Tasse subite e soprattutto tasse evase: Italia in Europa

Dal blog https://www.remocontro.it/

30 Giugno 2026 Vittorio Da Rold

Nel 2025 la pressione fiscale italiana è stimata al 43,1% del Pil, quinto livello più alto nell’Ue. Un record non particolarmente gradito dai cittadini. Davanti e peggio dell’Italia solo Francia (46,1%), Danimarca (45,5%), Belgio (44,2%), e Austria (44,1%). La Germania è al 41,8%, la Spagna al 38,1%, mentre la media Ue27 è al 40,7%, 2,4 punti sotto il dato italiano. L’Irlanda, una sorta di paradiso fiscale, registra il valore più basso, al 21,4%, e per questo è sede preferita dalle multinazionali soprattutto del web. Ma in Italia sono ancora molti quelli che ancora cercano di evitare le tasse del tutto frodando lo Stato a i cittadini italiani tutti.

107 i miliardi rubati dai furbi

Secondo la Cgia di Mestre, l’evasione fiscale in Italia raggiungerebbe ancora oggi l’enormità di 107 miliardi di euro. Passaggio successivo: cosa si potrebbe fare in campo sanitario, dell’istruzione o dell’edilizia popolare o semplicemente riducendo la pressione fiscale per tutti i contribuenti con i soldi recuperati agli evasori? Belle domande, soprattutto per chi le tasse non ha la possibilità di evaderle neppure di un centesimo.

Nuovi strumenti della caccia all’evasore

Secondo l’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, nel 2025 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno recuperato 36,2 miliardi di euro, un record storico. Tra il 2022 e il 2025 il recupero è cresciuto di quasi il 44%, anche grazie a ‘compliance fiscale’, ‘split payment’, fatturazione elettronica e invio telematico dei corrispettivi. Tutta una serie di correttivi che hanno ridotto le possibilità di evadere. Ma secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’evasione fiscale in Italia ammonta presuntivamente a 107 miliardi di euro l’anno, con una propensione all’evasione del 12,1%, cioè 12,1 euro sottratti al fisco ogni 100 incassati.  Ovviamente si tratta di una elaborazione ma fondata su dati raccolti dalle ispezioni dei “segugi” del fisco sul terreno.

Regioni fedeli e infedeli, classifica

Le regioni più “infedeli”, in percentuale, sono Calabria con il 20,4%, Puglia con il 18,5%, Sicilia con il 18% e Campania con il 17,9%. La maggiore fedeltà fiscale si registra invece nella Provincia autonoma di Bolzano, al 7,9%.

In valore assoluto, il peso maggiore dell’evasione arriva dalla Lombardia, con 17,7 miliardi di mancato gettito.

Per la Cgia, comunque, la lotta all’evasione passa con “l’uso più efficiente delle banche dati e l’analisi dei flussi finanziari e l’impiego di strumenti digitali avanzati consentono di individuare con maggiore precisione le situazioni che presentano elevati profili di rischio”. Alcuni stati europei stanno pensando ad usare l’AI nella lotta all’evasione fiscale.

Entro il 30 giugno richieste tasse per 22,9 mld

In un momento caratterizzato da rischi geopolitici elevati dai conflitti in corso in Europa e Medio Oriente e dai dazi trumpiani che hanno reso l’export dei prodotti europei negli Usa più complesso, le imprese italiane sono chiamate a versare al fisco circa 22,9 miliardi di euro tra Ires, Irap, Irpef e addizionali.

Secondo l’Ufficio studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre, si tratta di uno degli adempimenti più pesanti dell’anno: il sistema produttivo dovrà reperire risorse pari a quasi un punto di Pil, “in una fase in cui molte imprese devono fare i conti con una liquidità sempre più limitata”, sottolinea una nota.

La quota principale arriverà dall’Ires – l’imposta sul reddito delle società di capitali – con un gettito stimato in 15,8 miliardi. Seguono l’Irap con 5,1 miliardi, l’Irpef con 1,8 miliardi e le addizionali regionali e comunali Irpef con 209 milioni.

E la pressione fiscale?

Nel 2025 la pressione fiscale è stimata al 43,1% del Pil, quinto livello più alto nell’Ue.

Davanti all’Italia ci sono Francia (46,1%), Danimarca (45,5%), Belgio (44,2%), e Austria (44,1%). La Germania è al 41,8%, la Spagna al 38,1%, mentre la media Ue27 è al 40,7%, 2,4 punti sotto il dato italiano.

L’Irlanda, una sorta di paradiso fiscale, registra il valore più basso, al 21,4%, e per questo è sede preferita dalle multinazionali soprattutto del web.

Tags:tasse

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.