La guerra cambia la vita anche a chi non ce l’ha in casa!

La storia della Guerra provocata dalla Nato e accettata da Putin sul terreno dell’Ucraina pone riflessioni oltre il tema in se della guerra da ripudiare comunque e senza alimentarla con nuove armi e combattenti da inviare per la “pace” anche perché sono situazioni magari meno drastiche , ma tutt’altro che sconosciute nel tempo da decenni.

In questi giorni vengono evidenti almeno due aspetti da questa guerra tutt’altro che imprevista:

1) Solo una difesa ad oltranza della neutralità nazionale e l’uscita unilaterale da ogni accordo di guerra o alleanza per la guerra può essere garanzia di migliore tranquillità internazionale. Essere per la pace non vuol dire essere pacifisti, soprattutto se il tuo governo ti porta su terreni in cui hai solo da rimetterci come cittadino comune. Anzi serve battersi con forza oggi, qui ed ora, poiché la follia del sistema politico-sociale per far valere diritti e necessità in Italia come nel mondo è contagiosa e da respingere.

2) Tutte le restrizioni e le “penali” inventate dall’EU contro la Russia passano in sostanza per un cambio sulle forme di pagamento per imprese e privati(sistema Swift), oltre che un blocco commerciale importante del ricircolo delle merci in scambio appunto fra Russia ed Europa, Italia compresa. Il rialzo del prezzo dell’energia non è per nulla una novità non tanto per la chiusura dei rubinetti dei produttori Russi( che hanno già fatto altri accordi con Cina, India ed Arabia) ma perché da decenni NULLA è stato fatto per rendersi autonomi ed indipendenti con le energie sostenibili e le stesse risorse del PNRR sono una finzione utile per verniciare di green le fossili.

Tra le varie problematiche, abbiamo quindi che oggi, con questo blocco economico, quelli che erano emigrati in Eu dalla Russia o satelliti vari non possono inviare a casa denaro, le imprese hanno problemi di pagamento fra dare e avere, significa un altro colpo dato a chi per esempio, in Italia, ha la “fortuna” ancora di lavorare e produrre commerciando con quelle regioni e non sono pochi.

Colpa di Putin? Mi paiono scelte fatte dai vari governi nazionali e dall’Europa tutta, dentro una crisi spinta all’eccesso come decisione politica di ossequio atlantico e nulla più.

Adesso i polacchi e gli ungheresi che non vogliono migranti sono costretti a prenderli chiamandoli semanticamente “profughi di guerra” e subito correndo a chiedere aiuti alla UE.

L’ultimo punto su cui vale la pena di riflettere in questa grave crisi trasversale che colpisce ovviamente chi sta nei gradini bassi, non gli oligarchi, i finanzieri senza patria(comodo per non pagare tasse) e cioè il tema di un reddito universale garantito a tutti

Difendere diritti non è solo un dovere, anche se i sindacati confederali mi pare abbiano da tempo cessato, senza entrare nei meccanismi di cosa produci, perché e per chi. Lasciando il terreno a sindacati minoritari, ma per fortuna agguerriti e decisi che pian piano si rendono conto di dover trasformare la lotta in una coscienza più ampia con prospettiva sociale, non individuale.

Dove la scelta fra salute e produzione, fra lavoro generico e condizioni/reddito, fra privato e pubblico sono parte di un cambiamento anche di coscienza necessario e urgente da alimentare attraverso incontri, discussioni e iniziative aperte.

La ricchezza prodotta attraverso il lavoro di milioni di persone, anche per la capacità migliorata tecnicamente e l’I.A. deve ritornare almeno in parte a creare benessere sociale, cura di se e degli altri in senso economico, ambientale e non essere sempre preda del 10 % di quegli avventurieri sempre più ricchi, anche nelle crisi più profonde.

Emblematici esempi:

– la moda dove camice fatte in Vietnam o Bangladesh vanno a Napoli per mettere i bottoni e le asole e diventando made in Italy dove il margine di profitto è tutto di chi gestisce l’intero sistema

Immagini commerciali iStock – PIXABAY20

– nel Nord della Germania ci sono famosi gamberetti piccoli e saporiti vengono pescati industrialmente lì e bolliti sulle barche attrezzate, poi vengono spediti in Marocco dove poveri disperati passano le ore a spelarli manualmente, quindi li rispediscono in Germania dove vengono venduti a caro prezzo con ampi margini della Grande Distribuzione .

I territori di qualunque nazione non hanno più interessi da difendere o per lo meno vengono persi nel delirio mercantile globalista, così governi diventano nemici da cui difendersi e le imprese un nemico da cui guardarsi in ogni campo poiché con i grandi gruppi finanziari, gli stockholders d’assalto saltano a piè pari le regole e le leggi nazionali avendone mezzi e capacità per farlo.

E questa non è una condizione determinata dalla guerra in Ucraina, ma da tempo le varie spedizioni di predoni di risorse, Italia compresa, sono in azione nel mondo. E’ ora di smettere e ritornare a parlarsi fra cittadini ricercando modi e forme per una vita davvero diversa.

Gianni Gatti

28/02/2022

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