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10 Maggio 2026 Salvatore Toscano
Dopo dieci giorni di prigionia e di torture, i due attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago Ávila e Saif Abu Keshek sono stati espulsi da Israele. Abu Keshek, cittadino spagnolo di origini palestinesi, si trova al momento ad Atene, in attesa del volo che lo riporterà a Madrid. Ávila, invece, è in Egitto e nelle prossime ore tornerà in Brasile. «Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, membri della flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele», ha dichiarato il Ministero degli Esteri di Tel Aviv. Quest’ultimo ha poi lanciato l’ennesima minaccia verso la missione diretta a Gaza e arrivata in queste ore sulle coste turche, ribadendo che «non verrà permessa alcuna violazione del blocco navale» sulla Striscia.
Il primo pensiero di Saif Abu Keshek, dopo il suo arrivo ad Atene, è andato «alle migliaia di palestinesi prigionieri — bambini, donne e uomini — che restano nelle carceri israeliane. Sono sicuro che ciò che ho subito non è comparabile alla sofferenza che loro provano ogni giorno». Sulle condizioni degradanti della prigionia riservata ai palestinesi si sprecano le condanne, dalle ong per i diritti umani alle Nazioni Unite. Dopo l’abbordaggio illegale in acque internazionali del 30 aprile scorso, che ha portato alla distruzione di 22 barche della Global Sumud Flotilla e al sequestro per diverse ore di 180 attivisti, Thiago e Saif sono stati trasferiti in un carcere di massima sicurezza israeliano e posti in isolamento, in celle con illuminazione continua e dunque privati del sonno. Entrambi hanno denunciato, attraverso gli avvocati, violenze fisiche e psicologiche, a cui hanno risposto con lo sciopero della fame.
«Siamo un piccolo passo più vicini a una Palestina libera, ma la nostra lotta è lontana dall’essere finita. Dobbiamo continuare a spingere contro l’impero su tutti i fronti!». Con queste parole la Global Sumud Flotilla ha commentato il rilascio dei due attivisti, ringraziando la pressione dal basso che in queste due settimane ha chiesto la liberazione di Thiago e Saif e il proseguo della missione umanitaria. Le imbarcazioni sopravvissute all’abbordaggio israeliano hanno raggiunto nella notte le coste turche, dove ad attenderle c’era una dozzina di barche pronte a unirsi alla Flotilla e rompere l’assedio illegale sulla Striscia di Gaza. Nelle prossime ore le diverse delegazioni terranno una riunione operativa per organizzare l’ultima fase della missione. Nel frattempo da Tel Aviv il Ministero degli Esteri torna a minacciare la missione, dichiarando che «non verrà permessa alcuna violazione del blocco navale» sulla Striscia. Gli attivisti si preparano e chiedono la mobilitazione generale all’equipaggio di terra per riproporre le manifestazioni oceaniche dell’ottobre scorso, quando la Flotilla andò vicino al suo obiettivo e venne fermata a pochi chilometri dalle coste palestinesi.

Salvatore Toscano
Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.