Battaglione Azov

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Reggimento operazioni speciali “Azov”
Scudetto Reggimento operazioni speciali “Azov”
Descrizione generale
Attiva5 maggio 2014 – oggi
Nazione Ucraina
Serviziofanteria leggera, fanteria meccanizzata
TipoReggimento di fanteria leggera
RuoloControguerriglia, ricognizione, Operazioni Speciali, EOD (bonifica ordigni)
Dimensione1.000 uomini circa[1]
SoprannomeUomini in nero
Corpo Nero (Ciorny Korpus)
MottoMorte al nemico! (“Smert Vorogam!“)
Colori     Blu
     Giallo
     Nero
Battaglie/guerreGuerra del Donbass Battaglia di Mariupol Battaglia di Shakhtarsk Battaglia di Novoazovsk Battaglia di Ilovaisk
Parte di
Guardia Nazionale dell’Ucraina
Comandanti
Comandante attuale Andrіj Bіlec’kij
Degni di nota Igor Mosiychuk Vadim Trojan
Simboli
Bandiera
Bandiera alternativa
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il reggimento operazioni speciali “Azov” (in ucraino: Окремий загін спеціального призначення «Азов»? Okremyi zahin spetsialnoho pryznachennia “Azov”), conosciuto in precedenza anche come battaglione “Azov” (in lingua ucraina: Батальйон «Азов»), è un reparto militare ucraino neonazista[2][3][4][5][6][7][8][9][10][11][12][13] con compiti militari e di polizia. Inquadrato nella Guardia nazionale dell’Ucraina[14] e istituito con lo scopo principale di contrastare le crescenti attività di guerriglia dei separatisti filo-russi del Donbass durante la guerra del Donbass del 2014[15], il reparto è divenuto famoso a seguito di accuse di crimini di guerra e tortura.[16]

L’Azov è composto per la maggior parte da volontari, provenienti da partiti e movimenti politici legati all’estrema destra ucraina e integrati da volontari d’ispirazione nazifascista e neonazista provenienti anche da diversi paesi europei tra cui Italia, Francia, Spagna e Svezia.[17][18][19][20] Fonti del governo di Kiev negano che il battaglione Azov avesse espresso alla sua costituzione ideologie o posizioni ufficiali assimilabili al nazismo e, pur ammettendo che il reparto abbia attratto diversi volontari con dichiarate posizioni di estrema destra, nel 2015 hanno dichiarato che il 70-80% dei militari sarebbe politicamente neutrale.[21] La formazione militare è legata al Corpo Nazionale, un progetto politico creato dai membri del battaglione, che partecipa anche alle elezioni e ha rapporti internazionali con altri gruppi suprematisti bianchi.[22]

Il simbolo del battaglione fa riferimento al Wolfsangel, che simboleggia una trappola per lupi, attestato dal medioevo per la sua funzione di amuleto contro i lupi e utilizzato in vari stemmi araldici: esso nel corso del XX secolo fu adottato inizialmente dal nazismo, per essere poi soppiantato dalla svastica, e in seguito da alcune unità militari SS della Germania nazista operanti durante l’invasione dell’URSS.[23][24] Sullo sfondo è posto il sole nero (Schwarze Sonne), costituito dalla rotazione di una serie di svastiche inscritte in un cerchio, anch’esso ispirato alla tradizione runica legata al misticismo nazista.

Storia

A causa del caos politico e istituzionale che si è venuto a creare in Ucraina dopo l’Euromaidan, con la deposizione di Viktor Janukovyč ed il suo governo, la perdita della Crimea seguita dall’annessione della regione alla Russia ed un aumento considerevole nelle diserzioni dell’esercito ucraino, ha portato le autorità governative ad avvalersi sempre più dell’utilizzo di gruppi paramilitari composti da combattenti provenienti da gruppi nazionalisti dell’estrema destra come l’Assemblea Social-Nazionale (A.S.N.) e i Patrioti d’Ucraina, formando i cosiddetti “Battaglioni di volontari civili”.[25]

Nell’aprile del 2014, questi “battaglioni” vengono regolarmente autorizzati dal Ministro dell’Interno Arsen Avakov, permettendo conseguentemente la costituzioni di reparti paramilitari per un totale di circa 12000 uomini, affiancandoli all’esercito regolare. Essendo un reparto di volontari, per legge il Battaglione Azov non poteva far parte delle Forze Armate permanenti ucraine e nelle sue prime fasi viene quindi inquadrato nella Polizia.

