Le insicurezze neoliberiste: un pro-memoria e l’invito a fare nuove ricerche e reportages

Di Turi Palidda – sociologo Unige- Savona

I morti sul lavoro o per il lavoro o dal lavoro sono molti di più ma non sono riconosciuti tali dalle statistiche. Spesso sono le vittime delle neo-schiavitù che colpiscono immigrati irregolari e regolari ma anche tanti italiani (e questo anche in Germania, Francia e altrove, nello stesso cuore delle grandi città quali Londra, Parigi, Berlino, Milano ecc.). La razzializzazione di oggi serve appunto a inferiorizzare e schiavizzare meglio gli immigrati ma anche quella parte della popolazione priva di ogni tutela, ma spesso oggetto di angherie, violenze e persino stupri (le donne)
da parte di caporali e padroncini e a volte anche di agenti delle polizie.
1) Nonostante ci dicano che oggi si muore di meno – perché le grandi e medie industrie insieme alla produzione ovviamente hanno delocalizzato la mortalità nei “Paesi terzi” – in proporzione l’insicurezza sul lavoro è aumentata (più incidenti e più malattie) …
2) la causa principale di questo è il neoliberismo ossia l’ossessione di aumentare la produttività e quindi il profitto a tutti i costi cioè sulla pelle di chiunque dentro e fuori dai luoghi di lavoro …
3) sulla carta abbiamo un’ottima legge per la sicurezza sul lavoro con misure e dispositivi di sicurezza che teoricamente dovrebbero prevenire tutto … ma nulla funziona perché se funzionasse si rallenterebbe la produttività; allora i dispositivi sono spenti e se qualche lavoratore reclama sicurezza rischia il posto, comincia a essere oggetto di mobbing, persecuzione ecc.
4) come dicono tanti lavoratori (nel 2008 abbiamo raccolto le testimonianze di circa 500 lavoratori in Liguria e soprattutto a Genova in diverse attività) «SIAMO IN GUERRA … la mattina vai al lavoro e sembra di andare al fronte … non si sa se la sera torni»; ma spesso “le autorità” pretendono dare la colpa ai lavoratori che accusano di comportamenti malsani, di non rispettare le misure di sicurezza o di essere ignoranti alimentando anche il razzismo con l’accusa agli immigrati di lavorare come “selvaggi”;
5) tanti incidenti sul lavoro e tante malattie sono dovute alle attività in nero che in maggioranza non sono nel Sud ma proprio nei feudi dei fascisti, razzisti e mafiosi della Lega e delle destre: vedi per esempio la Valle della gomma -Sebino (http://www.la7.it/piazzapulita/video/lo-sfruttamento-nellavalle-della-gomma-21-03-2018-237090;  http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_07/al-lavoro-balconi-garage-cortili-nerovalle-gomma-bergamo-af15168e-9397-11e7-8bb4-7facc48f24a3.shtml)
o i cantieri edili a Milano
(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/07/11/mafia-padana-organizzataferoce.html?ref=search).
Ma anche nel Lazio dove le destre mafiose attaccano anche il sociologo
Marco Omizzolo (della cooperativa In Migrazione) che da anni denuncia e organizza la resistenza dei neo-schiavi indiani del caporalato locale. Oppure nel ragusano dove le donne sono schiavizzate anche sessualmente e costrette a continui aborti
(http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/06/30/news/sfruttamento-stupri-e-aborti-le-bracciantirumene-in-sicilia-continuano-a-vivere-come-schiave-1.305380)

