Un bilancio record

Dalla pg FB di Giustiniano Rossi

Questo bilancio militare USA passerà alla storia: per il 2023 il Congresso ha accordato al Pentagono 858 miliardi di dollari. Secondo il “New York Times”, dopo la II Guerra mondiale era stato speso ancora più denaro per gli armamenti, in proporzione al PIL, solo nella guerra di Corea. Alla guerra in Ukraina si aggiunge un possibile conflitto con la Cina per Taiwan, considerato sempre più probabile da molti osservatori. L’Esercito USA potrà spendere l’anno prossimo il 55% in più per missili di diversi tipi e la Marina il 47 % in più per preparare la guerra navale. Il senatore socialdemocratico del Vermont, Bernie Sanders, ha votato contro, rimproverando al Pentagono sprechi e frodi che resteranno ignoti, dato che il ministero non è soggetto a nessuna verifica economica esterna. Sanders ha chiesto, invece, un’assicurazione malattie per tutti. Molti americani non ce la fanno. Le famiglie povere sono ridotte spesso alla nuda sopravvivenza.

Al Senato, il bilancio è stato approvato con 83 voti favorevoli e 11 contrari. L’acquisto di armi aumenta fortemente: alla Lockheed Martin vanno l’anno prossimo 950 milioni di dollari per la produzione di missili e al suo concorrente Raytheon 2 miliardi. Perfino alcuni industriali del settore sono sorpresi. “Evidentemente nessuno osa criticare. Perfino i democratici hanno paura di sembrare troppo molli riguardo alla difesa”, dice al “New York Times” Lawrence J. Korb, ex consigliere di Reagan ed ex vicedirettore di Raytheon. Alla Camera il bilancio è approvato con 350 voti a favore e 80 contro. Fra questi ultimi Alexandria Ocasio-Cortez, Cori Bush e Pramila Jayapal. Con il nuovo bilancio per gli armamenti l’industria della difesa ottiene quello che vuole. Anzitutto contratti d’acquisto pluriennali. Lo Stato solleva le ditte dal rischio d’impresa. Si dubitava che la guerra in Ukraina durasse abbastanza per comportare cambiamenti tanto profondi nella produzione di armamenti. E invece, in dieci mesi, è stata consumata sei volte la produzione annuale di missili Stinger della ditta Raytheon senza che sia in vista una fine dei combattimenti. Adesso Washington ha risolto problemi potenziali di scorte mediante impegni pluriennali. Le prospettive per aziende come Raytheon, le cui azioni hanno guadagnato il 35% quest’anno, sono eccellenti.

Un programma di visti per trasferire negli USA afghani minacciati dalla fame è stato abbandonato. Dei veterani si erano impegnati privatamente per queste persone. Con questo bilancio, gli obiettivi di politica industriale di Joe Biden sono sempre più legati ad una linea geopolitica che punta allo scontro, anzitutto con il governo cinese. Venerdi’ il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan criticava la scarsa disponibilità dell’industria USA a sostenere adeguatamente la guerra in Ukraina. Adesso gli industriali delle armi possono contare su 73 miliardi di dollari per la produzione di munizioni. Il presidente di BAE-Systems, Tom Arsenault, annuncia la ripresa della produzione dei pezzi d’artiglieria M777 howitzer. 678 milioni di dollari serviranno ad aumentare le capacità delle fabbriche dell’Esercito. Si trovano in sedi come Scranton (Pennsylvania) o Middleton (Iowa), vecchi centri industriali degli USA. Si tratta spesso delle stesse regioni nelle quali sorgono nuove fabbriche di semiconduttori, come la nuova sede di Intel da 20 miliardi di dollari, a nordest di Columbus (Ohio) o il nuovo stabilimento del taiwanese TSMC a nord di Phoenix (Arizona).

Ulteriori sovvenzioni per aziende altamente redditizie…

Giustiniano

20 dicembre 2022

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