Qatargate, Pegasus (Nso) e Marocco. Quali sono gli intrecci?

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19 Dicembre 2022 di Marco Dell’Aguzzo

Il Marocco ha usato il software Pegasus come un “braccio armato” per condurre un’operazione di spionaggio e influenza in Europa sfociata nel Qatargate

A fine novembre aveva fatto notizia la scena muta di Esperanza Casteleiro, direttrice del Centro nazionale di intelligence spagnolo, durante l’audizione al Parlamento europeo sullo scandalo Pegasus, il software di spionaggio sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group.

Delle ventotto domande che le erano state rivolte dai deputati in merito al quadro legale in cui operano i servizi segreti spagnoli, scrive Euronews, Casteleiro non ha risposto a nessuna per ragioni di segretezza.

I CASI PEGASUS IN SPAGNA

In Spagna sono in corso due casi separati su Pegasus, uno spyware che NSO Group sostiene di vendere ai governi per aiutarli a contrastare il terrorismo e la criminalità, ma che è stato ampiamente utilizzato per monitorare giornalisti, politici e attivisti.

Il primo caso riguarda lo spionaggio del capo del governo Pedro Sánchez e di due ministri da parte di un paese terzo (i sospetti si concentrano sul Marocco). Il secondo caso ha invece a che vedere con l’hackeraggio via Pegasus dei dispositivi elettronici di una sessantina di politici catalani pro-indipendenza.

SPIONAGGIO CONTRO LA COMMISSIONE EUROPEA?

Non solo la Spagna, ma anche altri stati membri dell’Unione europea – come l’Ungheria, la Polonia e la Grecia – hanno acquistato tecnologie da NSO Group e sono stati interrogati per il loro utilizzo di Pegasus.

Il software sarebbe stato utilizzato anche per spiare la Commissione europea, come si leggeva in una lettera dello scorso luglio firmata dal commissario per la Giustizia Didier Reynders.

Nel documento, indirizzato all’eurodeputata Sophie in ‘t Veld, Reynders scriveva di aver ricevuto nel 2021 una notifica da Apple in merito alla possibile violazione del suo iPhone tramite Pegasus; l’avvertimento portò a un’indagine sui dispositivi elettronici – sia quelli personali che quelli utilizzati per lavoro -, dei funzionari della Commissione.

LO SPIONAGGIO DI MACRON (AD OPERA DEL MAROCCO)

Nel luglio 2021, invece, il quotidiano Le Monde scrisse che il presidente francese Emmanuel Macron rientrava tra i bersagli di un’operazione di cyberspionaggio via Pegasus condotta dai servizi segreti del Marocco. La presidenza francese confermò l’inchiesta giornalistica; le autorità marocchine, invece, negarono ogni coinvolgimento.

PEGASUS È IL “BRACCIO ARMATO” DEL MAROCCO?

Domenica il Messaggero ha pubblicato un’intervista a Mohamed Dihani, attivista per i diritti umani di etnia sahrawi, un popolo che abita nel territorio del Sahara occidentale, conteso tra il Fronte Polisario (gruppo politico espressione dei sahrawi) e il Marocco.

Dihani spiega che “lo spyware Pegasus è stato usato come braccio armato degli 007 marocchini per ricattare l’Europa e il resto del mondo. Hanno spiato per tre anni giornalisti, politici algerini e francesi: uno dei cellulari del presidente Emmanuel Macron appare nell’elenco dei 50.000 numeri di telefono che sono stati presi di mira da questo software spia. Nel 2019 è stato pubblicato un primo documento dalla Commissione europea, e quest’anno un secondo, che invita tutti i politici a prestare attenzione, denunciando il fatto che ci sono più di 500 agenti segreti marocchini infiltrati nelle istituzioni dell’Ue”.

COSA C’ENTRA IL MAROCCO CON IL QATARGATE

L’anno scorso l’intelligence del Belgio ha iniziato a indagare su diverse spie legate al Marocco, il cui obiettivo era costruire una rete di influenza in Europa. Il caso – come racconta Cecilia Sala – si allarga, e appare come “un tentativo dell’intelligence marocchina e di alcuni qatarioti […] di infiltrarsi nelle istituzioni dell’Unione”.

Due degli obiettivi di questa campagna di spionaggio e influenza del Marocco sono la modifica del posizionamento di Bruxelles in merito alla crisi del Sahara occidentale, in modo da ridurre il sostegno europeo alla causa dei sahrawi, e l’ottenimento di più favorevoli diritti di pesca nel mar Mediterraneo.

L’indagine sullo spionaggio marocchino è dunque strettamente connessa al cosiddetto “Qatargate“, il presunto maxi-scandalo di corruzione da parte del Qatar nel Parlamento europeo. Uno dei personaggi principali dell’inchiesta sul Qatar è Pier Antonio Panzeri, ex-europarlamentare a capo della delegazione per il Maghreb arrestato una decina di giorni fa con l’accusa di corruzione.

Già nel 2011, in un documento interno del governo marocchino visionato da POLITICO, si parlava di Panzeri come di un potenziale “alleato di peso”.

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