Com’è la questione migranti ? E’ davvero il pomo della discordia europea ?

In tutta Europa la discussione politica spinta dai media è sulla ipotetica guerra sui migranti. Questo tema spinto dall’Italia in senso europeista, ma contro la tendenza in uso, ha cozzato contro i muri austriaco-tedeschi, contro i francesi e sta addirittura minacciando la continuità del governo Merkel. Sulla pressione mediatica si muove bene Salvini con le sue facili decisioni (chiudere porti), in parte anche giustificabili in questa giungla di regolamenti unitari europei che ognuno interpreta poi come vuole nel suo territorio.
Il mio giudizio rispetto la questione migranti è che per l’Italia come per altri paesi i numeri dicono che è un tema farlocco e oggettivamente anche per altri esposti al sud, sul mediterraneo.
Andiamo con ordine . L’italia con il “governo del cambiamento” è partita in quarta facendo scelte americane di alleanza e dichiarando di voler rimanere nella Nato neanche dichiarazioni di principio contro, come era di gran lunga forte la tendenza nel M5S 1.0, (al di là dei tempi e modi reali di sgancio)
Quindi l’Italia ad esempio, assieme ai francesi in Niger a difesa della rapina dei prodotti di quel sottosuolo (petrolio e uranio) ottenuti con la corruzione di quel governo assassino (ancora in corso processo a Scarrone e soci sulla maxitangente) produce condizioni di iniquità sociale in quelle nazioni che costringe a migrare quote importanti di persone
Dove stanno rimuovendo le cause della migrazione di nazioni perchè cercare una possibilità di vita è indispensabile dato che a “casa tua” è diventato impossibile assieme a condizioni oggettive ambientali di siccità e nessuna prospettiva ?
Lo stesso fanno con aggressività commerciale tedeschi, inglesi, israeliani e ovvio i “padroni del mondo” : gli americani in una sorta di divisione bellica delle zone. Così è per Israele verso Libano e Palestina (occupata in barba ad ogni trattato), così è per la Siria con un occhio all’Iran, così è per la Corea del Nord in funzione anticinese , così è per la Libia in cui bazzicano non solo bande armate e violente con scuse religiose di guerra santa ma anche servizi francesi, inglesi, americani (600 operazioni con droni dichiarate in un anno da Sigonella), così è per quell’area dell’Afganistan , Pakistan, Bangladesh.
E se la discussione apparentemente di scontro fra la coalizione che sostiene la Merkel , oltre ad altri sembra essere sul numero dei migranti e su come trattarli dopo che hanno aperto a circa un milione, sembra uno scontro fra buonisti e cattivi alla Orban.  Non posso crederci, non è reale nella politica dei vari paesi centrali per quell’idea di Europa che si consuma sulle pagine dei media. Ci sono scontri fra lobby nazionali ed internazionali con interessi in quei paesi che segnano il loro futuro. L’accentramento di Q.E della Banca Centrale Europea non può durare in eterno e non calma l’immenso mercato finanziario dove in un giorno si bruciano quote enormi di  bilanci statali indirettamente . Il mercato senza fine del lavaggio di soldi mafiosi accettato ovunque nei paradisi fiscali limita oggettivamente i vari governi e ne crea imbarazzanti effetti di blocco politico