O ancora a Rignano
(http://effimera.org/lordine-regna-rignano-salvatore-palidda/), in Puglia e in molte altre zone (cfr le ricerche di Leogrande, Sciurba, Sacchetto, Perrotta, Ormizzolo e altri: Si veda una lista parziale dei riferimenti a ricerche e reportage alla fine di questo testo.
SI MUORE DENTRO E FUORI DAI LUOGHI DI LAVORO: l’insicurezza non è solo dei
lavoratori ma di tutti e la lotta contro essa deve essere di lavoratori e della popolazione.
6) la contrapposizione fra diritto al lavoro e diritto alla vita è una delle più criminali infamie neoliberiste: è provocata per contrapporre lavoratori e popolazione e quindi occultare che la mortalità dentro e fuori i luoghi di lavoro, gli incidenti e le malattie professionali sono crimini contro l’umanità di cui sono responsabili le lobby, il padronato e le autorità politiche che lo permettono smantellando anche le agenzie di controllo e prevenzione, rendendole incapaci di agire o alla mercé della corruzione …
7) mentre il discorso strumentale sulla sicurezza sparla di terrorismo, di criminalità in termini strumentali e di guerra alle migrazioni e ai poveri (distrazione di massa) si occultano le insicurezze che colpiscono di più la maggioranza della popolazione: solo una minoranza dei decessi sono da “morte naturale”, la stragrande maggioranza è per malattie provocate da contaminazioni tossiche di cui sono responsabili sempre le lobby, il padronato e le autorità politiche locali, nazionali ed europee, nonché da disastri ambientali sempre provocati dagli stessi come gli incidenti sul lavoro.
Infine, è assai emblematico che durante e dopo la campagna elettorale quasi nessuno abbia denunciato questi crimini contro l’umanità (che non ha alcuna tutela). Nessuno dice che i feudi elettorali delle destre e in particolare della Lega – ma anche di una parte del PD – si nutrono del lavoro nero degli immigrati contro cui vomitano razzismo colonialista appunto perché li vogliono solo come schiavi e mai con pari diritti.

(da appunti di ricerca per libro: Resistenze ai disastri sanitari, ambientali ed economici nel Mediterraneo, http://www.deriveapprodi.org/2018/03/resistenze-ai-disastri-sanitari-ambientali-ed-economici-nel-mediterraneo/)
Il libro contiente interventi di: Mara Benadusi, Anna D’ascenzio, Kamel Doraï, Sümül Kaya, Stefania Ferraro, Antonio Mazzeo, Luca Manunza, Laurent Mucchielli, Salvatore Palidda, Jean Francois Pérouse, Antonello Petrillo, Vittorio Sergi, Salvo Torre, Lucia Vastano, Zoé Vernin.
Alcuni riferimenti a studi e reportage:
FILLEA-CGIL, FENEA-UIL, FILCA-CIS, RAI DUE “I cantieri edili di Milano visti dalla TV”. VHS, 2000; Cantieri edili a Milano: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/07/11/mafia-padana-organizzataferoce.html?ref=search
CGIL Lavoro minorile / Libro-inchiesta, 2005, http://www.cgil.it/documenti/lavoro-minorile; Foschini, G. et Pleuteri,
L. 2006. “Quei 119 spariti dalla Polonia e adesso scomparsi in Puglia”:
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/scomparsi-polonia/scomparsi-polonia/scomparsi-polonia.html;
“Il tempo delle arance: immigrati e apartheid a Rosarno” – Parte 1 di 3

Leogrande, A. 2008. Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del sud. Milano, Mondadori;
Leogrande, A. 2009. I desaparecidos polacchi nei campi di pomodoro del Tavoliere delle Puglie (28 gennaio)
http://www.unita.it/italia/i-desaparecidos-polacchi-nei-campi-di-pomodoro-del-tavoliere-delle-puglie-1.26660;
http://www.meltingpot.org/Clandestini-ecco-il-business-di-Salvatore-Palidda.html#.WL03VxAnvbE;
Incidenti e malattie professionali: cosa ne pensano i lavoratori (Liguria): https://www.youtube.com/watch?v=-
fKehubRd_M
Minacce al sociologo anti caporalato (Marco Ormizzolo): http://www.radiopopolare.it/2018/03/caporalato-omizzolominacce-lazio-braccianti/;
https://www.zeroviolenza.it/archivio-news/item/67277-marco-omizzolo; Giustizia per i
lavoratori sikh; Assassinio di 13 bambini eritrei; Sfruttati a tempo indeterminato; Precarietà del lavoro, precarietà della vita; Razzismo di Stato
Valle della gomma-Sebino: http://www.la7.it/piazzapulita/video/lo-sfruttamento-nella-valle-della-gomma-21-03-2018-
237090; http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_07/al-lavoro-balconi-garage-cortili-nero-valle-gommabergamo-af15168e-9397-11e7-8bb4-7facc48f24a3.shtml)

