Quale film vuoi vedere stasera o quale libro vorresti leggere?

Credo ci sia un nesso logico anche nell’arte, nella letteratura, nella comunicazione che è certamente “figlio” di questo sistema, di quest’epoca buia di una narrazione fatta a comando, ma anche sviluppata attraverso un modo di vita, una ideologia che va per la maggiore. Ovviamente senza nessuna velleità da esperto, ma come persona che ancora legge, vede, curiosa, esplora ciò che è comunque un derivato della capacità umana di esprimere in vari modi l’arte con film, libri, ecc.

Intendo ragionare a partire dalla filmologia che ormai è perfetta sintesi del procedimento sociale riflettendo da “utente” sulle proposte di Netflix, di Amazon Prime e altri, oltre che della cinematografia globale tradizionale.

Leggete i titoli, guardate le sintesi, le immagini dei trailer, non sto parlando di singoli film poiché ovvio ce ne sono di interessanti e attraenti, anche se davvero pochi, ma l’insieme dell’offerta commerciale.

Trovo che ci sono almeno diverse linee di tendenza in quelle piattaforme che innanzi tutto hanno una matrice unica di provenienza: l’America. Non il frutto di prestigiose università, di gruppi intellettuali e semplicemente di manager di Aziende quotate, ma è una narrazione del quotidiano che da lì (il centro del mondo “moderno”) si allarga a macchia a tutto l’occidente ed ha come unico obiettivo il consumismo indotto. Con tutto quello che un film trascina sulle scene internazionali, amplificato dai media a comando diretto con l’unico scopo di produrre profitto e assuefazione, ma soprattutto di creare precedenti che avvallano la tesi dell’americano buono che porta libert° e benessere come chi non ha salame sugli occhi ha visto ovunque nel mondo.

E’ tanta l’abitudine di questi moderni pirati, che ora sulle piattaforme te lo dicono in faccia: “potrebbero esserci inserzioni pubblicitarie” su prodotti, ma ancora più insistono sui “valori”così si costruiscono l’alibi e la visualizzazione innocente di un semplice trailer diventa consumo a pagamento di procacciatori di affari e mercato

C’è di più, poiché la cifra esagerata di film dove la guerra, la violenza e i soprusi raccontati, diventano come una cosa normale accettata dalla massa di utenti, senza difesa psicologica che assistere sino all’ultima sparatoria diventando abitudinari dell’indifferenza, che a sua volta induce paura e fa comodo a chi di mestiere costruisce scenari che sono reali e quotidiani ormai.

Infine ci sono storie di fantascienza, robot e tecnologie di spionaggio che cambiano la percezione del reale ma poiché non c’è modo di viverlo, sei solo depresso in un mondo molto più banale.

Quante storie sugli americani buoni che combattevano alla John Wayne i selvaggi nativi, per “fortuna” sconfitti, quante sugli arabi o sugli africani, quanti intrighi da 007 con licenza di uccidere che da figura mitologica oggi diventa un intero sistema di racconto di massonerie e intrighi internazionali, dopo gli “Epstein file” con digitalizzazione, controllo satellitare, tecnologia di guerre sporche (ma ci sono guerre pulite?)

Ormai guardi il vicino di casa o l’amico conosciuto per caso all’università con il pensiero se sarà uno qualunque o un reclutato dei servizi segreti che ti manipola e ancora di più ti chiudi a riccio e dialoghi solo in piccole comunità per non rischiare….

L’America ha reso mito la guerra, l’intrigo diplomatico, l’invincibilità della forza esercitabile delle sue organizzazioni militari e cosa c’è di meglio che proporle in continuità come spettacolo?

Questo ovvio non è rimasto un “merito USA”, ma è diventato un motivo di propaganda ideologica sull’esasperazione della forza per risolvere contraddizioni. E ogni giorno la realtà cala i suoi assi davanti ai nostri occhi per chi vuole vedere. Mi chiedo quando faranno un film sull’invincibile armata diretta da quello che voleva il Nobel della pace ed è lì senza un perché a bombardare un Iran sovrano senza provocazioni facendo violenza indiretta a tutto il globo.Anche Israele nel suo “piccolo” ci da dentro con la mitizzazione di agenti segreti intelligenti e capaci a risolvere anche con la forza ogni problema ( la serie di Fauda) poi la realtà, a chi sta attento, parla di un genocidio pianificato e concreto di un popolo intero.

La mia sensazione è che questi inventori moderni del consumismo, del mercato globale ben lontani dal Tex Willer dalla parte degli indiani, ormai parlano solo di se stessi allo specchio, l’ideologia MAGA e l’uso dell’ICE sono solo un aspetto della scenografia reale che va in onda su schermi ovunque, ma senza alternative. Il film della vita reale dove se protesti Propal ti legnano o ti arrestano.

Quando trovi un film dove si parla di poesia, di amore, di collettività aggregante, di accoglienza, di storie di mutuo aiuto e convivenza, solo allora salta all’occhio la differenza abissale con questa negatività ossessionante, prodotto di una sistema ossessivo come lo è il sistema americano Un sistema che premia il merito ma se ti allontani dalla loro idea ti infilano cacciatori di taglie pronti a tutto per spegnere la tua vita e ci fanno su una serie che vendono

Non voglio fare nomi in generale perché in questo mondo dove si scrivono circa 200.000 libri/anno e non so quanti film, se sai cercare trovi anche dei racconti di emozioni, di sentimenti, di amicizie e confronti, anche scrivendo per esempio un giallo banale.

Ne citerò uno solo: Maurizio De Giovanni, scrittore di gialli, napoletano e chi più di quella popolazione martoriata nel tempo può parlare della capacità di sopravvivere alle angherie mafiose, alla difficoltà di vivere, alla povertà con fantasia e sentimenti poetici di descrizione delle mille direzioni che la società ti impone oggettivamente?

Per dichiarare un amore devo regalare un diamante, una auto o una casa o comunque un oggetto costoso possibilmente?

Secoli di evoluzione ci hanno costruito un limite alla fantasia e non sappiamo più parlarne con semplicità, usando parole, gesti e attenzioni personali, anche usando compassione e generosità

Le colonie del capitalismo finanziario liberista necessitano di un esercito di persone senza interessi sociali, se non come individui o piccoli gruppi, solo specifici e limitati tipo il calcio o lo sport in generale, come sfogo che in più sono devastati dalla corruzione intrinseca. Ora dalla preparazione psicologica, al militarismo, alle guerre che sconvolgono il mondo restiamo affascinati dalla potenza arrogante di chi decide, che può ordinare stragi facendo versi con la bocca a culo di gallina dicendo che in una notte distruggerà un intera civiltà! Questa narrazione è lo sviluppo di un modo di vivere senza regole, senza diritti certi, che per il potere non valgono sono solo per i sudditi

La cultura è il primo velo che copre la realtà e ci rende succubi inconsapevoli, vale la pena pensarci

Gianni Gatti

20/04/26 Alessandria

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