Tra pietra e pietra

Marco Zuanetti

Così, tra pietra e pietra seppi che sommare è unire e

che sottrarre ci lasciasoli e vuoti.

Che i colori riflettono l’ingenua volontà dell’occhio.

Che i solfeggi e i solimplorano la fame dell’udito.

Che le strade e la polvere sono la ragione dei passi.

Che la strada più breve fra due punti è il cerchio che li uniscei n un abbraccio sorpreso.

Che due più due può essere un brano di Vivaldi.

Che i geni amabili abitano le bottiglie del buon vino.

Con tutto questo già appreso tornai a disfare l’eco del tuo addio e al suo posto palpitante a scrivere

La Più Bella Storia d’Amore ma, come dice l’adagio non si finisce mai di imparare e di dubitare.

E così, ancora una volta tanto facilmente come nasce una rosa o si morde la coda una stella fugace, seppi che la mia opera era stata scritta perché La Più Bella Storia d’Amore è possibile solo nella serena e inquietante calligrafia dei tuoi occhi.

La più bella storia d’amore, Luis Sepúlveda

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