalmente, a loro anche ciò che inutile serve… per apparire. Se è vero che il consumismo è molto diffuso fra gli apparenti, non sempre è così poiché non è detto che un apparente sia vittima della spirale consumistica; se è abbastanza accorto economicamente, per lui l’acquisto non è una droga (in fondo gli basta avere una Ferrari!).

In realtà, la personalità che non sfugge al fenomeno è quella dei sopravviventi; infatti la sindrome del compratore tende a colmare un vuoto esistenziale, a dare un senso alle giornate, rivelando una sostanziale insoddisfazione della vita che, a differenza che negli insoddisfatti (che sono tali per perfezionismo), tendono a colmare con stratagemmi vari, uno dei quali è appunto il consumo immotivato.

Per il resto, il consumismo è un fenomeno trasversale nelle personalità e tende a essere una conseguenza piuttosto che una causa. Per esempio, nell’irrazionale la tendenza al consumo è spesso causata da un’assoluta incapacità di resistere a messaggi pubblicitari ingannevoli (“devo dimagrire? Compro l’ultimo ritrovato!”); nel debole il consumo è spesso provocato o imposto da altri ecc.

Come vivere i consumi
È fondamentale farsi la domanda di San Francesco: serve? A chi è dotato di spirito critico tale domanda consente di evitare le lusinghe della pubblicità più accattivante o più ingannevole (nel senso che crea falsi bisogni per stimolare all’acquisto).

Nell’articolo quando i soldi non bastano mai viene evidenziata la corretta strategia conseguenza di questa domanda, evitando di cadere vittima dei consumi. Dal punto di vista psicologico è qui interessante notare come il consumismo faccia a pugni con la semplicita’del soggetto e quindi predisponga a essere apparenti.

Non si deve invece confondere con il consumismo qualunque propensione all’innovazione tecnologica, purché ragionevole, né quella di voler sostituire a minori costi ciò che è ormai vecchio, guasto o comunque superato.

Cenni storici
Se già Karl Marks aveva individuato nel capitalismo una certa tendenza al consumo (che definì in modo alquanto pittoresco come feticismo della merce), per parlare di consumismo come fenomeno di massa è necessario attendere il termine della seconda rivoluzione industriale; in molti Paesi interessati da questo epocale cambiamento, infatti, le persone iniziarono a comprare, oltre ai beni di prima necessità, anche quelli secondari e superflui.

Fu poi negli anni ’60 del secolo scorso che le economie degli Stati Uniti d’America e dei Paesi dell’Europa occidentale attraversarono un grande periodo di espansione che, unito a leggi che ridussero molte diseguaglianze economiche, fece sì che in questi Paesi si raggiungesse una prosperità che fino a quel momento era praticamente sconosciuta ai più; l’arricchimento generale portò a un notevole incremento della domanda di moltissimi beni di consumo; nel corso degli anni, il consumismo è stato poi aiutato dalla grande diffusione di strumenti che favorivano il credito al consumo, in primis le carte di credito e le vendite a rate.

Come fare soldi online su internet: 2 premesse
Si parla spesso di guadagnare soldi online, ma come è possibile creare delle rendite di guadagno online seriamente e in modo sicuro? In questa guida completa vediamo alcuni metodi per guadagnare con internet in riferimento a chi opera nel settore del Web. Ma prima sono necessarie due premesse importanti, che sfatano due miti die hard sul tema.

Mito n° 1: Guadagnare online è un hobby
Prima premessa: guadagnare online è un vero e proprio lavoro. Può essere visto come un lavoro part time, da svolgere accanto alla propria professione principale, ma è pur sempre un’occupazione che richiede tempo, molto tempo e impegno. Una volta automatizzata può diventare più veloce da gestire, ma bisogna abbandonare l’idea che il guadagno online sia qualcosa di semplice, automatizzato fin dall’inizio, privo di competenze tecniche ed esperienza. E veniamo al secondo mito.

