La domanda è: ma quali sono le strategie di Speranza e del governo dell’inciucio per sconfiggere il Covid -19 ?

Sostanzialmente una: Il vaccino . Punto!

Non sono un competente in materia, ma da un punto di vista generale, come cittadino qualunque mi chiedo come mai questa linea d’azione fa paura a molti assieme alle mille incongruenze gestionali della sanità oggi.

C’è un rapporto fra stato, istituzioni e strutture medicali preposte che mette i brividi. Mentre fiumi di parole dei media e dei rappresentanti dei partiti scorrono da nessuna parte si vedono cambiamenti tangibili nella conduzione della sanità. Il PNRR viene applicato con le condizionalità imposte dalla EU per una “ripresa e resistenza” dell’esistente. Come se non avessero tagliato risorse in dieci anni per 36 miliardi varcando la soglia di mercificare anche la salute e dove se non rende, si chiude.

Ancora oggi milioni di prestazioni mediche sono negate o rimandate a data da destinarsi. Sono fatti non idee.

Non è prevista nessuna vera medicina preventiva, nessuna costruzione (neppure in prospettiva ) di medicina territoriale, di punti di quartiere con consultori, case della salute,comprese forme abitative per anziani autosufficienti in co-hausing, Poche assunzioni di personale qualificato medico ed infermieristico, ecc(come richiesto dalle condizioni di prestito della UE). Nessun vero coordinamento di dati e centralizzazioni di gestione sanitaria. Morti e asintomatici usati come scudo per proposte di gestione.

La salute non è solo sanità e…poche discariche e punti territoriali di inquinamento risolti e bonificati, mentre le imprese continuano a riproporre biodigestori, energie fossili a gogò, trasporti su gomma.

Una politica miope che invece di efficientare l’attuale struttura pubblica, di eliminare alla radice elementi di nocività collettiva, si dedica a rilasciare ai privati interi ospedali, reparti e settori di intervento.

Lasciamo stare le polemiche, pur necessarie, sulla gestione dei vaccini le liti sui numeri passati dai media quotidianamente, le mancanze di fatto per mesi di dosi promesse da contratti EU e NON a disposizione, il “Generale” che pare abbia lo stesso ascolto e autorità di Paperino e vediamo che le rimostranze non sono una finta guerra fra Novax e Sivax perché sarebbe una riduzione del senso dello scontro.

A chi chiede garanzie di certificazione di vaccini non sufficientemente testati rispondono con la messa in cassa integrazione a zero ore, anche se sono persone utili e perfettamente inserite nella struttura di lavoro eseguendo ogni necessità con competenza.

Qui non cambia nulla e le risorse del PNRR di Draghi lo certificano e ci fanno credere che ormai siamo lanciati ad aprire e a …convivere col la pandemia.

Lasciamo l’incredibile muro del coprifuoco senza senso che ha solo il significato che non ci sono neppure le risorse fisiche di chi dovrebbe controllare e mantenere sicurezza o sono insufficienti, anzi sono molto insufficienti.

Chiunque abbia fatto qualche giro fra comuni lo vede che i controlli sono davvero uno su mille.

Cosa voglio dire?

Strategia sbagliata, ma non per ideologia, ma perché persegue una politica a cui si sono accodati tutti i partiti ed il governo Draghi ovviamente ne è l’interprete. Un modello di sviluppo dedicato al profitto meta ormai in difficoltà e riproposto nel pieno di una crisi di sovraproduzione.

Con le grandi imprese all’attacco su scala globale su sponsorizzazione della finanza e delle banche per riproporre le stesse cose che hanno condotto loro stessi in un vicolo cieco, dove i margini si riducono e solo quelli che che in questo periodo hanno superato per dimensioni e capacità proponendosi su scala internazionale hanno oggi posizioni che fanno paura persino ai singoli governi.

Amazon, Google, e mille altre Grandi imprese fanno causa ia governi che non lasciano loro mano libera grazie ad accordi EU, oltre ad avere fiscalmente sede in paesi off-shore con tassazione minimale che non fa cadere nulla dalle loro mani

Quindi serve sicuramente continuare a porre dubbi sulle iniziative, sulla storia dei colori regionali, sulle conduzioni delle varie iniziative e delle proposte mascherate nel PNRR e non per questo si diventa negazionisti, anzi capire la realtà effettiva è proprio il problema oggi.

Gianni Gatti

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