In che acque navighiamo? O siamo fermi al passo?

(la foto fatta da me del mare “scomparso” per marea a San Pieterburding integra il testo)

Di Gianni Gatti https://parolelibere.blog/

C’è un partito, il M5S, fatto di auto-emarginati alla corda che non si danno pace e ovviamente aiutato, in senso negativo, dai media come cultura di potere, ormai sembra preda di iniziative personali di alcune personalità (personalità ? Casaleggio, Crimi , Dibba, ecc ), mentre il collettivo non c’è e strumenti di comunicazione neppure.

Non è per pestare nel mortaio che già li sta triturando con la rappresentazione assurda di maggioranza parlamentare(a rischio per molti che hanno detto basta con varie motivazioni) e di estrema minoranza sociale sul territorio.
Siamo figli di un Italia che porta anche a questo, fatta leva su alcuni principi etici hanno cercato di farne bandiera (onestà, trasparenza, democrazia) ma ormai pare decisamente sfilacciata. Nessuna metafora particolare, ma la mancanza di capacità politica e la centralizzazione da min cult pop lasciano pochi dubbi: quelli ancora rimasti, saranno pure onesti, ma non servono a nulla sul piano politico, neppure a reggere il peso come opposizione al regime.

Le scelte continuano a farle in tre e tutti gli altri o applaudono ….o applaudono Questa forma di contraddizione parolaia pur essendo palese è depistaggio mediatico
Poiché la ricerca di soluzioni interne non può essere separata da questioni di merito generali.

Dove prendere i soldi e quando, per un vero cambiamento strutturale economico e sociale?

Quale progetto di sviluppo complessivo e con quali tematiche ritorno ai territori per salvaguardarne gli interessi che la pandemia sta sconvolgendo?

Quale idea di democrazia partecipata deve muovere per riprendere il terreno dell’abbandono politico e dell’astensionismo?

Quale idea di moneta vorremmo fosse in uso concreto e da promossa da chi?

Quale aiuto lo stato può dare ai comuni fin qui usati come parte in causa a scarico delle spese, delle risolse nazionali mancanti (bilancio di pareggio, infrastrutture, burocrazia tecnica, ecc)?

Quale progetto di riconversione si può pensare in alternativa a produzioni di armi, di chimica distruttiva anche ambientalmente?

Come può l’Italia avere finalmente una vera autonomia di azione diplomatica senza partecipare e spendere risorse per difendere interessi privati o della NATO con missioni militari molto costose all’estero ovunque?

Qual’è la situazione della sanità pubblica preda di prenditori privati e senza progettualità territoriale o sociale ?

Qual’è lo stato dell’arte della situazione dell’istruzione pubblica dall’asilo all’università al netto del cambio “epocale” dei banchi a rotelle?

Ognuno ha occhi per vedere e orecchie per sentire, sono domande INSOLUTE che vagano fra le pg dei media o nei talk televisivi, ormai nel disinteresse complessivo. La brutta piega del “partito degli onesti” che si fa fagocitare e per sopravvivere non cambia ne metodo di azione, ne merito di temi, studia rivoluzioni come: alleiamoci col PD.

Certo è una soluzione, ma per cosa?

Se non hai chiari gli obiettivi la diplomazia non serve ad una mazza. I numeri in parlamento impongono alleanze, ma se non hai forza popolare alle spalle a chi vuoi imporlo, oltretutto senza una strategia minima e massima definita?

Come Tafazzi insistono, ma senza concreta possibilità di arginare le idee di questo Partito Democratico che ovunque stoppa inizi di modifica, che perpetua percorsi come da storia ormai consolidata(sanità privatizzata e affaristica, MES, Sure, Recovery Found, lavoro e welfare, interventismo estero, difesa delle grandi imprese,ecc) .

Renzi, come Calenda, non è solo una arrogante rappresentazione dell’altra faccia della confindustria d’assalto alla Bonomi,, ma il consolidato epilogo di un metodo di pensiero in se conseguente.

Sono quelli che vogliono “migliorare” questo capitalismo finanziario, ma senza possibilità di cambiare regole globalmente imposte.

E’ troppo pensare, per chi ha smesso di essere sociale e territoriale, di riprendersi le città (non impossibile in molti posti) dialogando banalmente con i cittadini, con associazioni e gruppi civici presentando proposte, ascoltando, raccogliendo competenze e poi DOPO ragionare su rappresentanza nelle istituzioni.

Chi ha votato Sansa alle regionali, oggi non sa che pesci pigliare, si sente scollato,…. sono ritornati gli apparati dei vecchi poltronari sui territori a promuovere se stessi….e il gioco ricomincia affichè nulla cambi

Gianni Gatti

Savona, 1/10/2020

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