Contro lo spopolamento alpino, tre comuni offrono casa e co-working

dal blog https://www.lindipendente.online

6 Luglio 2026 Marco Catania

Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana, in Valle Soana, nel Torinese, hanno aperto le candidature per VIHTA, un progetto di residenza temporanea rivolto a professionisti, famiglie, ricercatori e studenti universitari disposti a trasferirsi in montagna per un periodo di due o quattro settimane, tra il 20 settembre e il 18 ottobre 2026.

Il nome scelto viene dal patois francoprovenzale locale: vihta significa “stai”. Non un weekend, non una vacanza, ma un tentativo vero e proprio di popolare di nuovo le terre alte del Parco Nazionale Gran Paradiso, dove lo spopolamento resta la sfida più concreta. L’esperimento non è isolato: si inserisce in una serie di iniziative simili nate negli ultimi anni in altre aree interne italiane, ma qui la novità sta nel metodo, costruito insieme alle tre amministrazioni comunali e non calato dall’alto.

Il meccanismo è semplice. I partecipanti trovano alloggi condivisi, ricavati da locazioni locali e seconde case rimesse a disposizione, insieme a postazioni di co-working con connessione internet. Il contributo richiesto parte da 200 euro per due settimane e 300 per quattro, con sconti per chi si associa a Comunità Sassifraga APS, l’organizzazione che coordina l’iniziativa. Per le famiglie con figli fino a dieci anni la quota è azzerata, ed è prevista la possibilità di seguire la didattica sul posto, un dettaglio che pesa quanto la casa per chi valuta un trasferimento vero.

Il progetto nasce dentro il Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il programma APICE, che sostiene l’imprenditoria giovanile nelle valli alpine di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Si intreccia inoltre con il percorso di incubazione di Réseau Entreprendre e con il coordinamento di Ideazione Srl, già al lavoro sulle nuove imprese nate in valle. I sindaci dei tre comuni lo definiscono «un esperimento sociale che ci permette di mirare al neopopolamento», nato per affrontare i nodi dell’abitabilità nelle aree interne: casa, lavoro, servizi e comunità.

Resta da vedere quanti, tra chi arriverà a settembre, trasformeranno le settimane di prova in un trasferimento vero. I posti sono limitati e la selezione punterà sulla motivazione a integrarsi nella vita della valle. È un primo tentativo, ammettono gli stessi promotori: la scommessa si misurerà nei mesi, non nelle settimane di residenza. Le domande restano aperte fino al 20 luglio sul portale dedicato all’iniziativa.

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Mario Catania

Giornalista professionista dal 2011, si occupa di inchieste, reportage e attualità. Ha lavorato per la carta stampata, per l’online e come videoreporter, spaziando dalla cronaca alla politica e tematiche ambientali. Autore di libri e saggi, per L’Indipendente coordina i lavori del mensile.

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