Oleh Odnoroshenko (a sinistra) dell’A.S.N. e volontari del Reggimento “Azov” per le strade di Kiev nel 2014

Il battaglione “Azov” è stato inizialmente una delle cinque unità paramilitari (unitamente ai battaglioni “Aidar”, “Dnepr-1”, “Dnepr-2” e “Donbass”) composte anche da nazionalisti provenienti da varie nazioni d’Europa, e nelle prime fasi del conflitto è parte degli oltre quaranta battaglioni di volontari dislocati in tutto il territorio ucraino; inquadrati successivamente nella Guardia nazionale dell’Ucraina e finanziati dall’oligarca ucraino Igor Kolomoisky, già governatore di Dnepropetrovsk e ritenuto anche il finanziatore delle milizie nazionalistiche di Pravyj Sektor[26] considerate le responsabili della strage di Odessa dove morirono trentotto persone.[27]

Il battaglione ha sede a Urzuf, città costiera che si affaccia sul Mar d’Azov da cui prende il nome, a circa quaranta chilometri a sud-ovest di Mariupol’ nell’Oblast’ di Donec’k.[28]

Damages in Mariupol 2014 - 0048.jpg

Attività operativa

Ed è proprio a Mariupol’ che, il 13 giugno, avviene il battesimo del fuoco del reparto: la città costiera, che era stata precedentemente occupata dai ribelli separatisti, viene riconquistata e poi dichiarata “Capitale provvisoria dell’Oblast’ di Donec’k”, in sostituzione della città di Donec’k ancora occupata dai separatisti.[29][30] Da allora in avanti, il Battaglione Azov conosce un’intensa attività operativa contro le forze separatiste dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Doneck‘, sostenuta dalla Russia, partecipando a numerose operazioni militari come “Battaglione Speciale di Polizia” sotto il controllo del Ministero degli Interni ucraino.

File:Зачистка мариупольского УВД-4-.ogvRiproduci file multimediale

L’11 agosto il Battaglione Azov e i paracadutisti dell’esercito ucraino liberano la città di Marinka, occupata dalle forze separatiste filorusse; nel settembre 2014 il Battaglione Azov partecipa alla seconda battaglia di Mariupol’ e, in seguito al cessate-il-fuoco del 6 settembre, rimane sul fronte di Donec’k conducendo intense attività di bonifica da ordigni esplosivi e di ricognizione.[31]

Alla fine di settembre, il Battaglione Azov è incorporato nella Guardia nazionale dell’Ucraina e trasformato in unità militare regolare e permanente. Assieme all’altrettanto celebre Battaglione “Donbass” e al DUK (Corpo Volontari Ucraini) è stato uno dei reparti militari di Kiev più intensamente impegnati nel conflitto.

File:Зачистка мариупольского УВД-1-.ogvRiproduci file multimediale

Dall’alto: alcune immagini della Battaglia di Mariupol’ del giugno 2014, quando la città fu occupata brevemente dalle forze filorusse della Repubblica Popolare di Doneck. Il Battaglione Azov, assieme ad unità speciali dell’esercito ucraino, liberò la città dopo aspri scontri. Nel settembre 2014, le forze separatiste tentarono nuovamente di impadronirsi della città, senza riuscirvi: Mariupol’ fu allora sottoposta a bombardamenti con razzi Grad.

Nel gennaio 2015 il Battaglione è promosso allo status di Reggimento Operazioni Speciali (Polk Osoblyvogo Priznacenniya) e intraprende un’intensa attività di addestramento e riorganizzazione, concentrandosi su attività di ricognizione, controguerriglia, operazioni speciali e bonifica da ordigni (EOD). Riceve una compagnia carri (con T-64 e T-72) e, in aprile, dei pezzi d’artiglieria.[14] I componenti sono ora militari ucraini regolari e ricevono (maggio 2015) una paga mensile di 10.000 Gryvnie (400 Euro)[32], e sono sottoposti alla disciplina e ai regolamenti militari; strutture amministrative e addestrative vengono aperte a Kiev e a Urzuf, e tutto ciò, unitamente ai rifornimenti regolari di armi e materiali inviati dalla Guardia nazionale, aumenta notevolmente l’efficienza del reparto, che a maggio 2015 schiera oltre 1.000 uomini, impegnati a sorvegliare il fronte di Donec’k‘. Molti dei militari dell'”Azov” sono di origine russa[33].

