COSA C’E ANCORA DA SAPERE DELLA REALTA’ SOCIALE?

Ho visto una parte del servizio di ieri alla Tv sul tema del lavoro e della crisi. Quando te lo spiegano con numeri ed interviste passate in video pare chiaro il problema che stiamo vivendo. Mentre la maggioranza dei media pesta nel mortaio delle mascherine e delle app, stanno avvenendo fatti gravi.

Alcune evidenze messe in luce da Iannacone :

1) dopo gli annunci di qualche mese fa di Conte su 400 miliardi messi a disposizione delle banche per finanziare forme di Recovery Found si evidenzia che non arriva al 25 % la richiesta soddisfatta delle imprese perché la maggioranza delle banche non ha interesse a finanziare con soldi presi dalla UE ed elargiti sotto tutela statale con bassi interessi, quindi mette ostacoli e lungaggini. Vi sono imprese solide entrate nel circuito della centrale rischi per 1.700 euro di una multa non pagata che non ne hanno possibilità di accesso per salvare la propria attività.

2) il 22 % delle imprese sono di Grandi Dimensioni ed hanno senza problemi avuto accesso a questi finanziamenti non perché avessero debiti da pagare o sofferenze, ma perché era per loro conveniente e garantito fare così, sottraendo dalla quantità a disposizione del governo ingenti quote che spetterebbero a chi davvero ne ha bisogno. Una per tutte all’FCA (ex FIAT) hanno concesso 6,7 miliardi di euro

3) Tutti gli indicatori economici e gli analisti dicono quello cui potrebbe arrivarci anche la famosa “casalinga di Voghera”, cioè c’è una quota molto alta fra le piccole medie imprese che già erano in sofferenza di lavoro e quindi di liquidità per aspetti di mercato e con il lockdown sono state travolte, ora chiedere a loro di fare un altro prestito sia pur a costi bassi è una scelta sbagliata e ovvia.

4) Questa epidemia sta cambiando in corsa, velocemente tutto il mercato del lavoro, le produzioni e gli investimenti. Interi filiere del commercio, del turismo, della produzione artigianale, della cultura, del divertimento, ecc stanno per essere sommerse, cancellate. Con loro tutti i collegamenti collaterali non evidenti che a catena sono travolti.Per capirci se il ristorante dimezza i posti e fatica a stare aperto dimezza personale, salta pagamenti di bollette, compra meno alimentari o sceglie quelli meno di costosi di qualità scadente, i contadini si trovano con prodotti invenduti e devono ridimensionarsi, rende meno gradevole l’offerta turistica nelle città, chiama meno la manutenzione per i macchinari che usa, ecc, ecc.

Non ci sono salvezze in vista a questa denuncia forte documentata che coinvolge milioni di persone in Italia(ma anche nel mondo)

Alla domanda di un intervistatore del programma tv, come potrebbe essere risolte le difficoltà degli attori economici, un analista-economista rispondeva parlando di “ELICOPTER MONEY”

In sintesi devono prendere soldi e REGALARLI a pioggia, anche se è ovvio che una quota andrebbe persa fra chi non ne ha davvero necessità.

Qui due aspetti vanno evidenziati:

– chi oggi NON ha bisogno di chiedere finanziamenti perché i soldi li ha( oltre alle grandi Aziende come messo in luce dal servizio tv in “buona forma economica”), va dentro due categorie precise la CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E LA FINANZA SPECULATIVA

Il che significa che molte delle piccole, medie attività produttive in crisi sarà costretta a SVENDERE e accettare condizioni capestro, tutto con patina di legalità assoluta proprio a questi avvoltoi . L’emergenza è a loro totale favore, anzi proprio incentivata.

– Se anche ci fosse un moto di vita da questo governo a trazione PD e decidessero di farlo (ammesso e non concesso che trovino le risorse) NON sarebbe sufficiente fare “beneficenza sociale”.

E’ logico che un bel gioco può durare poco e se pur a fronte di un welfare auspicabile ed intelligente potrebbe durare uno spazio temporale non lungo, certificato da un debito nazionale di circa 2.600 miliardi.

Dare sovvenzioni a pioggia è un atto auspicabile dello stato verso i propri cittadini, ma se non crea attraverso un piano organizzato, controvalore vero attraverso lavoro, produzione rinata e ricresciuta, se non rientra in circolo un economia virtuosa di non spreco, di adeguamento al cambio climatico, di attività con al centro non le imprese, ma i bisogni delle persone sui territori non c’è futuro. Perché significa che nulla cambia e la globalizzazione chiude in una morsa mortale le singole attività delle nazioni in un eccesso di finanziarizzazione estrema.

E questo deve essere appunto il piano nazionale che oggi non c’è per ricreare condizioni, diritti e doveri in modo tale da poter essere utili. Il governo in concreto gioca a scaricabarile sui comuni, “forte” della giustificazione del bilancio di pareggio imposto dall’EU.

Chi ha un impresa anche piccola sul territorio deve avere una forma di utilità sociale, se produce per esempio una chimica pericolosa e distruttiva deve cambiare ed essere aiutato a riconvertirsi. Ogni reddito o aiuto concesso deve avere per forza a breve termine una forma di compensazione sociale o non potrà durare, creerà danni a chi è in pensione, ad altri soggetti indiretti, poiché ormai la soglia povertà è fra 9 e 10 milioni di persone e non può che allargarsi questa forbice, mentre l’intero ceto medio deve cambiare modi di comportamento e attenzione.

Non può essere SOLO al centro l’importanza della sopravvivenza come impresa in sè, ma deve essere dentro una comunità che è legata e vincolante. Altrimenti poi, come mille esempi oggettivamente dimostrano, dopo aver fatto profitti individuali rimangono i costi sociali di inquinamento pagati pubblicamente.

Pare proprio che non stiamo andando verso questo sistema, che va pensato, organizzato e anche centralizzato, perché se l’azione è sui territori la programmazione deve avere un ordine ovvio.

La NON discussione su “dove prendere “ i soldi se dalla Tojka o altrove è dentro questa scelta politica, perché mentre si rimandano le decisioni o meglio le scelte sono fatte attraverso l’ignavia di NON DECISIONI nel tempo, la vita reale continua e a mettere toppe poi si fa fatica, diventa impossibile.

Gianni Gatti

Savona 11/10/2020

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