Dal blog https://sbilanciamoci.info/
di Alleanza Clima Lavoro 5/11/26
Note importanti- Con gli articoli di oggi, finisce il ” servizio di comunicazione gratuita ” ( non perchè diventi a pagamento) ma come forma di rispetto, prima di tutto del lavoro di controinformazione e di argomentazione provocata su temi vari con scarso dibattito sociale raccolto quasi ad inseguimento personale o di gruppi in cui ho avuto un piccolo ruolo politico. Nessuno starà male per questo, anzi credo alcuni diranno: finalmente sto rompi si sta zitto.In realtà non sarà così, anzi nel mio piccolo delirio continuerò, solo che ognuno dovrà un pò più faticare per avere lo stesso risultato, cioè arrivare al sito parolelibere.blog e leggere o copiare. Il momento politico non è solo instabile per gli haker che ci minacciano o per le guerre di predazione, ma anche per una secca diminuzione dello sforzo intellettuale di chi ancora fa militanza comunque di cercare di uscire dal particolare, dal locale o cmq di provare ad allacciare alleanze e collettività su temi comuni. Ognuno sceglie le proprie vie, ora a voi, cercare le vostre argomentazioni o i silenzi abbondanti. Gianni Gatti
La nuova puntata di “A qualcuno piace verde” racconta le alternative ai fossili attraverso le comunità energetiche rinnovabili: benefici concreti per famiglie, imprese e territori, tra ostacoli burocratici e interessi economici da superare.
La benzina rincara, ma nessuno se ne preoccupa perché i trasporti sono elettrificati. Le bollette si abbassano grazie alle rinnovabili e le minacce alle rotte del petrolio non fanno più paura. Sono le notizie del giornale radio immaginario che apre la nuova puntata di “A qualcuno piace verde”, il podcast dell’Alleanza Clima Lavoro in collaborazione con ènostra, a cura di Massimo Alberti.
Una provocazione che pone una domanda concreta: quanto cambierebbero le nostre vite se smettessimo di dipendere dai combustibili fossili?
E quanto è lontano questo mondo immaginario?
La puntata richiama le esperienze di Cina, Pakistan e Spagna, mostrando come gli investimenti nelle tecnologie elettriche e nelle rinnovabili possano già ridurre sensibilmente la vulnerabilità alle crisi del fossile.
Anche in Italia esistono esperienze concrete che indicano una direzione possibile. Per raccontarle, il podcast presenta i casi esemplari di due comunità energetiche rinnovabili che sperimentano la produzione e la condivisione di energia pulita.
La prima è Leather CER, nel distretto conciario toscano. Il suo presidente Maurizio Chiesa racconta come gli impianti fotovoltaici sui tetti delle concerie abbiano dato vita a un progetto che coinvolge anche altre imprese della filiera e guarda all’intero territorio.
Un’esperienza che collega il fabbisogno energetico delle aziende alla possibilità di generare benefici sociali a livello locale. La seconda è Sienaenergie, che riunisce famiglie, amministrazioni comunali, università, organizzazioni sindacali e associazioni.
Il presidente Alessandro Vigni descrive il percorso di costruzione della comunità e i primi benefici attesi dalla distribuzione degli incentivi. E avanza due richieste: rendere il beneficio direttamente visibile in bolletta e consentire una relazione più diretta tra chi produce e chi consuma l’energia all’interno della comunità.
Queste esperienze mostrano possibilità concrete, ma anche ostacoli che ne limitano la diffusione. Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente, ricostruisce le difficoltà burocratiche e le incertezze che accompagnano le comunità energetiche, dalle procedure per costituirle e gestirle ai problemi dei finanziamenti legati al PNRR.
Tra gli obiettivi prioritari, il riconoscimento diretto in bolletta dei benefici economici dell’energia condivisa, per rendere immediatamente riconoscibile il vantaggio dell’autoconsumo. Sullo sfondo, la critica a scelte politiche che continuano a privilegiare l’approvvigionamento di gas rispetto allo sviluppo delle rinnovabili e della partecipazione dei territori.
C’è poi il tema di come finanziare le alternative e di chi beneficia dell’attuale dipendenza. Alessandro Volpi, docente di Storia dell’economia all’Università di Pisa, analizza le resistenze alla tassazione degli extraprofitti dei gruppi energetici.
Nella sua lettura, agli interessi degli azionisti privati si affianca quello dello Stato, che dalle società partecipate incassa dividendi e risorse per il proprio bilancio. Un intreccio che contribuisce a spiegare le difficoltà di intervenire sui profitti generati dalla crisi del fossile.
Le storie delle comunità energetiche raccontate nella puntata mostrano che produrre energia rinnovabile e condividerne i benefici è già possibile. Eppure, chi intraprende questa strada si scontra con ostacoli burocratici, problemi di finanziamento e scelte politiche contraddittorie. Nel frattempo, la dipendenza da gas e petrolio continua a pesare sui bilanci di famiglie e imprese e ad alimentare gli extraprofitti dei grandi gruppi energetici.
La domanda che attraversa la puntata riguarda quindi le responsabilità e gli interessi in gioco: se le alternative esistono e possono migliorare le nostre vite, perché si continua a frenare la loro diffusione?
Ascolta la nuova puntata del podcast!