Mafia Padana

da Turi Palidda sociologo Unige – Savona

(da aggiornare con altri fatti e reportages recenti fra i quali:

http://www.la7.it/piazzapulita/video/lo-sfruttamento-nella-valle-della-gomma-21-03-2018-237090

http://www.la7.it/piazzapulita/video/piazzapulita-torna-nella-valle-della-gomma-23-03-2018-237295

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_07/al-lavoro-balconi-garage-cortili-nero-valle-gomma-bergamo-af15168e-9397-11e7-8bb4-7facc48f24a3.shtml) 

Questo articolo di Zita Dazzi su Repubblica Milano dell’11/7/2002 nacque a seguito del clamoroso fatto del un pannello del soffitto del nuovo teatro Arcimboldi che cade quasi sulla testa dell’allora procuratore capo del Tribunale, F.S. Borrelli. Questo teatro fu costruito in fretta perché la Scala chiudeva per restauro. Senonché il cantiere fu affidato a due ditte bresciane-bergamasche (fra le solite che da sempre lavorano a Milano) che non hanno alcun imbarazzo a oscillare fra legale e illegale, impiegando tanti operai al nero e costringendoli a lavorare a ritmi folli. Durante un tentativo di visitare il cantiere da parte di un sindacalista della Fillea-CGIL i boss del cantiere furono capaci di tirar fuori la pistola per scoraggiarlo … già da quel peridio ci furono sindacalisti di Milano ai quali fu assegnata la scorta di polizia. Palesemente quel cantiere fu realizzato con ben poco riguardo alla sicurezza sia dei lavoratori che dell’opera e non a caso un pannello del soffitto cade già all’inaugurazione! Purtroppo lo stesso Borrelli fece una dichiarazione che rivela come allora non avesse idea della diffusione del nero in particolare nei cantieri di Milano. Ricordo che già negli anni novanta c’era almeno 6 piazze nelle quali ogni mattina dalle 5 in poi c’era il mercato delle braccia e i caporali arrivavano con i furgoncini per reclutare la ciurma e partire a razzo spesso sotto gli occhi di volanti della polizia o parente dei carabinieri o auto dei vigili urbani … ma quando un comandante dei vigili urbani di Desio stabilì dei blocchi stradali perché troppi furgoncini sfrecciavano a tutta velocità e grave pericolo per gli abitanti, gli imprenditori padani insorsero e la giunta comunale lo costrinse a dimettersi … del resto si ricorderà che l’allora ministro della giustizia Castelli ebbe a dire che l’assassinio di Ion Cazacu per mano di Iannece che gli diede fuoco era stato sicuramente un incidente provocato dallo stesso immigrato che avrebbe esasperato il povero Iannece che faceva il caporale per un impresa probabilmente di un buon elettore leghista … (Castelli fu lo stesso che disse che nella famosa caserma lager di Bolzaneto non era successo nulla …)

La diffusione del caporalato e in generale delle economie sommerse a Milano come in tutto il nord e il centro Italia oltre che nel sud era già evidente ma … i sociologi pensavano a mitizzare i distretti, la terza Italia e il made in Italy ignorando l’aumento delle neo-schiavitù di italiani e immigrati regolari e irregolari, i politici avevano avallato il fenomeno sin dall’inizio dello smantellamento delle grandi industrie e buona parte dei sindacalisti aveva accettato favorendo un certo illegalismo di massa che consisteva nel beneficiare della cassa integrazione o prepensionamento o altri ammortizzatori e svolgere anche lavoro nero (ciò che si chiamava “doppio lavoro”). Di fatto mai i sindacati osarono fare una vera e propria lotta contro lo smantellamento della grande e media industria e l’esternalizzazione o delocalizzazioni prima a breve distanza e poi attraverso i continenti … eppure tanti sindacalisti sono stati e sono deputati europei ma quasi nessuno ha lottato contro la frode comunitaria praticata da tutti i grandi e piccoli marchi …

