Perche sul tema energia si combatte “solo” in nome della salute?

Un comunicato del gruppo di Sansa, regionale del PD di oggi mi costringe a ribadire cose già dette ma importanti a mio giudizio.

Mi permetto di contestare le parole del comunicato : ” che riguarda il futuro sanitario per decine di migliaia di persone per i prossimi 30 anni…” .

E’ assolutamente giusta l’affermazione, ma limitativo ragionare in questi termini e ci sono motivi preoccupanti per la non diversa concezione del tema energia anche in risposta all’incontro fra forze amministrative, comitati e politiche con la controparte proponente la nuova centrale a gas metano di Vado Ligure.

La tecnologia è andata avanti e se arrivassero a proporre di mettere filtri antiparticolato esistenti ma costosi da installare e da manutenere allora nessuna opposizione ?

La partita energia lì si gioca su aspetti diversi:

1) la salute come corollario di spese pubbliche ai costi e danni alle persone e all’ambiente

2) la convinzione indiretta da far passare mediaticamente che “serve più energia oggi” e non è vero, dati alla mano a portata di chiunque

3) La concentrazione di potere energetico contrario alla stessa direttiva 20.20.20 dell’EU del 2017 che parla di democrazia energetica, dettaglia come dare in poche mani private quella gestione per produrre e distribuire energia, come altri beni comuni tipo acqua, sanità con tutti i costi connessi spalmati per anni sulle bollette (decise da ARERA ente privato di controllo pubblico)

4) non si dà sostegno sufficiente all’uso dei vari incentivi tipo superbonus 110% , alla formazione di COMUNITA’ ENERGETICHE, che aprendo al vero RISPARMIO ed efficienza energetica rende inutile ogni incremento di produzione. Provvedimento che è stato licenziato sotto il governo Conte 2 da PD e M5S ed oggi lasciato al caso o ignorato sui territori, dimenticato pure come argomento utile.

Non c’è un progetto di energia discusso e chiaro che a partire da un modello di sviluppo a misura d’uomo non del profitto, considerando che energia ed economia sono due elementi interconnessi e con risvolti sociali (tanto meno lo è il PNIEC nazionale) si tenta di cavalcare solo la protesta di comitati e associazioni si rischia di essere parziali e poco efficienti.

Il discorso DEVE essere molto più ampio soprattutto dopo le dichiarazioni stampa di Cingolani nuovo ministro della transizione ecologica che vuole impostare lo “spendificio” con parte del Recovery Plan pubblico sulla ricerca della fusione a freddo contro ogni logica ragionevole e diversa.

Ci sono gruppi sociali che su questa traccia si stanno muovendo, ma senza un vero dialogo fra PARTI LESE senza mettere il confronto al primo posto e allora facile vincere per il Sistema di potere che passa attraverso partiti e grandi imprese con mezzi e competenze.

Questa cosa deve finire non c’è solo una battaglia da portare a termine, ma una guerra complessa da vincere nel tempo.

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