Le cose cambiano, ma non sempre nell’interesse comune, anzi…

Eppure in mezzo alla guerra Ucraina che pare corra su binari propri e definiti da entità neanche tanto nascoste, ci sono temi di importanza capitale per la massa delle persone: sanità, trasporti,lavoro, energia, beni comuni rapinati,ecc.

Restiamo ancorati alla realtà italiana che ha le sue anomalie politiche destabilizzanti in sé.

C’è una politica determinata dai partiti, in cui non si distingue altro che l’abbraccio liberista e le risposte pronte e confermative(anche se con imposizione di fiducia parlamentare) degli ordini del “migliore”

In estrema sintesi: c’è una inesistente opposizione istituzionale di fatto e chi pure un po’ strepita su provvedimenti iniqui socialmente e di sudditanza atlantica, non ha nessuna intenzione di abbandonare il banco continuando a mantenere la situazione come una foto statica.

Il M5S ha ancora, nonostante oltre 120 defezioni fra i suoi parlamentari(un vero record di coesione)la maggioranza relativa, ma è diventato con il suo vertice duale (Conte – Di Maio) più realista del re. Lo è nei fatti non come mia opinione.

La guerra in Ucraina sta dissaldando equilibri precedenti anche fra componenti liberiste, imprenditoriali, fra gruppi di investimento transnazionali, produce contrasti fra grandi gruppi finanziari globali, poiché la questione energia è improvvisamente diventata la vera bomba come risultato di una guerra non ancora finita, ma con conseguenze evidenti planetarie.

Il mostro Putin, senza scrupoli è il colpevole perfetto del delitto orchestrato dagli USA e dalla NATO.

Lo è poiché nonostante mille manifestazioni e discussioni dotte e dimostrazione scientifiche sul climachange fra i decisori, nessuno si prende coraggio e responsabilità decidendo appunto un vero cambiamento eco-sostenibile dell’energia prodotta.

Mentre le parole scorrono a fiumi per paralizzare “gli scontenti coscienti”siamo alla diversificazione delle fonti …fossili fra nazioni fornitrici come Egitto, Qatar, Libia posti dove aggiungono contratti all’ENI senza una piega sui temi della normale convivenza, da Reggeni (tema oscurato proprio dai nuovi contratti), ai migranti in mano ai tagliagole libici e con costi aggiuntivi che non verranno mai conteggiati perché extra contratto.

Per fare le pulci all’ultimo “affare” in Libia c’è andato Giggino, Scarrone (CEO dell’ENI) e anche Draghi.

Il P. del C. non ne aveva necessità nella logica delle competenze, si trattava di fare contratti nuovi, ma ovvio che la posta è stata alzata non tanto nel prezzo del gas da quella zona, ma delle condizioni collaterali di fornitura che significano spese dello stato (Minniti anni fa nel governo Renzi aveva promesso 12 navette guardiacoste militari per avere ancora gas e controllo migranti).

Quindi la guerra dell’Ucraina, con tutte le nazioni EU o quasi, schierate a favore della Nato e della belligeranza contro l’invasore russo ci ha fatto ripiombare ad un livello antecedente riabilitando “per giusta causa” carbone, gas, nucleare e chi più ne ha, più ne metta.

Neanche un’alzata di sopracciglia dei partiti ammassati e solidali fra loro, soprattutto la sinistra con elmetto e dintorni per dire: qui ed ora deve cominciare una vera revisione di procedure e progetti per sbloccare un massiccio ricorso alle energie rinnovabili e sostenibili (eolico, fotovoltaico, geotermico, idroelettrico)

Anzi il Draghi con tutti consenzienti, autorizza tramite il disastroso CengolEni, progetti nella comune concezione abbandonati per puro buon senso…. per carbone, fraking per estrazione dal sottosuolo o sotto i mari, nucleare di nuova generazione e via dicendo.

