Smettiamo di considerarli cosacchi avvinazzati

Dalla pg FB di Carlo Bertani

Fra le tante cose che questo inverno porta alla nostra attenzione, non dovrebbe essere sottovalutato lo spostamento di 100.000 soldati russi sulle frontiere ucraine: dal Nord bielorusso (più che altro d’alleggerimento) all’Ovest accanto alla regione del Donetsk al Sud, dove gli abitanti delle regioni della Transnistria e della Moldavia saluterebbero con gioia di tornare sotto Mosca, togliendo all’Ucraina lo sbocco nel Mar Nero.

Comunque la pensiamo, forse dovremmo ripensare a come abbiamo trattato i russi nell’ultimo secolo.Dapprima, 1914, la Francia – per tentare di riprendersi Alsazia e Lorena perse nel 1870 – riuscì in un funambolico gioco diplomatico che avrebbe distrutto l’Europa solo 5 anni dopo. Convinsero i russi che i tedeschi stavano per attaccarli e lo Zar iniziò le pratiche per la mobilitazione – la mobilitazione generale, in Russia, richiedeva più di tre mesi – mentre, contemporaneamente, “qualcuno” avvisò il Kaiser Guglielmo che la Russia mobilitava. La Germania attaccò fulmineamente, e tutti sappiamo come finì nel 1918.Poi vennero lustri e lustri d’armate “bianche”, pagate dagli inglesi, per sovvertire il potere sovietico salvo poi, appena un decennio dopo, salutare con gioia il momento in cui Hitler attaccò l’URSS che pose fine (per semplici questioni di mezzi) al terribile accerchiamento da parte dei tedeschi alla loro isola.

Poi l’URSS se ne andò ma non so se tutti saranno a conoscenza del vero “sponsor” di Vladimir Putin, l’uomo che aveva compreso i suoi errori e voleva pagarne il fio: Michail Gorbacev. D’altro canto, che un ex appartenente al KGB sedesse al Cremlino non meravigliò più di tanto

.Oggi l’Ucraina è un Paese disastrato: nel 1992 il reddito medio ucraino era il 90% di quello polacco, attualmente è meno del 40% e non si vedono vie d’uscita ad una nuova repubblica di Weimar.Ma per l’Occidente questo non conta nulla: vogliono piazzare in Ucraina i soliti missili per poter colpire, più da vicino e con le mani libere da qualsiasi pastoia politica, la Russia. La quale, ovviamente, non ci sta.

Dal punto di vista militare siamo agli sgoccioli: l’attacco russo sarà fulmineo – magari preceduto da attacchi ai russi da parte di “false flag” dai colori ucraini – ma non potrà oltrepassare il confine dell’Inverno, perché l’Inverno consente mobilità ai russi, cosa che Napoleone, tedeschi ed italiani compresero bene.

Nessuno vuole operare durante la “rasputitza”, ossia lo scioglimento della neve .Quanto durerà?Non più di un paio di settimane, se i russi s’accontenteranno dell’Ucraina orientale, ove la popolazione è meglio disposta verso di loro: al contrario, almeno un mese. Il bello (se così si può dire…) è che la NATO sa già tutto con largo anticipo ma…che fare?

Scatenare una guerra a livello planetario per qualche centinaio di chilometri di territorio? Lanciare missili su Mosca, per vederseli arrivare 10 minuti dopo su New York?

No, tutto è già stato deciso…è stata la stupida vittoria delle diplomazie occidentali che hanno spodestato con la forza un governo ucraino moderatamente filo-russo, salvo per accorgersi che, dopo, gli ucraini non erano in grado di sopravvivere decentemente.

Perciò, ci dispiace per le vite che andranno perdute inevitabilmente, anche con la massima prudenza da entrambe le parti, ma il tempo per una soluzione più equilibrata sta scadendo e nessuno vuole fare un passo indietro. Una situazione che, per alcuni versi, ricorda un po’ il 1914…ma speriamo che le disgrazie di un secolo di guerre porti un po’ di saggezza per fermarsi in tempo, come sembra di capire da alcune dichiarazioni sia di Putin e sia di Biden. Altrimenti…non servirà nemmeno l’elmetto.

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