AfD: esegesi

Dal blog https://www.ariannaeditrice.it

di Vincenzo Costa – 06/09/2026

Fonte: Vincenzo Costa

<<Note di redazione – G.G.- Lungi da me l’idea del panegirico dell’AFD, però segnalo questo articolo che ha almeno la forza di qualche dato e analisi di questo voto in Sassonia. l’AFD ha trionfato al 44,5 % su tutti ma la domanda è proprio quella dell’autore nascosta fra le righe : cosa hanno detto/fatto gli altri partiti per i cittadini?

Sassonia-Anhalt, stravince la Afd con il 44%, Cdu 17,4%, Spd 9,2%, Linke 8,6%, Verdi 8,9%, Bsw 5,1%

Poi va segnalato che questa formazione subito dopo le elezioni dichiara giustamente di portare avanti il suo programma e fra le prime proposte: classi differenziate>>

AfD: chi la ha votata?
C’è ovviamente molta retorica e la solita chiamata alle armi, per cui bisogna urlare al nazismo, mettere le citazioni dei soliti filosofi., che oramai non si sopportano più, tanto sono dissociati e dissociano dalla realtà.
Io partirei dai fatti, dalla realtà, questa nemica dell’intellettualità di sinistra, sempre più rancorosa, cieca, istupidita dentro la sua retorica, retorica peraltro utile perché per fare carriera in università e fare parte del branco accademico devi usare quella stupida retorica, NEGARE NEGARE NEGARE LA REALTA’.
Allora, nel Sachsen-Anhalt il 44% delle persone è nazista? Dobbiamo interpretare così le cose? Vogliono tornare alla politica razziale, aprire i campi di concentramento e cercare lo spazio vitale a est, conquistando la Russia?
Vediamo qualche punto di realtà:
AfD si oppone al riarmo, alle armi all’Ucraina e chiede che riprendano normali relazioni con la Russia, soprattutto che si torni al gas russo.
Tutti gli altri partiti in Germania spingono non solo per il riarmo ma per l’escalation e per la guerra, avendo trasformato la Germania nelle retrovie produttive della guerra, quindi direttamente coinvolta nella guerra.
Vorrei ricordare che i verdi, che ancora qualche anima pia mitizza come di sinistra e progressisti, porterebbero la guerra in Europa. Talmente falsi che piangono se qualcuno usa la vecchia panda o per il povero albero all’angolo, ma felicissimi dei bombardamenti, con intere città piene di amianto ridotte in polvere, devastazioni ambientali di ogni tipo, milioni di morti.
Li ho conosciuti del resto, scemo come ero e indottrinato dalla sinistra italiani proiettavo i miei pregiudizi, come se fossero compagni. Uno era un assistente di Hans Albert, un neoliberale assoluto, uno di destra destra liberale, un coglione che però aveva il mito della foresta tedesca.
Le persone hanno votato per AfD perché era l’unica alternativa credibile per chiunque fosse contro l’invio di armi e l’escalation. Con una politica molto moderata, dato che chiede che la NATO torni alla sua funzione difensiva. Ricordo che caratteristica del nazismo fu quella di puntare al riarmo per scopi espansivi. Dunque chi ripete quella storia?
Ma chiediamoci: chi ha votato per AfD? I vecchi nazisti?
In modo massiccio hanno votato per AfD le persone della fascia di età di lavoro attivo:
Tra coloro che sono tra i 35 e i 44 anni hanno votato per AfD il 53%, quindi molti più del risultato medio. Tra i vecchi ultra settantenni, invece, solo il 31%.
Hanno dunque votato per AfD coloro che sentono la crisi sul loro collo, coloro che lavorano, che vedono come l’economia si sta bloccando, che hanno figli da mantenere, mutui da pagare. I non garantiti.
E dal punto di vista del reddito?
Tra i ricchi solo il 37% ha votato AfD. Tra i poveri o coloro che non sono ricchi, invece, ben il 67%.
Ora, almeno bisognerebbe partire da questi dati per ragionare. Ma a sinistra, che oramai è tutto un codazzo di Repubblica, piace solo fare propaganda, farsi accettare a cena, entrare in quell’immondo gergo che ripete cose di cui nessuno si cura, che nessuno più capisce. E le elezioni in tutto il mondo lo mostrano, lo dicono che la gente è stufa di quel linguaggio, di quella concettualità.
E invece guai a parlare di realtà, guai a dire che la cultura di sinistra è vecchia, che la gente non ne può più delle quattro formule ripetute, trite e ritrite, di una cultura vecchia agli anni ’60, una cultura che non coglie i problemi, li nega, e ripropone fantasie, slogan, potrei fare un lungo elenco di cazzate che sento ripetere, di autori che si citano perché li si deve citare.
La realtà sta dicendo basta a questo enorme cumulo di cose che avevano un senso ma oramai sono solo luoghi comuni di una piccola setta.
Se si vuole fare qualcosa bisogna fare pace con la realtà, capirla, smettere di negare i problemi..
Abbiamo bisogno di una cultura diversa, che non sia la prosecuzione di quella degli anni sessanta.
Credetemi, fuori dell’università c’è un altro mondo. Il mondo cambia, mentre le università e gli studiosi, soprattutto quelli giovani, sono divenuti il luogo della muffa. 

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