Sulla cogestione fra sindacati e padronato e governo è forse necessario risalire a ciò che è avvenuto già durante il fascismo e nel secondo dopoguerra: l’economia italiana ha avuto un gigantesco settore pubblico o “a partecipazione pubblica” ma controllato dal potere politico che ne ha fatto il perno del clientelismo e della cogestione con i sindacati

I dirigenti sindacali sono stati e sono ancora in parte nei consigli di amministrazione di tutte le casse di risparmio, enti ecc. ecc. è qui che si situa la loro fagocitazione che conduce anche al quasi suicidio quando si cogestisce la fine della società industriale … (per un’epistemologia della destrutturazione della sinistra non bisogna partire da lì?)

‘Mafia padana organizzata e feroce’

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/07/11/mafia-padana-organizzata-feroce.html?ref=search

«C’è il rischio che nasca una nuova mafia padana. Questi caporali organizzano il lavoro di decine e decine di persone e sono capaci di violenze incredibili per difendere il business. Rischia grosso, chi va nei cantieri edili per fare i controlli». Salvatore Palidda, sociologo e scrittore, è consulente dell’Ocse e membro di équipe di ricerca internazionali e italiane, specializzato sull’ immigrazione. Da un anno sta facendo una ricerca sul «caporalato» per conto della Comunità europea. è un fenomeno in crescita? «Milano è diventata senza dubbio la “capitale del caporalato”. Negli anni ’70 l’economia sommersa in Italia era pari al 10 per cento del Pil. Oggi siamo al 30 per cento a livello nazionale e al 40 per cento a Milano, che senz’ altro batte Napoli su questo piano. Qui il tessuto economico è più ricco e l’area di sommerso è più vasta, complicata, intricata e complessa. Si va dal cantiere edile al laboratorio clandestino. Nei cantieri girano materiali edili di dubbia provenienza, prodotti in nero in questi laboratori. Così è per i pezzi di ricambio delle auto e per molte componenti di uso industriale». Quanti uomini controllano i caporali? «Nella sola Brianza si parla di un giro di 20.000 persone in mano ai caporali. Tutta la provincia milanese è piena di cantieri. Ho visto alcuni tabulati della guardia di finanza sui controlli nei registri delle ditte edili in Lombardia e ho visto dati di evasione fiscale impressionanti. La magistratura aveva iniziato ad indagare ma non so che fine abbiano fatto quelle indagini. Pare ci sia anche un giro di commercialisti che sono in grado di fornire libri contabili falsi e registri falsi». Qual è la percentuale di stranieri? «Ce ne sono molti, ma la stragrande maggioranza del lavoro nero coinvolge ancora gli italiani. Molti sono i giovani alla ricerca del primo impiego e poco interessati alle tutele e alle garanzie dei contratti in regola. Fra gli stranieri, sono in crescita le presenze da alcuni paesi dell’Est, in particolare dalla Romania. Da quel paese si entra col semplice visto turistico e quindi arrivano a centinaia ogni settimana. Così è per l’ Equador, altra comunità in grande crescita». Quali sono le tariffe? «Quattro o cinque anni fa, la cifra media era di 10-12mila lire l’ ora. Oggi siamo sulle 8.000 lire, 4-5 euro l’ ora. Ma ci sono ragazze peruviane che accettano meno, 3 euro l’ ora, per accudire gli anziani o per fare i mestieri. E se un operaio guadagna 7 euro, il caporale ne trattiene uno per il trasporto e per l’ organizzazione». Come mai il caporalato è ancora così forte? «Le grandi imprese non esistono più, tutte le attività produttive sono frammentate e disperse. Nell’ edilizia il fenomeno è ancora più esplosivo grazie al sistema del subappalto, che impera sia nel settore privato che in quello pubblico. Inoltre sono 10 anni che è stato smantellato l’ Ispettorato del lavoro. Manca qualsiasi tipo di controllo». (z.d.)

ZITA DAZZI 11 luglio 2002

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...