Mentre i 58 mila cantieri iniziati con l’avvio degli incentivi e super bonus sono al 70% fermi e bloccati dalle procedure burocratiche ostative e dalla fiscalità bancaria complicata cambiata in corsa da manine deliziose nelle commissioni sui vari D.L.

Ora l’energia è non solo motore utile per trasporti, riscaldamento e produzione industriale, ma diventa fattore di moltiplicazione dei costi di tante produzioni, di merci costruite, di progetti avviati che devono essere rivisti alla luce degli aumenti di ogni cosa, quindi di un salasso sociale a chi è già alla soglia di povertà (circa 6 milioni) o di chi è precario e fa tre lavori per campare(3,5 milioni), ma in generale tutti. Con relativa caduta di determinati mercati (immobiliare, auto, turismo, ristorazione, ceramica, costruzioni, ecc) mentre devono considerarsi fortunati quelli che lavorano direttamente o collateralmente nel mondo delle armi e delle produzioni militari(satellitari, sistemi di I.A. o tecnologia applicata, droni, cantieri navali, sistemi d’arma ecc).

Il fatto è che il cambiamento è determinato dalle quantità enormi di risorse investite che determinano e premono su settori, occludendone altri. Nel momento in cui dichiari di lavorare per il PIl e non mettendo al primo posto l’interesse delle persone fai scelte liberiste!

Se il sistema finanziario fa queste azioni, anche passando attraverso pressioni sui singoli governi o all’Europa o alle grandi strutture di regolazione del mercato commerciale tipo WTO, cambia completamente il “giro delle merci” in scambio globale, i trasporti, le relazioni fra nazioni e tutto quanto annesso e legato alla necessità obbligata di questo metodo che TOGLIE risorse in generale alla sanità, all’agricoltura, alla difesa ambientale e dei beni comuni, crea blocchi alle opere sui territori (altro che gestione del territorio), favorisce alleanze internazionali diverse e ne rompe altre .

Il blocco di importazione gas dalla Russia favorisce altri, in particolare gli USA per esempio.

Mors tua vita mea…

Allora la strada si fa stretta, le responsabilità della politica come quella rappresentata dal governo Draghi e dai suoi sodali deve navigare dentro una sovrastruttura che gli toglie “fiato”, moneta, incanala le scelte obbligate.

Il capitalismo finanziario diventato parassitario non ha più margini per concedere anche solo piccole cose e il consenso lo ottiene con colossali operazioni di marketing e comunicazione studiate da agenzie di Servizi Segreti unificati da interessi comuni di liberismo fra dx e sx, mentre le votazioni non sono più così importanti.

Le recenti vicende delle elezioni francesi dimostrano che gli equilibri sono saltati e le forze contrapposte hanno andamenti simili fra nazioni diverse.

Il distacco fra partiti e popolazione diventa abissale, palesato dall’aumento del non voto che non produce cambiamenti di potere, ma esprime diffidenza e distacco .

Ricordiamo che fra i gendarmi del mondo, gli USA, Biden è stato votato da 270 Grandi elettori, rappresentanti di circa 80 milioni cioè dal 28% del 55% dei votanti circa, una inezia su una popolazione totale di 333 milioni.

La politica è rimasta dentro una minoranza di gruppi civici e associazioni senza più protezioni istituzionali ed ha difficoltà anche solo a dialogare o a trovare aspetti e battaglie comuni.

I piccoli partiti di estrema minoranza non hanno peso, ne sono al momento utili a unificare poiché spesso staccati da una partecipazione popolare e i sindacati confederali sono del tutto dipendenti dal metodo di questa cultura rinunciataria e per nulla di scontro su ogni tema dal lavoro al sociale

Difficile essere ottimisti ma i semi della ribellione ci sono e il valore della coscienza civica è più alta di quanto sembri, ma priva di elementi di aggregazione.

Gatti Giovanni

12/04/2022

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.