La fabbrica della manipolazione. I punti deboli dei poteri forti

Dal blog https://www.agoravox.it/

diDamiano Mazzotti (sito)
venerdì 18 giugno 2021

“La fabbrica della manipolazione” è un saggio fluido e documentato che descrive molto bene l’interazione tra i media, i centri istituzionali e i grandi poteri finanziari familiari (Enrica Perucchietti, Gianluca Marletta, 2014-2021, www.ariannaeditrice.it, 207 pagine, euro 14,50).

Negli ultimi mesi l’informazione indipendente sta assumendo sempre più importanza e visibilità nel web. Il ruolo della libera informazione è ben radicato nei paesi anglosassoni. Nonostante tutto i poteri forti continuano a gestire il controllo diretto e indiretto sui grandi media. La cabina di regia dei poteri forti si basa sui processi che controllano l’immaginario delle persone per manipolare la volontà delle persone contro i loro interessi. Il primo passo avviene “manipolando i manipolatori, ovvero, secondo un certo tipo di linguaggio, “creando le élite” destinate a loro volta a diffondere un certo tipo di messaggi.

Stiamo parlando di quei personaggi definiti nel mondo anglosassone bright & best, i “migliori e più brillanti” – artisti, scrittori, musicisti, star, opinion makers e persino studiosi e scienziati – i quali, per interesse o per personale convinzione, inducono con la loro opera uno “stato d’animo” nelle masse” (p. 7).

Anche per lo studioso René Guénon, l’opinione pubblica è quasi sempre fabbricata dalle persone più potenti di una società. Chi manovra gli stati d’animo e l’attenzione dei cittadini non è interessato alla vera realtà delle cose. Infatti una menzogna “può essere utile e lecita, se serve a un certo scopo, ritenendo come principio che solo “una certa élite” possa conoscere le vere finalità verso cui indirizzare i più” (p. 8). Per questo motivo in molti casi il dualismo politico tra destra e sinistra ricade in uno scenario di semplice recitazione di un ruolo. “Non solo: il potere, se è davvero tale, potrà persino permettersi il lusso di tollerare o addirittura di generare una “pseudo-opposizione”, da usare come “specchio per le allodole” verso cui dirottare ogni possibile dissenso” (molto probabilmente in Italia questo fenomeno si è incarnato nel Movimento 5 Stelle).

Una femminista ha detto che “Nel 1960, i media d’élite inventarono il femminismo della seconda ondata, come parte di un programma d’élite al fine di smantellare la civiltà e creare un nuovo ordine mondiale” (p. 45, https://it.wikipedia.org/wiki/Gloria_Steinem). Chiaramente il progetto ha avuto scopi molteplici: ridurre la natalità, tassare le donne, accentrare l’educazione infantile a livello statale per creare dei cittadini inerti e dei consumatori passivi. Inoltre la svalutazione delle relazioni sentimentali familiari durature fu portata avanti dalla Fondazione Playboy, che ricevette ingenti finanziamenti da Edmund de Rothschild e da Rupert Murdoch (p. 50 e p. 51).

Gloria Steinem fu molto soddisfatta dai servizi resi dalla CIA e affermò: “Non sarei arrivata a questo punto oggi se non fosse stato per la lungimiranza e il prestigio degli psicologi della CIA” (p. 62).

I poteri forti delle grandi istituzioni in molti casi ammettono di gestire le masse “attraverso l’utilizzo di tecniche di guerra in tempo di pace” (p. 16). Le popolazioni devono ricevere suggestioni continue per essere direzionate. Nel 1958 Aldous Huxley scrisse: “Gli antichi dittatori caddero perché non sapevano dare ai loro soggetti sufficiente pane e circensi, miracoli e misteri. E non possedevano un sistema veramente efficace per la manipolazione dei cervelli”. Per lo scrittore inglese per manipolare a fondo una popolazione bisogna intervenire antropologicamente sulla natura umana attraverso l’educazione infantile statalizzata, oppure mediante la gestione psicofarmacologica generalizzata (p. 17). Fra qualche anno potrebbe diventare una realtà abbastanza l’elettrostimolazione a distanza, già sperimentata su alcuni animali.

In definitiva i veri potenti non controllano solo le cose, ma controllano anche le menti. George Orwell aveva questa idea dei potenti: “Potere vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimetteremo insieme nella forma che più ci parrà opportuna”. Quindi il principale meccanismo di difesa dai poteri forti consiste nel crearsi una cultura personale e professionale continua, attraverso la lettura di libri, di riviste specializzate e di articoli vari nel web, al di fuori dei media tradizionali e dell’educazione universitaria troppo conformista. Qualsiasi persona rischia di diventare una spugna che assorbe i pregiudizi e le manipolazioni delle persone più potenti, se non coltiva la capacità critica, la creatività personale e la passione per la vera curiosità scientifica.

Enrica Perucchietti si è laureata in Filosofia, vive e lavora a Torino, svolge l’attività di giornalista e ha scritto molti saggi: https://www.enricaperucchietti.it/fake-news (anche per seguire il blog), https://www.fcom.it/cose-la-cultura-della-cancellazione-damnatio-memoriae (la metapolitica e la cultura della cancellazione). 

Gianluca Marletta si è laureato in Storia Medievale e in Scienze Religiose, vive e lavora a Roma. Per approfondire le sue attività e le sue pubblicazioni: http://www.gianlucamarletta.it/wordpress, https://www.ibs.it/libri/autori/gianluca-marletta, https://twitter.com/gianlucamarlet1.

Nota – Il mondo dello spettacolo e “i mass media sono solo degli elementi di un più vasto sistema dottrinale in cui rientrano i giornali d’opinione, le scuole, le università, gli studi accademici” (Noam Chomsky, p. 124). In ogni caso i punti di vista sulla manipolazione della realtà saranno sempre molteplici e controversi: https://www.disinformazione.it/strategie_manipolazione_media.htm; https://www.angelasimone.eu/le-10-tecniche-di-manipolazione-di-massa-di-noam-chomsky; https://cambiailmondo.org/2012/06/04/noam-chomsky-le-10-strategie-della-manipolazione-mediatica (con testo in inglese e spagnolo); https://www.luciarocco.it/la-bufala-del-decalogo-di-noam-chomsky (i dubbi sulla completa corrispondenza del famoso decalogo di Chomsky). Le varie realtà vissute da una determinata popolazione sono sempre una costruzione sociale modificabile nel tempo: www.dsu.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid906467.pdf.

Nota aforistica – Nella società dello spettacolo i rapporti sociali sono mediati dalle immagini (Guy Debord, p. 24); “L’Ortodossia consiste nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza” (George Orwell); Esiste una “guerra contro la libertà umana” gestita da persuasori occulti che influisce “sul subconscio e quindi sul comportamento senza che l’uomo possa difendersi” (p. 22, http://www.pensierofilosoficoreligiosoitaliano.org/node/55); “La forza di una grande potenza diminuisce quando cessa di servire un’idea” (Zbigniew Brzezinski, 1928-2017); “Loro sono loro e voi non sapete nulla” (Amian Azzott, www.nogeoingegneria.com/?s=rockefeller); “Non pensare solo a quello che ti fanno vedere. Non esiste solo quello. Spegni la TV e accendi il cervello” (Amian Azzott, www.nogeoingegneria.com/librifilms/un-documentario-rivela-lallarmate-verita-la-tv-ci-pone-in-uno-stato-ipnotico-e-sopprime-il-pensiero-critico).

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