Mito n° 2: Guadagnare online è per tutti.
Falso. Chissà perchè abbondano i blog di “internet marketers” il cui interesse sembra essere “guadagnare con internet”. A una veloce indagine, si capisce che si tratta di persone che di web marketing sanno ben poco. Nulla di male in questo, se non fosse che per rendere l’attività di guadagno con internet redditizia e costante servono competenze tecniche ed esperienze. Quali? In una veloce e insufficiente carrellata: sapere installare e configurare e gestire un sito con WordPress o altri CMS, competenze in ambito SEO e web marketing, conoscenza approfondita degli strumenti di guadagno online…

Sfatati questi 2 miti, veniamo ai 10 principali metodi per guadagnare o fare soldi con internet. Una premessa: non parlerò di cose del tipo “guadagnare rispondendo ai sondaggi” o “guadagnare guardando dei video”, ma di fonti di guadagno online serie e testate personalmente e da molti altri.

Occasioni da non perdere
Guadagnare online: 10+1 metodi per guadagnare con internet seriamente

1 Guadagnare con internet facendo consulenza nel web (marketing/design)

La consulenza nel web è il primo metodo, il più classico, per lavorare e guadagnare con internet.

Pro: consente di lavorare ovunque, sulla classica spiaggia tropicale (purchè dotata di una connessione veloce) alla propria casetta.

La consulenza nel web è il primo metodo, il più classico, per lavorare e guadagnare con internet.

Pro: consente di lavorare ovunque, sulla classica spiaggia tropicale (purchè dotata di una connessione veloce) alla propria casetta.

Contro: richiede competenze tecniche avanzate (per saper fare bene il tuo lavoro), competenze relazionali e commerciali (per sapere portare a casa dei clienti), molto tempo, massima customizzazione e automatizzazione quasi nulla. Ah, non dimenticare che lavorare nel web significa partita iva, che significa vita dura a livello fiscale.

Il primo passo per trovare dei clienti come freelance? Iscriversi a siti come https://www.twago.it/. Per i web designer, una buona fonte di reddito può essere costituita dalla vendita di temi, template e plugin su Theme Forest.

2 Guadagnare online con la pubblicità PPC di Adsense (o alternative)

Altro metodo di guadagno su internet è la pubblicità di Adsense (o altre alternative ad Adsense basate sul sistema Pay per Clic o Pay per Impressions)

Pro: una volta impostato, il metodo è automatizzato.

Contro: ti serve un sito, ti servono (molte) visite, quindi tanti articoli o tanta promozione online. Google Adsense paga da qualche centesimo a clic in su a seconda della nicchia del tuo sito. Quindi, devi avere una nicchia che viene pagata tanto su Adsense (un esempio? L’ambito finanza). Ah, Google Adsense bonifica al raggiungimento dei 75 euro.

Per iscriverti al programma, vai su https://www.google.com/adsense/.

3 Guadagnare con le affiliazioni PPS o PPL

Cosa sono le affiliazioni? Puoi vederlo come un accordo tra un’azienda e un blogger. L’azienda dice al blogger: promuovi il mio prodotto o servizio, se un cliente lo compra tramite il tuo sito, ti erogo una percentuale sul prodotto venduto (Pay per Sell) o una somma una tantum sul contatto acquisito (Pay per Lead).

Pro: una volta impostato, il metodo è automatizzato.

Contro: ti serve un sito, ti servono (molte) visite targetizzate, quindi tanti articoli o tanta promozione online. Ti serve credibilità. A volte certe affiliazioni sono poco serie. Ulteriori info le puoi trovare sul maggior forum italiano sul tema (http://www.alverde.net/forum/). Per iniziare è sufficiente iscriversi a uno dei principali network di affiliazione come Zanox.com e Tradedoubler.com, che mettono in comunicazione l’azienda (Advertiser) con il blogger (Publisher).

4 Guadagnare vendendo banner

Se hai un sito con molte visite, visualizzazioni di pagina etc, qualcuno potrebbe essere interessato a collocarci un banner.

Pro: una volta impostato, il metodo è automatizzato.

Contro: ti serve un sito, ti servono (molte) visite targetizzate, quindi tanti articoli o tanta promozione online. Devi trovare il cliente che compra il banner e ciò può non essere semplice. Per iniziare, ci sono dei marketplace abibiti proprio a questo, come l’ADV Store del già citato Alverde.net: http://www.alverde.net/advstore/

5 Guadagnare vendendo Link (Caution!)

Attenzione! Il punto n° 5 è espressamente vietato dalle norme di Google. Eppure si fa. In rete è presente un sottobosco (nemmeno tanto sotto) di vendita di link, perlopiù inseriti all’interno di articoli sotto forma di Guest Post.

Pro: può essere una buona fonte di reddito.