Le balle stanno a zero ! E’ in corso una lotta furibonda fra fazioni. Su come continuare la politica mascherata di colonizzazione e predazione degli stessi paesi da cui viene la maggior parte dei migranti . Le economie nazionali non sono sufficienti a garantire lo stesso agio di vita interna, le pressioni fra paesi confinanti sono forti, lo scambio fra politiche di concessione e contraltare di tecnologie moderne è segnato da importanti quote di povertà nei singoli paesi ( da Amazon a Google, a capital game internazionali)
Le economie nazionali senza la rapina effettiva e commerciale all’estero hanno vita dura a mantenere livelli di profitti e il buonismo non gli appartiene, è il loro modo sporco di giocare le carte in difesa di se stessi. Ancora una volta i migranti sono il pretesto per il bla bla mediatico, ma non la causa naturale. I numeri seccamente diminuiti di migranti per operazioni fatte nell’Africa del Nord hanno limitato l’esodo, ma rimangono pretesto per attriti e regolamenti di conti internazionali.
Dove l’America con i suoi marines sparsi di circa 900 basi all’estero (61 in Italia) e il loro riproporre situazioni di guerra a casa d’altri creano condizioni ovunque di migrazione epocale, di sradicamento collettivo di milioni di esseri umani in cerca di fortuna e pace .
Quindi questo pretesto “casuale” da circa un mese tiene banco anche in Italia dove almeno sulla carta ci sono novità di establisment politico con il “governo del cambiamento ” di Salvini e Di Maio.  O no ?
Conte ha tentato di affermare una via autonoma al problema, facendo cose normali che i piddini precedenti non avevano neppure tentato, ciòè indicando vie di partecipazione vera e collettiva alla gestione dei migranti .
Ma poteva avere successo il magico avvocato sconosciuto arrivato via etere da suggerimenti di pochi ?
La mia personale visione dice NO .
Lo hanno costruito nel contratto fra Lega e M5S questo limite, quando scelgono di affermare : stiamo con gli alleati e siamo dentro alla NATO !!!!
Non sono scelte casuali, non c’è nessun vantaggio per gli italiani ad un simile rinnovo di fiducia in istituzioni da guerra fredda mentre Trump pensa ogni giorno come riattivare in varie parti del mondo con i potenti mezzi economici, commerciali e militari che ha .
Di Salvini non c’è da stupirsi ha la visione furba del contadino da sopravvivenza dell’oggi, ma nessun piano di autonomia reale da costuire ed il M5S infine anche contro parte del suo elettorato che perderà, lo ha accettato.

Questo M5S 2.0 è altro, è gruppo di governo e casta di fatto.
Non fa nulla (al contrario della Lega) per modificare la propria struttura indecente, senza capacità reale politica, di gestire risorse per promuovere trasversalmente sui territori l’unica sua forza : la collettività militante che ormai sfibrata dall’abbandono e dal pauperismo politico è solo più un punto mediatico sui social e di riflesso un gruppo in ordine sparso parlamentare, dove le risorse le gestiscono in pochi, dove di salti culturali attraverso iniziative politiche non si intravede neanche l’ombra, dove le decisioni importanti sono prese da pochi, dove la comunicazione è ridicolizzabile ovunque e non è mai vero strumento di riflessione, ma ripetizione a pappagallo del comunicato n°…
Gli annunci non sostituiscono i FATTI e la gestione assassina mediatica dei migranti è colpevole di mascherare i problemi reali nel realizzare quello che in parte si è promesso nella campagna elettorale . Nel vuoto di comunicazione vince Salvini con le sue relazioni pericolose, ma importanti con il Berlusca, con sceneggiate recitate per rubare la scena .
Sono un pretesto i migranti, la merce umana di questo capitalismo allo sbando di squali finanziari che nasconde le sue prerogative di blocco di ogni vero cambiamento, perché senza effettiva partecipazione popolare nessun cambiamento concreto sarà effettuato. Non è cambiato il controllo ambientale del territorio, le bonifiche non sono in agenda, le grandi questioni tipo ILVA relegate e rinviate, le riforme delle pensioni e del lavoro, rimandate, la sanità al di là degli annunci non fa percepire nessun diverso disegno, le piccole-medie imprese continuano ad essere tassate in modo assurdo, le grandi opere proseguono, il lavoro non c’è di fatto, la gestione finanziaria delle banche non ha nessun serio cambiamento ufficiale , la Rai ed i media sono un blocco inamovibile che lavora contro(pro Bildenberg).
Le vittorie di Pirro di DI Maio su alcuni licenziamenti, di Fico sui rimborsi sono cose che in fondo agli italiani interessano relativamente e di concreto rimangono solo i buoni “propositi ” di Salvini che chiude i porti, ma non cambia la politica estera verso i paesi predati . Continuano a spendere 36 miliardi circa in varie missioni di pace con le armi in 32 paesi del mondo, continuano a farsi ricattare da tromboni come Merkel e Macron o da Trump . Non c’è nessun cambiamento a priori, nessuna diversità dai Minniti, dai Monti precedenti nonostante nel paese una cultura al riguardo di autonomia e di indipendenza ci sia e sia percepibile facilmente
Serve incazzarsi seriamente, battere le scarpe come faceva Krushiov al Politburo russo , ma farlo sui territori dove lo scollamento è evidente e drammatico prima che si chiuda ogni possibilità (se già non è così) non serve concedere tempo, sono le premesse che sono un fallimento annunciato su qualunque terreno si prenda in esame al di là della morale ideologica o delle buone intenzioni esibite .

Gatti Giovanni
Savona 02/07/2018

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