Struttura e organizzazioneModifica

A partire dal 2015, il Reggimento “Azov” ha assunto forma e strutture tipiche di un’unità militare di fanteria leggera[14]; la transizione da unità spontanea di volontari (per quanto riconosciuta dal governo) in un reparto militare regolare permanente ha naturalmente comportato l’adozione di procedure, regolamenti e standard del tutto identici a quelli dell’esercito.[32] Le reclute sono sottoposte a una prima fase di selezione e scrutinio in un apposito centro di mobilitazione a Kiev[32]; quindi devono affrontare due settimane di selezione nel centro di addestramento situato nell’ex-complesso industriale “Atek”, alla periferia di Kiev, periodo descritto come “molto impegnativo” dalla stampa estera che ha visitato il complesso nell’aprile 2015[32]. Quindi gli aspiranti vengono assegnati ai reparti, dove intraprendono un intenso addestramento militare incentrato su operazioni speciali, ricognizione, controguerriglia.

I reparti di ricognizione e di bonifica ordigni (EOD) sono considerati l’élite del Reggimento e sono composti dagli elementi più esperti; il Reggimento “Azov” è strutturato inoltre su diverse unità di fanteria leggera, un reparto meccanizzato, una compagnia corazzata, artiglieria, genio, sanità, trasmissioni, secondo uno standard organizzativo comune a tutti i reggimenti speciali ucraini.

Rapporti internazionali

Il battaglione Azov ha rapporti con diverse organizzazioni di estrema destra in Europa e negli Stati Uniti.[34] In Italia, i membri dell’unità hanno contatti con Casapound.[35]

Crimini di guerra

Amnesty International, dopo un incontro avvenuto l’8 settembre 2014 tra il segretario generale di Amnesty Salil Shetty con il primo ministro Arsenij Jacenjuk, ha chiesto al governo ucraino di porre fine agli abusi e ai crimini di guerra commessi dai battaglioni di volontari che operano unitamente alle forze armate di Kiev. Il Governo ucraino ha aperto un’inchiesta ufficiale al riguardo, dichiarando che non risultano indagati ufficiali o soldati del Battaglione “Azov”.[36][37] Nel 2016 un rapporto dell’OSCE ritiene il Battaglione “Azov” responsabile dell’uccisione di massa di prigionieri, di occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e dell’uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica.[16]

Note

  1. ^ Luigi De Biase, I guardiani di Kiev, in Il Foglio, 26 ottobre 2014. URL consultato il 26 dicembre 2014 (archiviato dall’url originale il 4 gennaio 2015).
  2. ^ (EN) Dina Newman, Ukraine conflict: ‘White power’ warrior from Sweden, in BBC News, 16 luglio 2014.
  3. ^ (EN) The Rise of Far-Right Extremism in the United States, su Center for Strategic and International Studies, 7 novembre 2018.
  4. ^ (EN) Rebecca Kheel, Congress bans arms to Ukraine militia linked to neo-Nazis, su The Hill, 27 marzo 2018. URL consultato il 27 maggio 2021.
  5. ^ (EN) Neo-Nazi groups recruit Britons to fight in Ukraine, in The Guardian, 2 marzo 2018.
  6. ^ (EN) Facebook condemned for hosting neo-Nazi network with UK links, in The Guardian, 22 novembre 2020.
  7. ^ (EN) Neo-Nazis Are Running Out of Places to Hide Online, in Wired, 7 settembre 2020.
  8. ^ Fears that Canadian training mission in Ukraine may unintentionally help neo-Nazis groups, su nationalpost.com, 16 giugno 2015.
  9. ^ Belarus torture survivors take legal action in Germany, su dw.com, 12 maggio 2021.
  10. ^ (EN) This Neo-Nazi Group Is Organizing On Facebook Despite A Year-Old Ban, in BuzzFeed News, 16 novembre 2020.
  11. ^ Luca Lippera, Ucraina, reparti filonazisti accanto all’esercito, la denuncia del quotidiano “Usa Today”, in Il Messaggero, 16 marzo 2015.
  12. ^ John Conyers, Jr, U.S. House Passes 3 Amendments By Rep. Conyers To Defense Spending Bill To Protect Civilians From Dangers Of Arming and Training Foreign Forces, su conyers.house.gov, US House of Representatives, 11 giugno 2015. URL consultato il 20 giugno 2015 (archiviato dall’url originale il 17 novembre 2015).
  13. ^ (EN) John Brown, Rights Groups Demand Israel Stop Arming neo-Nazis in Ukraine, in Haaretz, 9 luglio 2018. URL consultato il 25 febbraio 2022.

