Sottotitolo : da dividere per ognuno di noi
Dare o meno sostegno finanziario e militare all’Ucraina vuol dire concretamente scegliere come votare sulle sanzioni alla Russia in EU, che armamenti mandare al governo ucraino, di quanto aumentare la spesa italiana in difesa, come porsi nei confronti della NATO e delle missioni imposte nel mondo, come spendere a debito le poche risorse anche per infrastrutture e tecnologia securitaria.
E’ un blocco che pesa sui tentativi dei partiti del Campo Largo e Larghissimo, ma ovvio non è l’unico aspetto di contrapposizione politica, nella prospettiva delle elezioni 2027, non fichi secchi, ma elementi di sostanza che non si possono edulcorare. Questa relativa separazione a parole e non di fatto, poi a catena si abbatte su tutta la società creando divisione e comunque confondendo i termini del problema in cui ognuno ha visione diversa
Fra il si ed il no al riarmo non c’è possibilità di ni….
Non sono interessato a parlare delle problematiche interne ai partiti, sono fatti loro, cito le tematiche invece, che ci riguardano tutti e su cui serve prendere posizione, uno spartiacque.
Questi partiti, più che aprire un dibattito interno con i militanti ed i cittadini (perché no, se si parla di democrazia applicata?) fanno teatro sui media e dalle colonne dei pochi giornali che ancora vendono qualche copia, ammujina!
Le guerre sono la cifra del costo di stare in questa fase del capitalismo finanziario globale, del mercato e della concorrenza ormai ristretta fra grandi gruppi e sfere di influenza fra stati.Cioè di aderire ad una tacita (ma neanche tanto) richiesta del potere finanziario e commerciale.
E’misurabile con la vita sociale interna alle singole nazioni, nelle diversità territoriali.
Per fortuna, fra i movimenti di base, le associazioni, i gruppi civici, i sindacati di base almeno su questo c’è una forma di riconoscimento tacito, una cultura condivisa, legante, anche se non del tutto ordinata e armoniosa e anche a volte contradditoriamente influenzata. Non c’è costanza, ne accordi predeterminati, ma è una realtà di coscienza critica esistente e per me proprio le varie diversità sono il lato positivo della situazione e nulla è già stabilito.
Continuare a denunciare situazioni di repressione di genocidi palesi come a Gaza, violazioni di ogni diritto nazionale ed internazionale serve a poco e nulla cambia nei confronti di chi le guerre le subisce purtroppo.
Certo la solidarietà aiuta, è uno schierarsi a priori, ma senza spostare l’asticella
Chi oggi regge le carte alla Meloni $ CO ( banche, finanza militarista, imprese e fondi internazionali) ha gia visto le strade possibili, dentro le pieghe frastagliate delle strutture dello stato, delle sue articolazioni, le regole delle richieste delle varie autorizzazioni con la scusa della semplificazione, la modifica a capitoli sostanziali anche della costituzione e del controllo della magistratura, le regole d’ingaggio e del militarismo diffuso, delle gare d’appalto, ecc.
Una struttura ormai profondamente mutata in peggio (dall’autonomia differenziata, all’art, V modificato, al taglio all’istruzione, alla ricerca, alle condizioni del lavoro, della spesa sociale, alla privatizzazione della sanità (che quota sempre un 70% del bilancio dello stato e delle regioni.)
Qualunque governo dovesse prendere il pallino in mano, si trova accordi già fatti, inderogabili legami legali, dettagli di iniziative di produzioni o non produzione ( vedi ex Ilva) di atti concreti già chiusi con accordi difficili da modificare ammesso che, fra chi avesse questa possibilità, ci sia qualcuno così bravo e scafato da destreggiarsi in quella baraonda e soprattutto che ne vedesse l’utilità concreta e aderisse.
Ad esempio, siamo in un periodo dove non piove e fa molto caldo, ma nessuno dei decisori pensa lontanamente di mettere freni al business, che deve continuare e quindi avanti con i data-center, con prodotti agricoli o allevamenti intensivi che richiedono invece tanta acqua. E chi ha la capacità economica e finanziaria se ne fotte della morale o dell’etica, usa quelle normative e va avanti con i suoi progetti con la pura forza della finanza, anzi chi si oppone deve affrontare legioni di avvocati che chiedono danni
In Italia hanno presentato e stanno costruendo progetti per circa 200 data-center
Se i giornalisti intervistassero cittadini comuni, come ormai fanno in occasioni di atti violenti di cronaca per pestare nel mortaio della confusione e della paura, anche il più disinteressato cittadino direbbe: serve cambiare modo, produzioni, regole e finalità di ogni produzione.
Il cambio climatico c’è per tutti, ma sono colpiti i poveri e gli abitanti di paesi devastati da violenze imperiali, mentre i pochi ricchi se la godono e ….non è un problema di invidia!
