La fine del lavoro

Fa quasi male all’anima leggere oggi un opera importante del 1995 di Jeremy Rifkin intitolata “LA FINE DEL LAVORO”. Un libro importante (500 pg) e documentato con mille esempi di come l’introduzione della tecnologia e dell’I.A. (che allora non era ancora sviluppata come oggi) significava l’inizio di un lento, ma inesorabile cambiamento nel lavoro, inteso anche marxianamente di tipo planetario. Poiché è un sistema strutturato, non una anomalia

Nessuna novità oggi, anche se possiamo dire che sta velocemente arrivando la diminuzione del lavoro ovunque, per come lo conosciamo, di manodopera che introdotta nei settori produttivi crea valore per pochi e diventa una pena per chi la subisce, poiché non è più “indispensabile”, se ne può fare a meno o comunque c’è un esercito di sostituti ricattabili.

Mentre in molte categorie l’operaio-massa non serve più e mirano agli ingegneri proletarizzati per lavori di competenza maggiore in sostituzione (vedi ad es. https://parolelibere.blog/2026/07/01/porti-italiani-al-bivio-secondo-randstad-research-meno-braccia-piu-competenze-digitali/ )

La questione non è un problema risolvibile sindacalmente, infatti non ci provano neppure a fermare questo modo, mentre addirittura Renzi aveva fatto il Job Act che permetteva nuove normative del lavoro

Proprio perché mi pare cosa nota a chi è attento socialmente, non mi soffermo sul tema in se dell’introduzione della tecnologia, ma sulle conseguenze politiche che questo comporta per una intera società globale sia pure in modo disomogeneo e differenziato.

La “fine del lavoro” è il tema del giorno, di banche, uffici, centri commerciali, persino di lavori tradizionalmente, come quelli agricoli, legati alla manodopera che la meccanizzazione ha sconvolto

E’ la fine del sogno liberale della sinistra dei salotti buoni in cui possono parlarne, ma non modificare lo status

E’ la fine del “padrone” come lo conoscevamo. L’industriale che investiva e produceva , si è trasformato nella finanza, nella borsa, nella banca, nel High tech commerciale (Amazzon).

La fabbrica è il mondo dove comandano leggi spietate, perché se è il mercato che regola, la concorrenza stimola e il profitto l’obiettivo.

Le persone non hanno importanza possono diminuire e cambiare, possono vivere ai margini.

Questa società globale, e ovvio l’Italia, si è dotata di una filosofia di vita che non cura, aggiusta per se nella componente affaristica e a cui la politica risponde adeguando norme “semplificate” e regole che modificano di fatto l’intero patto sociale. Lo stato è diventato il garante di questo processo e ci propina l’affare del secolo, con il revamping della produzione calibrata sulle armi ed il militarismo.

Forza, militarismo e potere repressivo sono la cifra di controllo dagli Usa all’EUROPA .

Come è stato adeguato questo concetto del lavoro oggi ?

Lo dice la Meloni nel suo piano programmatico: stiamo lavorando per sostenere il ceto medio

Questa è la prima bufala poiché NON E’VERO nei fatti, non c’è nessuna difesa neppure per i colletti blu e la piccola borghesia che si sta mangiando il risparmio.

Se in Italia (come in tutte le nazioni anche se con numeri diversi) abbiamo circa 6 milioni sotto la soglia di povertà e altrettanti in rapido avvicinamento vuol dire che tutti questi posso andare a quel paese, non sono nell’agenda Draghi, nessuna spesa sociale coprirà (come in America) la loro necessità di salute, energia, lavoro utile e continuo.

Questa non è un opinione ideologica, ma un fatto analizzato (anche da Rifkin) a cui oggi siamo tragicamente chiamati a riconoscere e combattere

Il dibattito politico oggi orientato anche per mascherare le quantità di industrie che dopo aver creato un modo di essere, penso alla Fiat che ha vissuto a lungo di sovvenzioni ed aiuti statali oggi non paga neppure più le tasse in Italia, abita in paradisi fiscali migliori e sta chiudendo stabilimenti in italia.

Penso all’ILva di Taranto (ma non solo) dove lo stato ha buttato nei forni a carbone quantità enormi di soldi pubblici che vanno solo ad ingrassare imprenditori esteri senza nessuno scopo e siamo all’epilogo per l’intera città di Taranto

E mentre vediamo gli industriali di varie tipologie produttive chiedere aiuti per introdurre ancora più macchine e I.A. mi piace fare l’esempio della trasmissione mattutina sulla RAI “Elisir” che ci spiega come sia possibile e bella la robotica per fare operazioni a cuore aperto in remoto, mentre la realtà che vediamo tutti è il dover rimandare di mesi visite o operazioni importanti perché i tagli nella sanità non lo rendono possibile. L’ipocrisia è che ce lo dicono in faccia, anche con l’aiuto di una sinistra che ancora prova a non vedere credendo di poter migliorare questo sistema, perché quelle figure non hanno il problema di come campo oggi! Il consenso deve continuare per irretire la politica che dall’Europa fino a Roma ormai si è disarticolata e copre l’operazione in cambio di piccoli benefit personali, mentre da tempo ha aperto le porte alla mafia moderna, alla massoneria, con gente come Vannacci, socio indiretto della Meloni, che devia il discorso perché serve un nuovo nemico : i migranti (il male del mondo, che hanno contribuito loro a creare).

La CGIA di Mestre nel suo report annuale parla di una evasione stimata in 82,4 miliardi /anno che è ovviamente dovuta principalmente per le grandi imprese finanziarie e anche per il lavoro nero o precario che dilaga ( https://www.cgiamestre.com/la-cgia-ha-mappato-levasione-e-il-nero/ )

Lo stesso ente documenta come 1,7 milioni di piccole e micro imprese sono in default da tempo!

E ci sono regioni dove già adesso ci sono più pensionati che lavoratori occupati (Umbria).

Non si può trattare qui del tutto un problema così importante, ma serve attenzione poichè lo stesso capitalismo ha reso obsolete categorie e modi di stampo sindacali di interpretazione, mentre la ricchezza complessiva dice, nei fatti, che una povertà e una mancanza di servizi così non ha nessuna giustificazione per continuare.

Due temi in uno :

1) il lavoro deve essere difeso, ma serve un fronte unico sociale che non si vede per ora nelle mosse sindacali o di semplice lotta operaia

2) deve essere messo in scacco anche il senso della produzione, tipo chi produce, cosa e per chi perché è un sistema di utilizzo delle risorse possibili a favore di pochi . Questo per chiudere sul fatto che anche le produzioni in corso oggi nocive, dannose (PFAS, trattamento energia fossile, la privatizzazione di ogni servizio sociale ) devono cessare. Questa mattina la RAI mandava un documentario di una clinica regionale in cui i disabili erano assistiti da un robot e lo diceva con enfasi ridicola per sottolineare la modernità! Guardavo la faccia di quel disperato con la vita già difficile e mi pensavo al suo posto cosa avrei pensato a farmi dare una bottiglia da un robot snodabile

E’ un sistema o ne siamo coscienti e prendiamo solo in considerazione chi vuole una alternativa o ne rimarremo schiacciati e collusi, poichè le guerre variamente articolate sono l’avvenire prossimo. In Germania giganteggiavano grandi manifesti per reclutare militari con l’attrazione di 5.000 euro/anno in più, oltre alle paghe normali!

Leggete il libro apre la mente!

Gianni Gatti

Alessandria , 01/07/26

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