(EN) Gabriela Baczynska, Ultra-nationalist Ukrainian battalion gears up for more fighting, in Reuters, 25 marzo 2015. URL consultato il 15 giugno 2015. ^Baci di guerra. Partono i volontari del battaglione Azov, in la Repubblica, 17 agosto 2014. URL consultato il 21 dicembre 2014. OSCE SUPPLEMENTARY HUMAN DIMENSION MEETING. APRIL 2016, su osce.org. ^ Maria Grazia Bruzzone, I neo-Nazi imperversano in Ucraina, ma il Nazismo non è più il “male assoluto” (per l’Occidente), in La Stampa. URL consultato il 17 dicembre 2014. ^ Fausto Biloslavo, In Ucraina c’è la guerra dei volontari, in Il Giornale. URL consultato il 17 dicembre 2014. ^ Fausto Biloslavo, Il camerata italiano sul fronte dell’Est, in Panorama, 1º luglio 2014. URL consultato il 17 dicembre 2014. ^ Ilaria Morani e Salvatore Garzillo, In Ucraina il cecchino più ricercato dai russi: «Combatto insieme a soldati italiani», 2014. URL consultato il 21 dicembre 2014. ^ (EN) Oren Dorell, Volunteer Ukrainian unit includes Nazis, in USA Today, 16 marzo 2015. ^ (EN) The Azov Regiment has not depoliticized, su Atlantic Council, 19 marzo 2020. ^Nicolai Lilin, Simboli nazisti ufficializzati in Ucraina a livello statale, su lilin.blogautore.espresso.repubblica.it. URL consultato il 19 dicembre 2014. ^announo.tv – VAURO: “IN UCRAINA SI COMBATTE CON LA SVASTICA”, su announo.tv. URL consultato il 26 dicembre 2014. ^Ucraina, il governo in difficoltà manda battaglioni “volontari” a combattere contro i filorussi, in Secolo d’Italia, 23 giugno 2014. URL consultato il 26 dicembre 2014. ^ (EN) Damien Sharkov, Ukrainian Nationalist Volunteers Committing ‘ISIS-Style’ War Crimes, in Newsweek, 9 ottobre 2014. URL consultato l’8 marzo 2015. ^ Evgeny Urkin, L’altra verità di Odessa, non “incidente” ma strage, in Panorama, 5 maggio 2014. URL consultato il 9 marzo 2015. ^Ucraina, attraversando la linea del fronte, in euronews, 17 ottobre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2014. ^ Fausto Biloslavo, Ucraina: gli uomini neri, in Il Giornale, 2014. URL consultato il 22 dicembre 2014(archiviato dall’url originale il 23 dicembre 2014). ^Bombardamenti a Mariupol durante il colloquio in Bielorussia per il ‘cessate il fuoco’, in LaPresse. URL consultato il 26 dicembre 2014(archiviato dall’url originale il 26 dicembre 2014). ^ (EN) Fergal Keane, Ukraine crisis: Heavy shelling in hours before ceasefire, in BBC News, 5 settembre 2014. (EN) Nolan Peterson, A Ukrainian National Guard Unit Trains to ‘Fight to the Death’, in Newsweek, 21 aprile 2015. ^ (EN) Foreigners Who Fight And Die For Ukraine: Russians join Ukrainians to battle Kremlin in Donbas, in Kyiv Post, 24 aprile 2015 (archiviato dall’url originale il 27 aprile 2015). ^ (EN) Azov, Ukraine’s Most Prominent Ultranationalist Group, Sets Its Sights On U.S., Europe, in Radio Free Europe, 14 novembre 2018. ^ (EN) AZOV drops by the Milan branch of Casapound Italia, su neuropaimperium.com(archiviato dall’url originale il 30 luglio 2019). ^Ucraina: Amnesty International chiede la fine degli abusi e dei crimini di guerra da parte dei battaglioni volontari pro-Kiev, su Amnesty International, 8 settembre 2014. URL consultato il 19 dicembre 2014(archiviato dall’url originale il 2 gennaio 2015). ^ Simone Pieranni, Amnesty: «Criminali i battaglioni di Kiev», in ilmanifesto, 10 settembre 2014. URL consultato il 19 dicembre 2014.

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