I media triturano…la realtà

Oggi guardando con “orrore” i TG nostrani, ben diversi da altri paesi, tutti a parlare del coraggio della Meloni che si smarca (e vorrei vedere) dall’avventura Usa in Medio Oriente e del Papa attaccato verbalmente da Trump che ben rappresenta l’idea alternativa ai cattolici dell’evangelismo fanatico, ma che non va più in là di un meme comunicativo. Opposizione con applausi compresa, che le riconosce lo status di presidente dell’Italia capitano coraggioso.

Ho davvero un po’ di confusione personale nel distinguere davvero le differenze che servono solo a chi fa comunicazione per avere “audience”nel merito del problema.

In sintesi il governo italiano ha detto no alla partecipazione ad una guerra senza motivo se non per la necessità di dominio americano e di questo va preso atto, anche se non avrebbe avuto possibilità in caso di decisione diversa, se non pagando con una rivolta popolare il consenso politico e la Meloni è fascista, ma non scema.

Del resto le simpatie, i silenzi o la continuità in affari per almeno due anni di massacro palestinese dimostrate durante la guerra di Israele all’intera regione, che ha scannato e ancora continua a bombardare e devastare popolazioni civili a Gaza, in Siria, in Libano parlano per lei, dimenticate dai commentatori di regime. Mentre sempre la Meloni, come la Schlein dichiara la sua fede atlantica intonsa, anche se non va a far la guerra all’Iran

Quel presidente che voleva il Nobel della Pace e che nonostante la forza militare non piega il governo dell’Iran, anche se ormai ha martoriato con migliaia di morti inutili e distruzioni civili e militari è rappresentativo di un modo di pensiero e vita tutto americano.

Ma qual’è il punto?

Quella guerra che tutta l’Europa e parte del Medio Oriente sta subendo e pagando ha un asolo scopo: in termini di mercato energetico, ma non solo, il resto sono chiacchiere.

Di fronte a questa arroganza assassina di Israele e USA (alleati, ma non amici nei fatti con comportamenti diversi) siamo a puntare le telecamere sui talk show o sulle dichiarazioni in parlamento e nulla più, mentre la repressione colpisce senza pietà chiunque manifesti.

Dove è la chiamata a raccolta della popolazione nelle proteste di piazza, del Campo Largo o del sindacato, che hanno abbandonato l’organizzazione delle manifestazioni concretamente lasciate a gruppi sociali locali frazionati, a reti associative, a comitati civici?

Qual’è il passo del governo Meloni e di chi governa le regioni ed i comuni sul piano energetico qui ed ora (sia di dx sia di sx)?

Chiacchiere spacciate per verità di fronte alla prospettiva della mancanza di derivati petroliferi importati causa guerra che pesano sull’economia e sulla vita degli italiani.

  1. Alla fine comanda ancora la borsa e chi investe miliardi puntando su opere considerate strategiche per continuità di fornitura di gas e petrolio, come del resto ci dimostra l’ENI ( che nel fatturato 2025 ha un utile distribuito ai soci di borsa mi pare di circa 1,2 miliardi) o la Snam o l’Enel in perfetta continuità (dato che sono consiglieri del MEF) mentre il mondo sta esplodendo proprio per effetto delle fossili utilizzate da anni senza correzioni, ne alternative .
  2. In Germania è stato chiesto come obbligo ad ogni comune di presentare un piano energetico alternativo e locale con energia sostenibile. Che non vuol dire che l’esecuzione sarà domani, ma almeno chi governa avrà tutti i dati per prendere decisioni e eventualmente finanziare o gestire in un piano centralizzato.
  3. L’Italia ha scelto ritorno al carbone, nucleare “piccolo e agile” e ricerca ancora di approvvigionamenti da altre fonti fossili come i tagliagole libici (mai con la Russia, sarebbe blasfemo) oltre alla continuità di rifornimento dallo strozzino atlantico.
  4. La strategia scelta della lenta, ma continua, indispensabile correzione di produzione di regolazione del mercato produttivo di merci inutili, nocive e pericolose (una per tutte la chimica di Spinetta Marengo con i PFAS) e che consumano proporzionalmente quantità enormi di acqua e energia, oppure la riconversione sovvenzionata verso il militare spinta anche da Grandi Aziende partecipate dallo stato ( Leonardo, Fincantieri, ecc) formulata anche favorendo joint-venture con partner internazionali. Strategia indispensabile poiché ormai sono prigionieri delle pressioni della finanza, delle lobbi fossili, dell’apparato che si è formato in posizioni apicali sul militare e che sotto banco preme su governo con progetti difficili da fermare per una burocrazia tecnica senza nervo.

Quindi, il punto nodale infine è la verità o la realtà che scompaiono dagli schermi e dalla stampa.

Le Grandi Imprese internazionali o Nazionali danno solo la caccia ai soldi nostri attraverso lo stato, poiché se il piano è il nucleare, non c’è, a detta di esperti, nessuna certezza tecnica al momento di sviluppo quantitativo e qualitativo mentre serve a progetti teorici che drenano fondi, mentre ogni riferimento al carbone è ridicolo. Nella maggioranza dei comuni sopra i 50.000 abitanti sarebbe d’obbligo per legge avere un Energy Manager che si occupi specificamente di energia nella zona, facendo piani specifici usando energia sostenibile, non nucleare, mettendo in relazione aziende produttrici, tecnici e cittadini e NELLA MAGGIORANZA DEI CASI NON CI SONO!

Prendiamo in mano il nostro futuro e cacciamo i cacciaballe!!!

Gianni Gatti

15/04/26 Alessandria

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