Il sistema finanziario crea la moneta dal nulla, e poi ci compra i titoli del nostro debito pubblico

di Guido Grossi dalla sua pg FB

Questo è il metodo :

– se sono una banca centrale compro BTP sul mercato secondario

– se sono una banca qualunque che ha accesso alla liquidità della banca centrale compro il BTP in asta e poi lo risconto presso la banca centrale, guadagnando un margine

siccome il sistema finanziario privato ha paura che non saremo in grado di ripagare quel debito, ci spinge ad attuare politiche fortemente restrittive: dobbiamo raschiare il barile per pagare interessi, costi quel che costi. Il guaio è che il costo è sempre più alto ed a pagarlo sono sempre i più deboli e la classe media che si sta impoverendo. I ricchi, si sa, se la cavano sempre.

Come fanno i mercati ad obbligarci ad accettare quelle politiche assurde? In due modi: con il ricatto dello spread (se non fai quello che voglio ti faccio fallire) e, udite udite, con l’aiuto delle Istituzioni dell’Unione europea che, vi piaccia o non vi piaccia ammetterlo, sono schierate contro gli interessi delle popolazioni che soffrono ed a favore degli interessi della finanza privata.

Difendere un elevato livello di competizione e la stabilità della moneta, questo vuol dire. Ed aver posizionato quell’obiettivo al primo posto, al quale sono esplicitamente subordinati tutti gli altri, non può lasciare adito a dubbi.

Il paradosso è che le politiche restrittive rendono la restituzione di quel debito letteralmente impossibile : infatti il paese si impoverisce ma il debito continua a crescere. Tutti lo vedono.

Voi penserete che i mercati non sono stupidi, e quindi la smetteranno, per loro stesso interesse.

Ma questo è solo perché l’immaginario collettivo tende a vedere gli operatori di mercato come essere estremamente freddi e razionali.

Nossignori, chi li ha visti da dentro sa perfettamente che di razionalità li dentro ce n’è ben poca: la maggior parte degli operatori prende decisioni in maniera assolutamente irrazionale ed impulsiva, quando non si affida invece ad algoritmi automatici che però, vincolati dalle regole imposte di gestione del rischio, finiscono per obbligare le scelte a “seguire” quello che succede nel mercato. In pratica,a non decidere proprio nulla.

Pochi, invece, usano la testa, e fanno un ragionamento completamente diverso. Più o meno questo: se il denaro lo creo dal nulla, che me ne faccio della restituzione del debito?

Molto meglio che quel debito non sia mai restituito, e che spinga invece i debitori (tutti) a continuare a svenarsi vendendo cose materiali per racimolare soldi per pagare interessi. Del capitale, non me ne frega un bel niente. Io, intanto, metto su dei bei fondi di investimento che comprano immobili di pregio, aziende, preziosi, insomma, tutta roba che dal nulla non la puoi certo creare ! E’ quella che voglio. E per potermela comprare a due soldi, è necessario che questa crisi del debito sia infinita, e lenta. Ogni tanto mollo, ogni tanto stringo. l’importante è farla durare il più a lungo possibile.

Se state penando che la cosa sia piuttosto assurda, avete perfettamente ragione.

Assurdo, è starsene con le mani in mano, senza organizzarsi per dare una risposta definitiva a queste assurdità.

Anche perché, se non ci spicciamo a fare qualcosa, prima o poi scoppia un grosso casino. E’ matematico.

Che fare?

Le alternative possibili :

1) chiedere all’Unione europea di cambiare registro: che inizi a difendere l’interesse pubblico, piuttosto che quello della finanza privata che fa i soldi con i soldi creati dal nulla e ci spoglia delle nostre ricchezze materiali. Ma la risposta sarà picche, oppure ” ni ” (ni = temporaneo allentamento della tensione, tipo eurobond, euro a due velocità, reddito di cittadinanza, insomma: palliativi)

2) uscire dall’Unione europea. Qui il problema è esclusivamente psicologico: ci hanno messo in mente che senza europa dei popoli non andiamo da nessuna parte, e la gente, purtroppo, ci ha creduto. Il guaio molto grosso è che grazie alla disinformazione mediatica, l’Unione europea viene percepita come rappresentante dei popoli europei, e non, invece, per quello che è : rappresentante degli interessi del capitale sopra nazionale. Il giorno in cui questa maschera sarà per terra, saremo salvi. Ma non è oggi, quel giorno.

3) disconoscere quel debito. Cammino lungo e tortuoso, che prevede battaglie legali complesse e dall’esito incerto.

4) lo Stato italiano con uno scatto d’orgoglio si ricorda che ha dei doveri verso il suo popolo, che sono estremamente più importanti della stabilità della moneta e degli interessi dei mercati finanziari, e decide di fare una cosa semplice: crea anche lui dal nulla il denaro, e lo usa per ripagare quel debito.
E visto che ci si trova, comincia ad usare quel denaro creato dal nulla anche per altri scopi, decisamente più nobili:
– dare a chiunque lo desideri un lavoro dignitoso e ben pagato
– rimettere in piedi il sistema pubblico dei servizi essenziali
– mettere i sicurezza il territorio
– ecc ecc ecc…

Questa è la vera unica soluzione che taglia il problema alla radice, e sebbene comporti una certa dose di coraggio e di fermezza nei confronti sia dei mercati sia delle Istituzioni dell’Union europea, è l’unica veramente in grado di mettere tutti con le spalle al muro e di fronte alle proprie responsabilità. E se l’Unione europea dovesse calcare troppo la mano nelle sue rimostranze, si può sempre rispondere con una bella lettera ex articolo 50 del trattato Ue, che comunica al Consiglio l’intenzione dell’Italia di sedersi ad un tavolo negoziale per discutere come impostare in maniera totalmente diversa i rapporti reciproci, che da questa Ue se ne può sempre uscire.

Sapete perché non si fa: perché i popoli hanno paura del crollo dei mercati finanziari (lehman, grande depressione, eccetera)

E basta, eh ! E’ ora di svegliarci, popolo bambino: sono solo loro che ne devono avere il terrore, di quel crollo !

se il denaro è infatti creato dal nulla, e rappresenta solo dei numeri sui computer delle banche, che guai potrà mai subire l’umanità dalla cancellazione di qualche numero su dei computer?

Ne ricreiamo tanti quanti ce ne pare.

Questa volta, però, li usiamo solo per scopi socialmente utili.

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