Contro: E’ espressamente vietato dalle norme di Google. Bisogna trovare i clienti che comprino il link.

Come iniziare? Ci sono forum con delle sezioni specifiche su questo, come ad esempio:

http://www.alverde.net/forum/comprare-o-vendere-links-online/
http://www.giorgiotave.it/forum/link-e-pubblicita-aste-vendita-ed-acquisto/
O dei siti che fanno da medium tra chi vende e chi compra, come Blogmission o SeedingUp.

6 Guadagnare con i contenuti correlati (New!)

Questa è nuova. Forse avrai notato come sotto i maggiori quotidiani nazionali siano presenti dei link con immagine a contenuti correlati, alcuni sponsorizzati. E’ la nuova frontiera dell’advertising online, che volendo bypassare il fenomeno della banner blindness, ovvero il fatto che le persone evitano le pubblicità come la peste, propone degli ads sotto forma di contenuti sponsorizzati. Un esempio è l’italiana Upstory.it. Altrimenti la lista è lunga: http://www.outbrain.com, http://ligatus.com , https://taboola.com/…

Pro: una volta impostato, il metodo è automatizzato.

Contro: ti serve un sito, ti servono (molte) visite targetizzate, quindi tanti articoli o tanta promozione online.

7 Guadagnare vendendo (o parcheggiando) domini / siti web

Ne abbiamo già parlato approfonditamente: la vendita di domini o siti web o il parcheggio domini possono essere due modi di monetizzare domini non utili.

Pro: c’è un mercato enorme. Possibili guadagni ingenti.

Contro: oltre a saper vendere, bisogna saper comprare.

Come iniziare? Ottimi domini da (ri)vendere possono essere scovati su Nidoma.com o Match.it. Per vendere il tuo dominio, ci vengono in aiuto alcuni forum, come il Website Marketplace di Alverde (http://www.alverde.net/wem/), o il già citato Match.it.

#8 Guadagnare vendendo prodotti informativi
Lo ammetto, il termine “infoprodotti” mi fa venire i brividi. Non perchè la vendita di prodotti informativi correlata al tema del proprio sito sia un brutto metodo per guadagnare su internet, ma per l’abuso che si fa del termine.

Pro: ottima fonte di reddito passivo.

Contro: Per questo metodo valgono purtroppo in pieno i primi due miti visti all’inizio: vendere “infoprodotti” richiede traffico, molto traffico targetizzato, credibilità, competenze di (web) marketing. Astenersi improvvisati quindi. Altro contro: il tempo. Creare un ebook, o un video corso richiede conoscenza dell’argomento e mooolto tempo.

Come iniziare? Individua una nicchia e scrivi di ciò che conosci bene e ti appassiona. Poi puoi sempre vendere il tuo ebook online o su Amazon.com, o il tuo video corso su Udemy.com.

Per i prossimi due metodi usciamo un pò dal seminato. Ovvero: non ti servirà un sito web ma ti servirà altro: prodotti o competenze specifiche.

9 Guadagnare vendendo prodotti fisici

Ebay, Amazon. Bastano questi due nomi per farti capire le potenzialità di guadagnare online vendendo prodotti fisici.

Pro: clienti illimitati, bassi costi di gestione.

Contro: tutti i mazzi del commerciante, eccetto quelli che riguardano lo stoccaggio (forse).

Come iniziare? Scegli un prodotto che ti interessa. Non puoi avere un magazzino? Valuta il Dropshipping. Buttati.

10 Guadagnare vendendo foto, articoli…

Ti piace fotografare? Smanetti con Photoshop? O ami scrivere?

In entrambi i casi le possibilità di guadagno ci sono. Nel primo basta iscriversi a uno dei servizi online di vendita foto on demand, inserire le proprie immagini e aspettare.

Nel secondo basta proporsi come copywriter, nei tanti forum del settore o nei content marketplace come Melascrivi, o2o, Great Content, Textbroker, TextMaster.

Pro: consente di guadagnare online, seguendo le proprie passioni.

Contro: richiede competenza. Dura camparci.

11 Guadagnare con un metodo che scoprirai tu

Che metodo è? Il migliore.

Pro: ci sono molti altri metodi e qualcuno è cucito su misura per te. Cerca, informati nei forum del settore, sii curioso.

Contro: richiede tempo, molto tempo.

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