A quale concetto si può pensare quando si dice: vorrei sicurezza sociale?
Innanzi a tutto la sicurezza o è di tutti, cioè sociale o non serve perché nella suddivisione delle risorse, nelle regole del lavoro, nelle scelte particolari e generali, l’individualità è l’arma di ricatto applicata. Ognuno di noi è sicuro se tutti sono al sicuro (con reddito, salute, gestione ambientale, lavoro equo, energia sostenibile, ecc.)
Le reti, i movimenti sopravvissuti alle trasformazioni di questi ultimi anni, come i NOTAV , NOKING, NOREARME, i Sindacati di Base ecc, cercano strade politiche, ma nessuno dei partiti al momento se ne cura, se non per propaganda interna o uso strumentale e dentro quegli ambiti non nasce una qualche forma di rappresentanza, di aggregazione organizzata fra soggetti diversi che abbia la forza di cambiare il sistema. Forse è un vantaggio essere snobbati da questi collusi!
Se ognuno lotta per se stesso è vinto per default !
La polemica interna al Campo Largo continuerà a fare distinguo, ma non cambierà la situazione perché non ci sono motivazioni di obiettivi politici unificati, se non meramente elettorali, a tempo
Se non si incide sulla politica nazionale con tutte le tematiche note antiNato, ecc, può bastare il boicottaggio degli affari di Israele (sacrosanto da continuare), le manifestazione di vario tipo a favore della Palestina devastata (sacrosanta da continuare)?
Se non ci si riesce ad aggregare su contenuti ormai più che evidenti :
sul NO alle guerre (non solo a Gaza) e quindi su un NO a questo governo di destra, ma anche a tutti i programmi che prevedono di aumentare spese, cultura militare e continuare a gettare benzina sui massacri nel resto del mondo, nonostante ormai i numeri delle quantità di poveri e del disagio in generale siano note, così come la mancanza di servizi gratuiti e pubblici fra privatizzazioni di beni comuni, energia, sanità ecc.
Non si può più credere in un governo di qualunque colore, che non definisca con i cittadini un programma amministrativo con possibilità di intervento, di alternativa sociale concreta, e non dimostri concretamente di attuarlo ricostruendo le stesse istituzioni, allargando la partecipazione decisionale, ponendo limiti all’evasione fiscale, alle spese insensate e dannose con grandi opere dannose e ritornando nei territori a costruire un tessuto partecipativo, di gestione collettiva dove non ci sia più posto per produrre PFAS o chimica dannosa o energia fossile, dove l’ambiente sia ri-naturalizzato. Pensate alla quantità di progetti soggetti a gara per costruire impianti eolici o fotovoltaici da parte di grandi imprese anche straniere solo per profitto che poi decidono il mercato e tutti noi paghiamo in bolletta, con concessioni decennali!
Il mondo è cambiato perchè il capitalismo ha cambiato le condizioni e continuare nello stesso modo aspettando Godot o votando turandosi il naso, non serve ed è avvilente
Servono idee e strutture di gestione, perché se deve, per esempio, cessare la produzione di PFAS o di armi, la vita di chi ci lavora deve continuare decentemente e deve essere una forma istituzionale con la collaborazione di tutti, esperti e ricercatori compresi a stabilirlo per ogni territorio a determinarla equamente, non può decidere chi fa business !
Ora, la scelta di Israele e degli USA di bombardare Gaza e tutto il Medio Oriente non nasce dalla semplice pazzia di Trump e Netaniahu, è un ciclo di questo sistema alimentato da accordi multipli globali, con un copia incolla nazionale in cui le diversità sono peculiari! Il Governo Meloni e la NON OPPOSIZIONE mantengono, ( uno tacendo sul genocidio a Gaza, l’altra votando a favore delle armi all’Ucraina) una operatività di fatto nell’incertezza che va vene ai militaristi. Mentre alimentano odio concentrato su migranti come cause di tutto, in una logica liberista senza scampo per chi la subisce che se va bene per la cultura americana qui è sostenuta solo da chi è già in una posizione privilegiata.
Un modello sociale non può essere costruito sulla volontà del piccolo gruppo per auto-glorificarsi, ma è un insieme di obiettivi da mettere in discussione fra tutte le componenti sociali a partire dai bisogni e dalle necessità dei territori e va legato a livello nazionale
Poichè il vero problema non è raccontarsela fra militanti già convinti, ma come aprire una stagione di coscienza critica e iniziative su tante tematiche aperte con chi oggi sta ai margini, rimane indifferente, non agisce, è in stand-by la sfera della politica così come si presenta è inutile e se c’è qualcuno che ci ragiona può sempre cambiare idee e modus operandi.
Chi deve cominciare a spiegare cosa serve e come vogliamo vivere?
Un tema nient’affatto sviluppato, spesso annegato nelle specificità o generalizzato per depotenziarlo
Gianni Gatti
Alessandria, 07/08/26