Fo, D. & F. Cazacu (a cura di) Un uomo bruciato vivo. Storia di Ion Cazacu. Milano, Chiarelettere, 2015;
http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/120/1/Iadevaia_Mainardi_Lavoro%20sommerso.pdf;
http://www.lavoroediritti.com/2010/06/save-the-children-500-mila-bambini-lavoratori-anche-in-italia/ Sciurba, A. e Carnemolla, D. 2013. “Due volte sfruttate. Le donne rumene nella “fascia trasformata” del ragusano”,
http://www.meltingpot.org/Due-volte-sfruttate-Le-donne-rumene-nella-fascia.html#.VNdsu2SG83I; http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/120/1/Iadevaia_Mainardi_Lavoro%20sommerso.pdf; Mangano, A. 2014.
“Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa Il nuovo orrore delle schiave rumene,”
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/15/news/violentate-nel-silenzio-dei-campi-a-ragusa-il-nuovo-orroredelle-schiave-rumene-1.180119?ref=HRBZ-1;
Mangano, A. 2015. “Schiave romene nei campi in Sicilia, per il governo è un fenomeno ‘non significativo”, http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/04/07/news/schiave-romene-per-ilgoverno-e-un-fenomeno-non-significativo-1.207092?ref=HRBZ-1;

Castaldo, A. 2015. “Il racconto della bracciante rumena schiavizzata”, in Corriere, http://video.corriere.it/mi-diceva-seischiava-l-incubo-erika-sfruttata-serre-costretta-quattro-aborti/4de492be-0e78-11e5-89f7-3e9b1062ea42?refresh_ce-cp;

http://www.inmigrazione.it/UserFiles/File/Documents/87_DOPARSI%20PER%20LAVORARE%20COME%20SCHI
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Flai-CGIL Campania: http://comune-info.net/2014/03/schiave/;
Petrillo, Ant. (a cura di) Il silenzio della polvere, Milano, Mimesis, 2015: video di Luca Manunza:

Asud’Europa, I nuovischiavi, 2015; http://www.piolatorre.it/public/art/i-nuovi-schiavi-in-agricoltura-arrivano-dallafrica-330;

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ISFOL, Iadevaia, V., Mainardi, M. (2012) Dimensioni e caratteristiche del lavoro sommerso/irregolare in agricoltura:
http://isfoloa.isfol.it/jspui/handle/123456789/120?mode=full;
“Caporalato, in 400mila lavorano nei campi per meno di 2,5 euro l’ora”:
http://www.repubblica.it/economia/2016/02/23/news/caporalato_in_400mila_lavorano_nei_campi_per_meno_di_2_5_e
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Adragna, P., Bagnariol, G., Monaco, L. & Nencioni, P. 2013. L’Italia del lavoro
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Teodonio, V. “I nuovi schiavi dell’agricoltura Tre euro l’ora piegati sui campi”,
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/2014/03/28/news/i_nuovi_schiavi_dell_agricoltura_tre_euro_l_ora_piegati_sui_campi-82159113/;

Report RAI, “Nero a metà: i voucher”, http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-528f4bd1-c0ae-4742-
b15b-1d69980245d2.html;
“Saluzzo. Rosarno arriva in Piemonte”, http://www.youtube.com/watch?v=gpUTHawCKd8; “Immigrati stagionali in
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Perrotta, D. Vite in cantiere. Migrazione e lavoro dei rumeni in Italia, Bologna: Il Mulino. 2001
Alasia, F.; Montaldi, D. Milano, Corea. Inchiesta sugli immigrati negli anni del «miracolo» (con una lettera di Danilo
Dolci; introduzione di G. Crainz e postfazione di J. Quiligotti). Roma, Donzelli, 2010; nuova edizione
“Taranto dopo l’Ilva”, https://www.youtube.com/watch?v=1qFTCc6kbCk
8b2c-e50d213d6b66.html?p=0
Calabresi, C. “Qualche considerazione a proposito dell’industria tessile italiana e degli infortuni sul lavoro” e “DaccaBangladesh
24 aprile 2013 più di 1100 morti: in un minuto e in un luogo più morti che in Italia in un anno!:
http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=278:dacca-bangladesh-24-aprile-2013-piu-di1100-morti-in-un-minuto-e-in-un-luogo-piu-morti-che-in-italia-in-un-anno&catid=59:attualita-la-tutela-dellavoro&Itemid=57;
http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=274:qualche-considerazionea-proposito-dellindustria-tessile-italiana-e-degli-infortuni-sul-lavoro&catid=39:notizie-prevenzione-e-lavoro
Colombo, Marcetti, Omodeo, Solimano (1995) “Wenzhou-Firenze. Identità, imprese e modalità di insediamento dei
cinesi in Toscana”, Quaderni della Fondazione Giovanni Michelucci, 01/12/1995;
Inmigrazione Dossier, http://www.inmigrazione.it/it/dossier/2014—doparsi-per-lavorare-come-schiavi

 

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