Con le armi della NATO

Dalla pagina FB di Giustiniano Rossi

Secondo un rapporto dell’Oxfam pubblicato la scorsa settimana, in Yemen i civili sono attaccati militarmente oltre quattro volte al giorno. Fra il gennaio 2021 e il febbraio 2022 gli attacchi a obiettivi civili sono stati 1.727. Un quarto sono bombardamenti aerei della coalizione diretta dall’Arabia saudita. Si aggiungono artiglieria, droni, missili, scontri con armi leggere e attacchi all’esplosivo. Secondo Oxfam, i civili morti sono 839 e i feriti migliaia. “Il numero di attacchi ai civili è un segnale della terribile tragedia vissuta dagli yemeniti”, scrive Oxfam. “L’intensità di questi attacchi non sarebbe possibile senza la fornitura di armi”, continua.

L’Ong britannica CAAT stima che le vendite di armi del governo inglese all’Arabia saudita dall’inizio della guerra in Yemen, nel 2015, superino i 23 miliardi di sterline (26 miliardi di euro). La ditta britannica BAE Systems è la maggiore fornitrice dell’aviazione saudita: senza il sesto fabbricante di armamenti del mondo, il bombardamento dello Yemen sarebbe impossibile. Solo nei primi cinque anni di guerra, BAE ha fornito all’Arabia saudita cacciabombardieri e munizioni del valore di oltre 15 miliardi di sterline (17 miliardi di euro), come riferisce il “Guardian” nell’aprile del 2020. I maggiori esportatori sono gli USA che, dagli anni ‘50, hanno venduto a Riad armi per oltre 174 miliardi di dollari, facendone il più grande importatore di armi del mondo.

L’84% delle armi per la guerra che divampa nello Yemen dal 2015 viene da paesi della NATO, come risulta dalla banca-dati, messa a giorno ogni anno, dell’Istituto per la Pace SIPRI, di Stoccolma. Il 56% delle armi fornite agli 8 Stati della coalizione che fa la guerra allo Yemen viene dagli USA, il 12% dalla Francia, il 9% dalla Russia e il 5% dalla Gran Bretagna. La Germania, con il 4,5%, è quinta in classifica. Dall’inizio della guerra ha venduto alla coalizione diretta dall’Arabia saudita, sotto il cancellierato di Angela Merkel, armi per 11,7 miliardi di euro. L’attuale governo tedesco – che si è impegnato nel suo programma a non fornire armi a paesi coinvolti nella guerra in Yemen – aveva venduto agli otto componenti della coalizione, fino a marzo 2022, munizioni per caccia-bombardieri per 61 milioni di euro, come risulta dalla risposta a un’interpellanza parlamentare della “Die Linke”.

Secondo uno studio commissionato dall’ONU nel novembre 2021, il 70% delle 400.000 vittime della guerra nello Yemen sono bambini sotto i 5 anni…

Giustiniano

18 gennaio 2023

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